Il mio gatto non mangia i gechi, lui vuole soltanto giocare. Ma i gechi muoiono lo stesso.
come canta vasco: gechi dice no - (no no) gechi dice no - (no no) dum dum io non ti predo

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@popolodipekino
Il mio gatto non mangia i gechi, lui vuole soltanto giocare. Ma i gechi muoiono lo stesso.
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la contemplazione delle stelle: ieri e oggi
Quando c’è una bella notte stellata, il signor Palomar dice: – Devo andare a guardare le stelle –. Dice proprio: – Devo, – perché odia gli sprechi e pensa che non sia giusto sprecare tutta quella quantità di stelle che gli viene messa a disposizione. Dice «Devo» anche perché non ha molta pratica di come si guardano le stelle, e questo semplice atto gli costa sempre un certo sforzo. La prima difficoltà è quella di trovare un posto dal quale il suo sguardo possa spaziare per tutta la cupola del cielo senza ostacoli e senza l'invadenza dell'illuminazione elettrica. [eh, quanta verità ] [...] Altra condizione necessaria è il portarsi dietro una mappa astronomica [benedetto nei secoli lo stellarium] [...] Per decifrare la mappa al buio deve portarsi anche una lampadina tascabile. I frequenti confronti tra il cielo e la mappa lo obbligano ad accendere e spegnere la lampadina, e in questi passaggi dalla luce al buio egli resta quasi accecato e deve riaggiustare la sua vista ogni volta. [benedetto nei secoli lo stellarium /bis] [...] Per riconoscere una costellazione, la prova decisiva è vedere come risponde quando la si chiama. Più convincente del collimare di distanze e configurazioni con quelle segnate sulla mappa, è la risposta che il punto luminoso dà al nome con cui è stato chiamato, la prontezza a identificarsi con quel suono diventando una cosa sola. I nomi delle stelle per noi orfani d’ogni mitologia sembrano incongrui e arbitrari; eppure mai potresti considerarli intercambiabili. [...] Per larga parte il cielo è attraversato da striature e macchie chiare; la Via Lattea prende d’agosto una consistenza densa e si direbbe che trabocchi dal suo alveo [ahimé, di questi tempi grami, questo è diventato oramai un lusso per pochi fortunati - sospiro]; il chiaro e lo scuro sono così mescolati da impedire l’effetto prospettico d’un abisso nero sulla cui vuota lontananza campeggiano, ben in rilievo, le stelle; tutto resta sullo stesso piano: scintillio e nube argentea e tenebre. È questa l’esatta geometria degli spazi siderei, cui tante volte il signor Palomar ha sentito il bisogno di rivolgersi, per staccarsi dalla Terra, luogo delle complicazioni superflue e delle approssimazioni confuse? Trovandosi davvero in presenza del cielo stellato, tutto sembra che gli sfugga. Anche ciò a cui lui si credeva più sensibile, la piccolezza del nostro mondo rispetto alle distanze sconfinate, non risulta direttamente. Il firmamento è qualcosa che sta lassù, che si vede che c’è, ma da cui non si può ricavare nessuna idea di dimensioni o di distanza. [...] Sta da mezz’ora sulla spiaggia buia, seduto su una sdraio, contorcendosi verso sud o verso nord, ogni tanto accendendo la lampadina e avvicinando al naso le carte che tiene dispiegate sui ginocchi; poi a collo riverso ricomincia l’esplorazione partendo dalla Stella Polare. Delle ombre silenziose si stanno muovendo sulla sabbia; una coppia d’innamorati si stacca dalla duna, un pescatore notturno, un doganiere, un barcaiolo. Il signor Palomar sente un sussurro. Si guarda intorno: a pochi passi da lui s’è formata una piccola folla che sta sorvegliando le sue mosse come le convulsioni d’un demente. [non mi sento, in tutta franchezza, di escludere che qualcosa di simile possa esser accaduto anche a me...] da I. Calvino, Palomar
Che carta hai pescato?
il lattoniere pesca: La grondaia, se non piove si ostruisce con la ghiaia.
Consumismo all'ennesima potenza
Oggi c'era la merda in offerta e allora ho pensato bene di prenderne tre confezioni!
nihil novi sub sole: vale a dire "Non ho pestato cacche" (lett. sarebbe niente cioccolato - "novi" antonomasia, e metafora - sotto le suole). un po' come i frutti di bosco: anziché raccoglierceli direttamente in natura, ce li acquistiamo ben confezionati
o tempora o mores (vale a dire: o hai tempo o hai le more. oramai desueto, l'adagio, superato dai tempi - quelli ristretti di chi va al supermercato)
prisencolinensinainciusol (cit)
la giovine-sounding speaker di una pubblicità che ho appena sentito su youtube dice che col prodotto reclamizzato
lòvisin dièrre
(ol rait)

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Che carta hai pescato?
psyche kai soma: L'indenne: corpo illeso, ma fifa perenne.
Che carta hai pescato?
da oggi dieta! dice il tarocco: Il paninaro: due ceci, una caciotta e un calamaro.
Che carta hai pescato?
heidi e clara di francoforte hanno pescato: La governante: le sue minacce non sono blande.
Che carta hai pescato?
anche qui è apparso il bene effimero della bellezza (cit): L'avola di Iulo: aveva un bel culo.
Una storia che finisce bene
Un uomo è disperato e ha voglia di suicidarsi.
Decide così di lanciarsi dal quinto piano.
Un volo brevissimo.
Neanche mezzo metro.
Infatti l'uomo fa l'accordatore di pianoforti e ne ha sette in casa.
Ve l'avevo detto che finiva bene!
Tuttavia l'uomo rimane disperato ed ha ancora istinti suicidi.
Chissà cosa ne sarà di lui?
non commettere atti che non siano puri, né salire su tetti che non siano sicuri disse l'uomo saltando sopra al sesto piano e dal settimo piano al settimo cielo impiccandosi a un cavo passò per un pelo

