La progettazione di un gioco o di un giocattolo
per bambini può essere affrontata in modi diversi:
uno di questi modi, il più usato, è quello di progettare
una produzione di giochi o di giocattoli basandosi
esclusivamente sulle possibilità di assorbimento
del mercato, senza preoccupazioni se questi giochi o
giocattoli siano veramente utili alla crescita della
personalità del bambino. In questo caso si produce
ciò che il mercato del giocattolo chiede: bambole
stupide da sedere in mezzo al letto, di giorno. Oppure
bambole consumistiche che cambiano vestiti, scarpe,
costumi e ambienti per favorire il commercio. Oppure
giocattoli di guerra o di fantascienza o giochi e giocattoli
di evasione.
Nella nostra « civiltà del fatturato » quello che conta
per i produttori è guadagnare sempre di più, anche
approfittando dell'ignoranza altrui, guadagnare a tutti
i costi, sfruttando gli altri. Ma siccome anche noi
siamo gli « gli altri » per qualche organizzazione
commerciale che ci vuole sfruttare; ecco che un
popolo di furbi diventa un popolo di sfruttati.
Un gioco ignobile.
Un altro modo di progettare un gioco o un giocattolo
è invece quello di considerare di produrre qualcosa
che sia utile alla crescita individuale, senza naturalmente
dimenticare un giusto profitto per 'impresa.
Che cosa può essere utile, ci si può chiedere, alla
crescita di un individuo in formazione come il bambino?
Qualcosa che dia, attraverso il gioco, delle
informazioni che gli potranno servire quando sarà
adulto. Sappiamo tutti che quello che un bambino
memorizza nella tenera età, gli resterà poi per tutta
la vita. È così che possiamo aiutare a formare individui
creativi e non ripetitivi, individui con una mente
elastica e pronta a risolvere ogni problema che
l'individuo può incontrare nella vita: da quello
di trovare un lavoro, a quello di progettare la propria
casa di abitazione, a quello di educare i propri figli.
Un individuo capace di capire ogni forma di arte,
capace di comunicare verbalmente e visivamente, capace
di comportamento sociale equilibrato.
Bisognerebbe fare anche alcuni giocattoli didattici per
adulti, per rimuovere dei preconcetti, per far fare
ginnastica alla mente, per liberare energie nascoste
(se ci sono, dato che una persona bloccata nell'infanzia
è ormai fossilizzata e irrecuperabile).
Bisognerebbe allenare e abituare gli adulti a capire i
bambini. Un antico proverbio cinese dice: l'unica
costante del mondo è la mutazione. Se uno cerca di
fermarla si ferma lui e invecchia male. Fino a un certo
punto gli adulti dovrebbero insegnare ai bambini,
poi dovrebbero imparare da loro a conoscere il mondo.
Il mondo reale, non quello artificiale degli affari.
Bruno Munari, Da cosa nasce cosa - appunti per una metodologia progettuale, Laterza, 1994 [1ª ed.ne 1981]; pp. 240-43 e 251.