Certe volte vorresti solo essere accettata dagli altri, non ti importa come ma vuoi essere accettata, anche se quella persona non sei tu; altre volte, invece, vorresti solo scomparire per paura che non scoprano mai chi c’è dentro di te.
Spesso vorrei solo che le persone mi apprezzassero per come sono, ma nemmeno io so come sono, con ogni persona ho una maschera diversa, ma non mi lascio mai andare con nessuno, o meglio, ci provo, ma non ci riesco.
Vorrei sapere cosa vedono in me le altre persone, se vedono anche qualcosa di positivo o semplicemente fanno finta tanto per non ferirmi e si inventano che sono simpatica, gentile e carina. Non voglio che le persone fingano con me, piuttosto che mi vengano a dire in faccia quello che pensano di me, altrimenti non sarò mai in grado di accettare le critiche.
Probabilmente in me vedono la secchiona, anzi sicuramente, ma io non prendo voti alti per dar soddisfazione ai miei genitori, agli insegnati o per offrirmi quando nessuno ha studiato; io sono così a scuola perché mi piace imparare, mi piace studiare e conoscere cose nuove, mi interessa sapere come funziona il mondo che mi circonda, quello che successo nel passato, perché non si deve mai dimenticare nulla; è bellissimo quando trovo un argomento che mi piace e mi appassiono, ovviamente se prendo un bel voto sono felice, se invece è brutto ci rimango malissimo. Ci rimango male perché tutti si aspettano sempre troppo da me, come se fossi un robot che deve prendere sempre il massimo dei voti e quando non succede è come se si fossero bloccati gli ingranaggi e tutti iniziassero a cercare di essere migliore di me quando sono “fuori gioco”, il fatto che a volte qualcuno prende dei voti più alti di me non mi dà fastidio, mi dà fastidio quando iniziano a dire: “Ho preso più della Emma, ahahah. Loser, loser”. Io non sono perfetta come forse qualcuno pensa, io sono umana e come tutti sbaglio, non sono un motivo di vanto o una sfida da battere. Penso che le persone mi vedano come una persona che sa solo studiare, come se quello fosse il mio unico obbiettivo, come se non avessi niente da fare o qualcuno con cui uscire; la cosa peggiore è che è vero, perché non ho nessuno con cui uscire, cose da fare ce le ho perché tra pallavolo e i miei che trovano sempre qualcosa c’è, ma non esco mai con nessuno dei miei coetanei. Penso che se qualcuno mi invitasse i miei mi lascerebbero anche andare, il problema è che se uscissi con un gruppo sicuramente non mi parlerebbero e io rimarrei lì, da sola, invisibile.
Non so cosa le persone vedano in me oltre alla secchiona, che è anche l’unica cosa che dimostro apertamente, con alcune persone rido sempre, con altre parlo di cose serie, con altre ancora fingo, con altre, invece, vorrei solo essere apprezzata e magari avere qualcosa di più di un “ciao”. Probabilmente sono anche quella un po’ rompiscatole, rigida bacchettona manco fossi una vecchia, quelle poche volte che mi invitano ad una festa spesso rimango in disparte o cerco di interagire con gli altri, senza risultato. Forse non mi invitano perché pensano che sia come una mamma, che rompo per qualsiasi cosa vogliano fare. Forse mi vedono così o un po’ come una maestrina sempre a correggerli se sbagliano a parlare. O ancora, mi vedono solo per come quella con un bel fisico che serve solo a quello e sa solo mettersi un paio di jeans stretti, e come se non bastasse arriva il cascamorto che inizia a elogiare il mio fisico; già faccio fatica ad apprezzarmi da sola, se ci si mettono pure a dire “guarda, secondo me ti stanno meglio i pantaloni corti”, “ti stavano meglio i pantaloni di ieri”, “perché ti sei messa dei pantaloni larghi e non stretti?”, io inizio ad abbassare la mia autostima perché inizio a sentirmi un oggetto. Sono felice di avere un bel fisico, e probabilmente la maggior parte delle ragazze vorrebbe che qualcuno andasse a dirle che sono belle, ma a me dà fastidio che a dirmelo siano persone a cui non importa né del mio cervello, né del mio cuore.
Mi viene difficile pensare come mi potrebbero vedere le altre persone, non sono abituata a pensare a questo, spesso penso come farmi accettare ma mai come appaio agli occhi degli altri. Ho talmente tante maschere che non so nemmeno io chi sono veramente, certe volte vorrei solo sparire dalla faccia della terra, altre volte vorrei essere al centro del mondo.
Spesso mi immagino cosa succederebbe se io andassi in coma, vorrei sapere chi verrebbe a trovarmi, cosa mi direbbero, magari potrei sentirle e una volta sveglia andare a dire che non so, che anche io provo le stesse cose, che non pensavo sarebbero venuti o qualcosa del genere; forse se avessi un grave incidente mi direbbero quello che pensano davvero, forse non verrebbero nemmeno a trovarmi in ospedale, forse piangerebbero, forse riderebbero e sarebbero felici, forse gli mancherei. A scuola mancherebbe solo la mia presenza che salva da brutti voti.
A pallavolo non saprei, siamo in quattro con il mio stesso ruolo, certo tutti abbiamo un ruolo importante nella squadra, io non sono ancora riuscita però a trovare il mio posto. Spesso mi dicono che riesco a fare la battuta dall’alto che non mi veniva, che riesco a murare, che io so fare tutto ma devo solo crederci; quando mi sento dire questo mi sento così bene che, non so…in realtà non sono così brava, eppure sentirsi dire che lo sono mi rende felice. Nella nostra squadra siamo in 13 ed è difficile volersi bene l’un l’altra, soprattutto perché siamo ragazze, ma io mi sento comunque tagliata fuori anche qui. Mio padre dice che devo tirare fuori le unghie e ritagliarmi un pezzo in squadra, e in campo.Forse da fuori sembro la secchiona con un bel fisico con occhiali e aparecchio che non si trucca per andare a scuola ma alla prima occasione si mette in tiro, ma dentro sto esplorando milioni di personalità diverse in cerca di me stessa.