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acquistando libri....
se lo vuoi leggere rispettando le avvertenze, dovrai farlo nell'esatto unico istante dell'intera tua esistenza in cui la tua età non sarà né inferiore né superiore, e pertanto esattamente pari a. (è la tua età reale, è una sezione di dedekind, è l'attimo effimero del presente eterno)
sotto l'ombra di un bel tasso
Nel corso della sua vita Charles Darwin rimase invariabilmente legato all'idea di un'ascendenza comune tra tutti gli organismi che fluiva e si ramificava come un albero. Avvicinandosi alla fine, espresse quindi il desiderio di mantenere questo stretto legame con l'albero della vita chiedendo di essere sepolto sotto il grande tasso che cresceva vicino alla chiesa di St. Mary a Downe. [...] Il suo corpo invece fu portato all'Abbazia di Westminster, dove si tenne il funerale di Stato, cerimonioso e in pompa magna, che si addiceva ad un eroe nazionale. [...] Gli uomini di potere avrebbero dovuto dar retta al bambino dentro Darwin, che aveva riconosciuto nel tasso il vero Albero della conoscenza del bene e del male. La chiesa poteva forse sembrare il centro spirituale di Downe, ma in realtà quel ruolo era personificato dal tasso, un albero che già esisteva ben prima che l'edificio religioso fosse costruito, un antico simbolo di rinascita e resurrezione. Darwin non voleva essere tumulato negli stretti e freddi corridoi della storia, ma desiderava diventare parte dello scorrere dinamico della vita, dell'infinito ciclo vitale delle "forme estremamente belle e meravigliose". da P. Calvo, Planta sapiens. Perché il mondo vegetale ci assomiglia più di quanto crediamo
vegetale a chi?
All'inizio del XX secolo il fisico e botanico Jagadish Chandra Bose faceva qualcosa che molti ancora oggi considererebbero folle. Quando doveva trapiantare un albero, per evitare di infliggere alla pianta sofferenze inutili, la anestetizzava, anche se si trattava di un esemplare molto grande. Allestiva a questo scopo una grossa tenda per coprire l'intero albero e la riempiva di cloroformio gassoso in modo da addormentare la pianta, evitando così che soffrisse durante lo spostamento. Bose [...] sapeva che anche i vegetali potevano essere addormentati, che perdevano consapevolezza un po' come accadeva agli animali, sotto l'effetto del cloroformio. da P. Calvo, Planta sapiens. Perché il mondo vegetale ci assomiglia più di quanto crediamo
(no, il Bose in questione non è lo stesso dell'equazione di Bose-Einstein e dei bosoni. però fu suo insegnante del liceo: piccolo il mondo)
Il ministro Lollobrigida ha detto che dobbiamo stare al passo con i tempi, e utilizzare gli strumenti che la tecnologia ci offre, "l'agricoltura di precisione è il futuro" e quindi io mi sono attrezzato subito per raccogliere i fichi, mica voglio rimanere indietro eh!
Di recente, un "growbot" [...] è stato sviluppato da alcuni ricercatori della Stanford University e della University of California, Santa Barbara. Il prototipo realizzato è in grado di srotolare una struttura centrale costituita da tubi di plastica pneumatici per muoversi allungandosi in avanti, come fanno le estremità dei getti di una pianta generando continuamente nuove cellule. [...] Il growbot può essere largo o sottile quanto si vuole, per spingersi nelle piccole fessure con la sola forza dell'aria compressa, può essere lacerato da oggetti affilati e non sgonfiarsi, può crescere in qualunque direzione, orizzontalmente o verticalmente, in virtù di specifici allungamenti pneumatici che imitano i meccanismi di crescita differenziale delle cellule vegetali su cui si basa la capacità dei fusti di cambiare direzione. Questo tipo di soft robot può crescere e superare un angolo o salire lungo un muro e formare un gancio sufficientemente rigido da poter girare una maniglia. [...] da P. Calvo, Planta sapiens. Perché il mondo vegetale ci assomiglia più di quanto crediamo
(leggendo questo passo mi è venuto in mente il post di @pgfone che avevo letto qualche giorno fa...)
Che carta hai pescato?
per chi invece i piedi li ha ancora per terra: Il tassista smilzo: più sottile del piantone dello sterzo.

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tigre
la tigre pigra col caldo migra. se birra agra beve alla sagra rutti deflagra. evita il viagra se per la foga troppo dimagra. se le fai torto lei non indaga: di gioie è vaga, del bello è paga. e dopotutto è tigre pigra. da L'arca di Noemi e i suoi animali, anonimo sec. xxi
Che carta hai pescato?
oppure è Paul Wittgenstein, fratello del noto filosofo Ludwig, che aveva perso il braccio destro nella grande guerra, ma poiché voleva continuare a fare il pianista - a quanto pare era (stato) pure bravino - commissionò nientemeno che a Maurice Ravel il Concerto pour la main gauche en ré majeur (concerto per pianoforte e orchestra per la mano sinistra) e ne interpretò la prima esecuzione con l'Orchestra Sinfonica di Vienna il 5 gennaio 1932