Resoconto Giorno 29
Stamattina mi sono svegliata prima delle otto. Ho sentito mia sorella piccola prepararsi per andare a scuola. È stato il suo primo giorno di liceo. Mi sono ricordata del mio. Di come quel giorno di sei anni fa mi sentivo sola senza un amico tra persone che socializzavano tranquillamente. Avevo l’impressione che tutti mi stessero guardando e mi dissi “devo fare qualcosa anch’io”, così mi avvicinai ad un gruppetto, mi presentai e chiesi loro a che classe appartenessero: una ragazza mi disse “1GLinguistico”. Appena udii quelle parole sorrisi moltissimo e la abbracciai di getto dicendole “Che bello! Anch’io!” Sempre vissuto d’istinti, sempre stata calorosa. Lei fu la mia compagna di banco per i primi giorni, poi conobbi Imma e fu amore a prima vista. Imma saltò il primo giorno di scuola e si presentò al secondo. Indossava dei jeans semplici ed una camicetta blu che non dimenticherò mai. Aveva i capelli lunghissimi. Non dimenticherò mai il momento in cui la vidi.
Anche a pranzo niente sgarri!
Nel pomeriggio ho scaricato alcune canzoni di Ernia. In Neve canta “Non è un male essere diversi, infondo ci siamo differenziati pure nei versi”; in Morto dentro dice “Ho già attraversato il buio e solo per causa mia potrò tornarci”; mentre in Superclassico fa “Come se togliessi la maschera e tu t'accorgessi che a stare vicino vediamo meglio i difetti”.
Poi sono crollata ascoltandole, workout, bagno.
Cena, zero sgarri. Passeggiatina con Lola e poi sono scesa.
Ho messo una felpa, una felpa non mia. Non ne mettevo una mia da parecchi mesi e soprattutto non sentivo da moltissimo tempo un odore così delicato e che sapesse di casa in modo così inebriante, per niente invasivo. Sicuramente è soltanto una questione mentale, ma per tutto il tempo ho sentito come uno scudo sulle spalle, una protezione... e l’ho sentita il quadruplo negli abbracci e negli sguardi. E poi il rumore delle onde, il venticello, il riflesso della luna rossa sull’acqua, le luci in lontananza, i passanti e le carezze... tutto sembrava essere al posto giusto, anch’io e credo anche noi.
Al ritorno a casa ho canticchiato un po’. Non come faccio quando sono a casa da sola, però l’ho fatto e significa qualcosa per me.
C’è stata una stretta che ho sentito particolarmente, così tanto che ancora ora la percepisco.
Gumusservi: Il riflesso della luna sull’acqua, turco.
24 Settembre
















