C'è il cielo ancora leggermente azzurro, qualche nuvola rosa pennellata qua e là. Intravedo la sagoma di due arbusti, neri in controluce. Oggi è stata una giornata così pesante e nervosa, ho pianto così tanto in analisi che adesso ho male agli occhi. Vorrei piangere ancora. L'analista mi chiede a cosa sto pensando? Perché non parlo, mi vede solo piangere. Gli dico che non penso niente in particolare, che forse è solo la frustrazione. La frustrazione? Sì, la frustrazione per tutto questo. Mi dice che le possibilità ci sono, gli dico: Vorrei vederle anche io queste possibilità. Oggi niente riesce a scalfirmi in analisi, nessuna parola ha presa, sembra farmi solo stare peggio. Ho gli occhi piccoli, l'espressione severa, imbronciata. Per quel che mi riguarda piangerei ancora. A cosa penso? A niente in particolare. A tutta la rabbia che ho, l'impotenza, il desiderio di riscatto, di fare, di lasciarmi andare. Tutto frustrato. Sogno una casa infestata, un piano di hotel con una sorta di fantasma che vi vive dentro ed io devo occuparmi di quel piano. Ci vive mio marito, abbiamo dei figli. Lui è una brutta persona ed io devo proteggere mio figlio, un bambino dall'aria triste che cerco di fare addormentare. Quella specie di fantasma si impossessa di mio marito. Lo odio, lo odio. Non capisco questo sogno, lo ricordo a stento. Dico all'analista che è da marzo che faccio incubi e che ormai neanche li ricordo quasi più da sveglia. Adesso sono ancora arrabbiata. Voglio vomitare e dei baci sugli occhi, il calore del respiro sulla pelle, e poi ancora vomitare questo bolo verde e acido che ho dentro. Squarciarmi il petto per estirparlo, cavarmi gli occhi per non vedere, infilare qualcosa nelle orecchie per non sentire, togliermi la pelle per perdere consistenza e spogliarmi di me stessa. Violenza. Governante2 vuole lasciare questo posto, il prossimo anno. Dice che è stanca. Oggi mi vede arrabbiata, mi chiede cosa c'è, mi dice di essere assertiva, vorrei piangere ancora. La serata si ribalta con noi due che parliamo di country dark metal (?), progressive metal. Le dico Tu che sei classic – lei si esprime così – ascolta i Dream Theater, cantano dagli anni ottanta. Mi dice che mi manda qualche canzone di questo country dark metal o come si chiama, le linko Erotomania di rimando. Un po' di umanità in questa giornata riesco a riceverla. Adesso però vorrei piangere ancora e vomitare. Intanto il cielo si è fatto buio. Il tempo di una doccia e si è finita la serata. Anche questa giornata buttata nel cesso.