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Sogno una persona a cui mi ero affezionata, una di quelle che c'è e poi scompare e così all'infinito. Vedevo questa persona seduta mangiare un gelato, io ero con amici, questa persona era con amici. Fa per uscire e mi vede, mi saluta, io timidissima quasi vergognandomi perché avevo fatto finta di non vederla dico a questa persona “neanche pensavo che mi avresti salutata” e provo tanta tristezza nel dire questa frase, parliamo un attimo dei gusti di gelato, ad un tratto nel sogno inizio a sentire il mio cuore battere, la cosa mi spaventa così tanto che porta i battiti del cuore a farsi sempre veloci, questo aumento della velocità fa aumentare la mia paura e così un loop infinito fin quando non mi sveglio impaurita e triste.
È veramente brutto quando l'interesse è a senso unico.
Zoisite - from the Four Heavenly Kings (Shitennou)
L’Inizio
Nasco dal bianco candore, bianche le ali, non conosco timore. Prest'osservo la Causa Prima: Protogono fiammeggiante dietro di lui il Cielo distante.
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The Beginning
I was born in white candor, white the wings, i know no fear. Soon i observe the First Cause: Flaming Prōtogónos behind him the distant Heaven.
( art by me )
Affonda la Psiche nell’abisso d’Hypnos; dal nero oblìo avvolta, dolce è la via che reca alla porta.
Scure le fronde poco più d’ombre, salutano Urano brillante sovrano.
S’ode un sorriso nel tempo lontano: celato è il suo viso familiare quel tono.
Però d’improvviso i sensi si fondono passato e presente ormai più non contano.

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Non sapevo che gli attacchi di panico si potessero anche sognare, ma tant'è. Stavo facendo un sogno dove cercavo di comunicare una cosa molto seria, importante, decisiva, ma non riuscivo a dirla, appena iniziavo a parlare mi veniva un attacco di panico o qualcosa di molto simile: iniziavo a respirare fortissimo, mi sembrava di impazzire, di svenire, mi si annebbiava la vista, avevo forte tachicardia; appena mi calmavo e tentavo nuovamente di parlare arrivava prima la rabbia e subito dopo ricominciava la giostra di panico. Mi sveglio a causa della forte tachicardia e di una forte fatica a respirare, neanche avevo capito che era ‘solo’ un sogno; al risveglio avevo il respiro affannoso, il petto stretto, il cuore che aveva un ritmo assurdo, la mente confusa, non riuscivo a capire bene se stavo ancora sognando o ero sveglia, mi muovevo a fatica e con gli occhi chiusi che sembravano ancora voler sognare. Mi ci è voluto un po' e una pasticca di melatonina – presa più per consolazione – prima di far calmare il respiro e rilassarmi, prima di togliermi di dosso quella sensazione di pazzia. A tutto questo si aggiunge anche la sensazione di spavento e la consapevolezza di essere sola a letto, di non avere vicino una mano calda da cercare e afferrare alla quale avvicinarmi, un respiro profondo e addormentato a ristabilire un equilibrio, a ricordarmi che sono qui e non dentro il sogno. Riesco a riaddormentarmi relativamente in fretta ma mi sveglio nuovamente dopo neanche un paio di ore, ancora angosciata, ancora stanca e provata, ancora con la sensazione di solitudine e quasi abbandono a me stessa, di spavento.
Incubi così era da tanto che non li facevo, ho fatto sogni nervosi, arrabbiati e tristi ultimamente – perché non riesco a fare sogni felici, poi, non si sa – ma gli incubi che mi svegliano in questo modo, quasi con l'urlo in gola, non li facevo da parecchio. Francamente, neanche mi mancavano, soprattutto se non c'è nessuno vicino a te che avverte che stai facendo un incubo e ti sfiora per rassicurarti e magari farti svegliare, così da porre fine a quell'agonia.
Sogno di un tizio, alto non particolarmente bello ma affascinante, capelli folti e riccioluti, castano, pelle dorata. Nel sogno questo tizio era attratto da me, stravedeva per me ed io ero dipendente da quella sensazione di chi sa di piacere a qualcuno, non capivo ma ero estremamente felice, quasi eccitata all'idea di eccitarlo. In verità, però, in tutto il sogno il sesso era proibito – da me – ed era questa proibizione che mi rendeva più attraente ai suoi occhi. Da parte mia c'era sconcerto e paura e dipendenza da questo modo di sentirmi.
Quanto ancora deve essere una proibizione il sesso?
Sogno l'analista che si trasforma in un prete che esegue esorcismi. Ho paura di lui, ha un cappellino sulla testa, una tonaca, espressione cattiva e viso più paffuto. Non lo riconosco, mi dico Ma sicuro che è l'analista? A me non sembra lui. Vado allora in un vicolo di Bologna dove lui avrebbe dovuto avere il suo studio – l'analista è del Lazio e mi pare che riceve proprio a Roma – leggo le insegne che ci sono e vedo che non è lui. Sollevata dico Ah meno male, ho sbagliato. Facciamo allora una videochiamata dove torna ad essere lui, col viso svuotato e gli occhietti tondi tondi e marroni, non so cosa succede ma si interrompe, entrano nel suo studio una famiglia e incurante della mia presenza virtuale iniziano a parlare – è il lui, il marito a parlare, un omone grande e grosso che mi fa pensare che ha un'aria imbecille e disgustosa allora cosa ci fa lì, cosa vuole essere analizzato se ha il cervello bacato – così, a disagio e arrabbiata, dico arrivederci e stacco la videochiamata senza prendere un altro appuntamento, è come se avessi concluso la psicoterapia, penso A mai più delusa e amareggiata.