Urta, Urta per sempre.
Nell’insidia della soglia.
Contro la porta, sigillata, Contro la frase, vuota. Nel ferro, ridestando Solo queste parole, il ferro.
Nel linguaggio, nero.
In colui che è qui Immobile, vegliando Sul tavolo carico Di bagliori, di segni. E che tre volte
Viene chiamato, ma non si alza.
Nell’adunarsi, cui è mancato Il celebrabile.
Nel grano deformato, Nel vino prosciugato.
Nella mano che trattiene Una mano assente.
Nella inutilità Del rammemorare.
Nello scrivere, frettolosamente Messo al riparo, di notte
E nelle parole spente Ancora prima dell’alba.
Yves Bonnefoy













