così mi sposo all' uso giapponese, per novecentonovantanove anni
[A Lughnasadh, festa celtica del raccolto celebrata il primo di agosto,] nell'antica Irlanda si celebravano i cosiddetti matrimoni di prova che duravano un anno e un giorno. [...] Vicino a una fossa dove sgorgava una sorgente era eretto un muro con un foro: uomini e donne stavano sugli opposti lati del muro, senza potersi vedere ma spingendo insieme le mani attraverso il foro. Se agli uomini piaceva l'aspetto delle mani delle donne le afferravano e ciò sigillava il patto matrimoniale. Il contratto era rinnovabile, ma se alla scadenza del periodo la convivenza aveva avuto cattivo esito, la coppia non doveva far altro che ritornare al luogo della cerimonia, mettersi schiena contro schiena e allontanarsi in direzioni opposte. Una separazione consensuale e tranquilla, senza spese per il divorzio!
(da R. Fattore, Feste pagane. Alla riscoperta della Ruota dell'Anno e della dimensione magica del Tempo)
(che poi resta tutto da vedere se si riesce a convincerli, certi coniugi pentiti, anche solo a "ritornare al luogo della cerimonia"...)












