21/03/2026 Milano
Stamane, altri due giovani sono morti in questa città. Erano a bordo di una motocicletta.
Un incidente devastante, non si sarebbero potuti salvare in nessun modo. Non posso rilevare alcun dettaglio, ma dalla visione delle telecamere, si vede che l'impatto è stato mostruoso. Lui 23 anni, lei 20. Hanno trovato la fine dei loro giorni sul fianco di un Taxi.
Un urto talmente forte da aver ribaltato un'auto di quasi 2 tonnellate. I genitori di lei erano qui in Comando.
Rimango zitto, rifletto.
Un dispiacere immenso per la perdita di queste due giovani vite, che non conosceranno più il piacere di una giornata in primavera o sentire il cuore battere per amore.
Rifletto e improvvisamente ho paura.
Ho stranamente paura. Nessuno si sveglia la mattina, pensando di non arrivare a fine giornata. Pensando di non vivere più, di non avere più coscienza di sé. Bene o male c'è chi arranca, chi fila liscio, chi vive alla giornata, ma ognuno di noi cerca di arrivare alla fine dei giochi, preservando la propria incolumità. Cerchiamo di sopravvivere alla vita, al mondo, c'è chi riesce e chi no.
Ho improvvisamente paura, perché questi eventi mi ricordano che schiviamo pallottole da quando siamo nati, ma non gli diamo molta importanza. Ho paura, perché nella mia vita ci sono persone che amo, in modi diversi, ma amo tantissimo e la vita potrebbe strapparmi da loro.
I giovani dovrebbero essere antiproiettile, non dovrebbero morire, perché sono la linfa di questo mondo ed io, che giovane non sono più, forse dovrei ringraziare il fatto di essere ancora qui. A vivere.
E la mia vita la dedico perché queste cose non accadano. Per questo sono inflessibile a volte, perché vedo oltre. Preferisco che una persona mi odi, mi detesti per avergli complicato la vita, ma il motivo è questo, fare in modo che continuino a vivere.
Non ci riusciamo sempre. A questo giro, la maglia è stata larga.
Andate piano ragazzi.
Piango.















