La mia interpretazione di Eraserhead di David Lynch:
Secondo me, Eraserhead parla in chiave metaforica della genitorialità improvvisa, del risentimento, dell'irresponsabilità , del trauma infantile, e dell'essere padre (o madre) quando non si è pronti.
Quella specie di alieno partorito dalla fidanzata di Henry dovrebbe rappresentare effettivamente un bebè umano, solo che viene visto in quel modo mostruoso perché è la percezione distorta di come i genitori (che non lo volevano) lo vedono. Un essere piagnucolante che è arrivato all'improvviso "rovinando" la loro vita.
La ragazza lascia Henry solo col bambino, disperata e stressata, per ritornare dai propri genitori, e affida il figlio al marito. Durante la sua assenza, Henry si fa sedurre dalla vicina di casa, una donna dai capelli neri con fare da femme fatale: per non farle sentire o/e vedere il bambino per la paura che lei se ne vada a causa del figlio, lo zittisce con una mano sulla bocca, (probabile metafora sul fatto che spesso, un padre irresponsabile cerchi di nascondere la propria famiglia ad un'amante per non spaventarla) e alla fine, ci fa sesso. Lei nota il bambino che piange, ma non dice niente.
La sequenza successiva mostra una donna bionda e giovanile con grandi guance paffute (simbolo di vitalità , bellezza e salute), donna che in una sequenza precendente era stata mostrata calpestare quelli che possono sembrare cordoni ombelicali, o che sono comunque richiami al figlio, ergo, alla responsabilità e alla famiglia. Quella donna -- che secondo la mia interpretazione è una metafora per le distrazioni belle ma superficiali che possono allontanare un genitore dalla prole -- canta che "in paradiso ci sono le cose belle, sia per me che per te" (non ricordo bene il testo lol scusate se è diverso), che è appunto un richiamo alla distrazione, il "paradiso" potrebbe essere un bordello, l'azzardo, un'altra donna, il divertimento sfrenato, etc. Henry Spencer si fa ammaliare e sale sul palco (simbolo di spettacolo, ma anche di attenzione riportata su un elemento preciso, ed egocentrismo) e le prende le mani, ovvero, si lascia sedurre dell'edonismo (infatti è una scena che viene subito dopo il rapporto sessuale con la vicina).
Subito dopo, segue un'immagine velocissima di come potrebbe essere il bebè da grande (i sensi di colpa di Henry che in seguito pensa a suo figlio e al suo futuro), spaventato, si mette in un angolo: la sua testa cade a terra, e viene rimpiazzata da quella del bebè; in questo caso, la mia interpretazione principale è che lui è così stressato a causa del figlio e ci pensa così tanto (o crede di farlo) che diventa praticamente tutto ciò a cui pensa, ergo, la sua testa non è più la sua ma è, letteralmente, il figlio. O magari, la preoccupazione di Henry che il figlio prevalga troppo sulla sua vita e che lui possa essere costretto ad eliminarsi interiormente, ad annullarsi.
In seguito, la testa mozzata di Henry viene trovata da un bambino e viene portata da un uomo che ne estrae un pezzo dal cranio (se ho capito la scena) e la fa diventare una matita, una matita munita di gomma all'estremità , una matita come molte altre fabbricate. La prova su un foglio di carta, scrivendo e cancellando, e poi afferma che "va bene". Da qui il titolo "Eraserhead", ovvero, "la mente che cancella". La mia interpretazione della scena è che riassuma perfettamente il cuore del film: Henry ha una mente "che cancella", ciò che metaforicamente cancella i suoi affetti, la sua famiglia e le cose che dovrebbero stargli a cuore per sesso o per cose frivole, si dimentica di loro, come purtroppo succede in molte famiglie con giovani genitori che trascurano i propri figli. Le altre matite con gommina rappresentano gli altri miliardi di padri simili e, con la scena della scrittura sul foglio, ci viene fatto capire che ora Henry è ufficialmente come molti altri genitori irresponsabili: "va bene", nel senso che è proprio come loro, una gomma come loro, cancella in modo efficace come tutte le altre.
Scopriamo che tutto questo era un sogno di Henry, probabilmente basato sulle sue paure dopo la notte d'amore con la donna, e sulla sua bassa autostima, il giudizio negativo che fa sulla sua indole, sulla sua natura. Quando andrà a bussare alla porta della vicina, probabilmente rientrata dopo il loro incontro, lei non risponde, ma subito dopo la "becca" a pomiciare con un'altro uomo. Lei lo guarda e vediamo che, nell'istante in cui lei lo vede, al posto della sua testa vede la testa del figlio: un probabile richiamo al fatto che molte donne -- anzi, amanti di uomini sposati -- preferiscono interrompere i rapporti perché vedono nel padre anche il figlio, li collegano, quindi provano dei forti sensi di colpa anche solo a continuare la frequentazione sessuale, se non romantica.
Henry ne rimane amareggiato e si chiude dentro, sedendosi per terra. Intanto il bebè ride, quasi di lui e della sua pateticità , in un certo senso. Infine, Henry prende le forbici, taglia la fascia del bambino, e lo pugnala al cuore, cercando di ucciderlo: se in senso letterale, potrebbe raffigurare un padre abusante che fa del male al figlio a causa del risentimento nei suoi confronti, ma trattandosi di questo film, penso sia simbolico: un padre che "pugnala al cuore" un bambino, quindi tradendolo emotivamente, e quel tentativo di infanticidio dovrebbe raffigurare l'intenzione di sbarazzarsi di lui, di abbandonarlo definitivamente, per vivere la propria vita senza quello che considera un ostacolo, come purtroppo molti pessimi genitori vedono i propri figli.
Il bambino piange e sanguina (dolore sentimentale, forse) e diventa sempre più grosso, diventa enorme, la luce tremola: (ciò che succede nella stanza è ciò che sente dentro Henry, il rimorso, il tumulto psicologico, l'ansia) ora è diventato un gigante che sembra quasi volerlo divorare, diventato molto più grosso del padre. Ma quello non è il bebè che è diventato letteralmente enorme: è il pensiero del neonato, del figlio, che gli occupa la mente, e ora che l'ha abbandonato del tutto, questa colpa diventa incredibilmente molesta e lo perseguita, insomma, non gli lascia spazio.
Alla fine, tutto diventa bianco, la donna bionda dalle guance baffute lo abbraccia (lui abbraccia la frivolezza e la dissolutezza dopo aver lasciato il figlio e la propria famiglia, entrando in "paradiso" o ciò che i suoi sensi gli suggerisco essere il paradiso) e infine vediamo il bambino, ora grande, che sembra quasi impazzito dalla rabbia e dalla tristezza, e che si auto-pugnala (sempre se ho capito bene la scena, lol) provando odio e frustrazione verso se stesso, abbandonandosi e i suoi stessi bisogni come il padre ha fatto con lui, ormai traumatizzato dall'infanzia. (entrambi si pugnalano)
Scusate per il lunghissimo commento su questo film ma ho una marea di pensieri a riguardo :') io stessa non ho avuto un padre molto presente durante l'infanzia (per motivi di lavoro e, in parte, per colpa di una donna un po' possessiva) quindi potrei essere prevenuta, ma questa è la mia sensazione :3