la tavolozza, o dell'(ex-)tiramisu
il professore di italiano alle medie ci esortava, quando scrivevamo i temi, a non divagare e disperderci ma a sforzarci di rimanere focalizzati su quel che volevamo dire e concludere in breve i pensieri, e lo faceva ripetendo come una specie di mantra la formula Poche idee ma ben confuse. ora mi accade che al ristorante mi si presenti come dessert un travagliatissimo (perlomeno, ai miei occhi) "tiramisu scomposto", descrittomi da un orgogliosissimo cameriere come "moderno", "scomposto nei vari sapori", "innovativo" eppure proprio il tiramisu mi pare perfetta realizzazione del motto del mio vecchio professore: pochi e semplici ingredienti, semplice e sapientemente assortiti e fusi insieme. perché disfare cotanto fare che da secoli vien fatto? domani, mi dico, mi recherò al museo e al posto del quadro affisso me ne presenteranno i colori su una tavolozza..? da Giornale intimo di una fanciulla instabile, anonimo sec. xx













