Si racconta che in un paese dei dintorni, alla festa di San Narcisio, dopo la processione per il paese, i credenti portarono per i campi vicini il santo. Ultimate le preghiere di rito e la dovuta benedizione, alla fine lo deposero con lo scopo di fugare le cavallette su una collina che dominava una ubertosa e fertile valle cerealicola. Il parroco, dopo aver benedetto la vallata, data una ennesima benedizione con abbondanti spruzzate di acqua santa, si mise alla testa del corteo per fare ritorno in paese. Il giorno era caldo. E nel primo pomeriggio, a onta di San Narcisio, le cavallette grandinarono sullo spiazzo e sul suo simulacro di legno. In capo a due giorni i fedeli andarono a riportarlo in chiesa e con grande stupore lo trovarono monco di un braccio e rosicchiato dappertutto. Finalmente vennero provvedimenti più efficaci e più organizzati. Le varie amministrazioni comunali ingaggiarono apposite squadre anticavallette che durante l’estate battevano ed animavano le campagne. Il loro intervento, però, anche se tempestivo, si rivelò inefficace sin dall’inizio. Era sempre un intervento localizzato come quello dei teloni dei pastori. Si trattava infatti di squadre fornite di lanciafiamme a benzina da usare sui punti dove le cavallette si ammassavano. Ma le uova che la terra conteneva e fecondava erano inesauribili e nonostante i campi fossero ridotti a piazzuole nere e sparse di roghi, continuamente, il giorno successivo erano sempre zeppi di nuove locuste più affamate, giunte in volo o sbucate dalla terra. La stessa cosa accadde più tardi con la «crusca avvelenata» che i pastori erano obbligati a spargere per il proprio campo, ma sempre in maniera localizzata. Succedeva che la benzina si esauriva, la crusca avvelenata finiva, ma le cavallette aumentavano sempre quasi per incanto. Calavano dal cielo o spuntavano dal suolo, dalle uova dell’anno precedente.
Gavino Ledda, Padre padrone, Rizzoli, 2004; pp. 63-64.
[ 1ª edizione: Id., Padre padrone. L’educazione di un pastore, (collana “Franchi Narratori”) Feltrinelli, Milano, 1975 ]












