Ravageurs whistle. | Michael Sheen by Hamish Brown
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Ravageurs whistle. | Michael Sheen by Hamish Brown

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Ravageurs whistle. | Bryan Ferry
Prima mi stavo facendo una doccia e mi ha iniziato a fischiare un orecchio e sta ancora fischiando e non so come farlo smettere.
Aiutatemi, vi prego, sto impazzendo.😭
È fastidiosissimo.☹🤧
Io, Santino Rando, non imparai mai a fischiare come i veri professionisti del settore. Eppure pastore lo ero. Anche se la nostra era pastorizia da isola. Anzi da isoletta. Intendiamoci, per me Filicudi era e sarà un'Isola con la “I” maiuscola, ma non troppo grande da potersi permettere pascoli verdi tutto l'anno, visto che Irlanda non è. Ed io aiutavo mio padre Elio, figlio di Gino, unico carnezziere dell'Isola, in questo che per noi era divenuto più uno sport estremo che un'attività di cui vivere. In pratica noi eravamo gli unici al mondo a combinare allevamento e pesca. Sì perché noi le pecore le pescavamo. Vi spiego. Eravamo pastori ma non c'era un solo ovile in tutta Filicudi. Era Filicudi stessa ad essere un enorme ovile e, insieme, un discreto pascolo. Le pecore infatti, non venivano “allevate”. Venivano lasciate scorrazzare sull'Isola. A loro davamo piena fiducia. Loro trovavano autonomamente qualcosa da brucare, soprattutto nella parte disabitata, quindi selvaggia dell'Isola. Per bere, erano in grado di trovare fonti d'acqua anche meglio di noi. Pecore selvagge, allevate non come ora in loculi microscopici dove le bestie stanno ammassate, ma lasciate brade, ruspanti, e un po’ anche all'avventura, come tutti quei frikkettoni forestieri che negli anni 70 praticavano campeggio libero e che furono all'origine della nuova colonizzazione dell'Isola e, forse anche della scomparsa di questo tipo di allevamento. Libere insieme a qualche capra che ancora sopravvive sulla costiera nord. Libere. Almeno fino a metà marzo. Poi c'era la chiamata. Puntuale come ogni anno, una settimana prima del primo plenilunio di primavera, avveniva tutto. Non si era ancora fatta luce in cielo, lì, dietro la sagoma di Salina, che già ci arrampicavamo lì dove il sole sarebbe tramontato, fino ad arrivare ai bordi della sciara. Il nostro compito, il compito di noi ragazzini, era quello di radunare — con l'aiuto di Ciro, Sam e Ugo, fedelissimi colleghi che ogni primavera ricordavano di essere pure cani di mannara —tutto il gregge sparso, quasi come se si giocasse a nascondino o ad acchiapparello. Si stanavano anche le pecore che stambeccavano a 700 mt, fino in cima al monte. Trovati tutti i capi, si costringevano verso un alto punto della scogliera a strapiombo sul mare, Punta Perciato. Poi, una ad una si stendevano le pecore su di un fianco. Io le tranquillizzavo accarezzandone il vello, mentre mio zio ne legava le zampe. Poi giù. Nel Blu. In acqua stavano per pochissimo tempo, perché era già pronta la flotta dei “pescherecci”, barche basse che recuperavano i lanuti esseri che ormai avevano capito che qualcosa nella loro monotona vita, stava cambiando. In anni di tuffi, nessuna pecora è mai annegata. In fondo, qualche giorno dopo, veniva la Santa Pasqua. Fui io a dare la notizia da Elio: “Papà l'anno prossimo ci correte voi appresso alle pecore!” Stavo diventando grande e correre per andare a pecore non portava niente di buono solo storte alle caviglie e il rischio di cadere giù al posto delle pecore. Fu così che decretai chiusa la stagione della pesca alla pecora sull'Isola. Eravamo gli ultimi. Qualcuno ancora più creativo praticò per un po’ un'altra disciplina, che però, questa volta, mescolava pesca e caccia: Il tiro alla capra. Praticato dalla stessa barca con la quale veniva recuperato l'ovino impallinato. Ma questa è un'altra storia.
“Saluti dall'Isola” D.Rando ed"Aeolie #87
02:25 Mi fischiano le orecchie. Sonno o tu che rompi? Fanculo va.

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il tè con il miele
Domenica ci siamo svegliati tardi e io avevo mal di pancia e allora Lollo mi ha preparato il tè con il miele ed era buonissimo. Poi, siccome era tardi, non abbiamo pranzato e io mi sono sentita sveglia tutto il giorno: ero talmente sveglia che ho visto delle cose importanti che di solito non vedo. Siamo andati in un parco grandissimo con il mio cane e abbiamo camminato e camminato in quel parco sconfinato, esplorando le radure e stando molto in silenzio ma anche parlando molto. Dico molto perché erano silenzi importanti, e parole importanti. Lollo mi vuole molto bene e delle volte vuole dirmelo ma non lo fa perché ha paura che io non ricambi. Io ricambio ma non glielo voglio dire perché credo che sia meglio, voglio vederci crescere in silenzio perché ho imparato che fare rumore non serve a nulla. Ha provato a insegnarmi a fischiare con le dita in bocca ma non ci sono riuscita e anche lui non è che ci riuscisse così bene.
Se davvero fischiano le orecchie ogni volta che si parla male di qualcuno, mi chiedo come mai non ti sono ancora esplosi i timpani.
marmellatadiamore
C'è un cosa che mi turba.
Ho 22 anni e non so fischiare. Qualcuno mi dica come si fa, vi prego!