A scrivere è l'ex giornalista Guido Mattioni, quando parla della 'doc' si riferisce all'oncologa Maria Rosa Di Fazio.
Io condivido perché essere responsabili vuol dire anche essere lucidi e critici. Il cibo spazzatura, cioè quello che si trova in larga misura tra i primi scaffali dei supermercati, è progettato sempre per il medesimo scopo: rendere le persone malate e depresse. La politica fa il resto, tiene il popolo con la paghetta degli schiavi in modo che tanti non si permettano alternative a quei cibi. Come ciliegina la cultura addestra ai cibi pronti.
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Si parla in questi giorni di epatite acuta infantile in tutta Europa. E si impongono alcune considerazioni.
Premessa: esiste un'altra patologia, la steatosi epatica non alcolica, da anni in preoccupante aumento, anche tra i bambini.
La Doc ne ha visti e ne vede di piccolissimi addirittura al livello massimo, quello caratterizzato dalle cosiddette "aree di risparmio". Peccato che dietro a questo nome in apparenza rassicurante si nasconda una sintomatologia gravissima: e cioè "buchi" che si aprono nel fegato, organo emuntore e vitale, di fatto sfaldandolo e mettendolo fuori uso. Il solo rimedio è quindi il trapianto.
La causa di questo attentato alla vita, soprattutto nei più piccoli, è l'alimentazione piena di zuccheri che inizia con la prima merendina al mattino, prosegue con biscotti farciti o spalmati di note creme il cui primo ingrediente è appunto il "veleno bianco", continua con il the in bottiglia o vasetto, con la bibita gassata, il succo di frutta in brick, il budino simil mucca pezzata e così via, di schifezza in schifezza.
Tutti attentati quotidiani dei quali sono colpevoli milioni di genitori e nonni fuorviati e rincretiniti da valanghe di spot pubblicitari bugiardi.
Gli zuccheri in eccesso e non metabolizzati si depositano infatti nel fegato come grassi. Di qui la steatosi epatica infantile. E purtroppo anche di peggio, con gli esiti anche oncologici della conseguente e inevitabile Low Grade Inflammation che, come dice la Doc, è "la Madre" di tutte le patologie.
Il risultato è un crimine quotidiano e collettivo perpetrato tra le mura domestiche: i bambini italiani consumano in media ogni giorno 87 grammi di zuccheri aggiunti (la media UE è di 90 gr) quando la quantità massima raccomandata in prevenzione da OMS e IARC (l'istituto internazionale di ricerca sul cancro) sarebbe di 25 grammi. Quindi ne ingurgitano più di tre volte tanto.
Questa era la lunga premessa, alla quale segue una considerazione legata a fatti di attualità: i ripetuti casi di salmonellosi in note merendine e ovetti made in Italy o di disinfettanti ospedalieri (cancerogeni se ingeriti) usati nella produzione di altrettanto noti gelati americani.
E alla considerazione si potrebbe aggiungere il fatto che la scienza riconosce anche l'esistenza di una epatite da salmonellosi.
Questi sono fatti da mettere insieme e sui quali ragionare.
Aggiungendone un altro, molto grave e che fa pensare chi si ostina a mantenere uno spirito libero e critico: dopo qualche timido titolo sui giornali e nell'assordante mutismo delle televisioni quando i casi da Belgio e Gran Bretagna hanno iniziato a ripetersi anche in Italia, i media hanno fatto cadere tutto nel silenzio.
Perché le multinazionali pagano. Oppure cancellano gli spot.















