Carote [parte 1 di 3]
Veronica sbuffava spazientita. Come biasimarla dopo aver passato un’intera giornata a scansionare sempre gli stessi articoli all’alimentari di quartiere. Ogni giorno così, senza eccezione alcuna da quasi quarant’anni. Alzarsi sorseggiando la monotonia di un caffè tiepido, passando per l’irritante attesa immersa nelle code di veicoli tra casa sua ed il luogo di lavoro, arrivando infine ad un’insoddisfacente ripetitività delle mansioni meccaniche che le permettevano di pagarsi l’affitto. Amici pochi e poco interessanti, per non parlare delle relazioni sentimentali. L’ultima volta che un uomo le ha fatto provare una parvenza di eccitazione risale ai tempi dell’università, da quel momento soltanto rapporti occasionali con lo spavaldo di turno che tenta un approccio subito prima di pagare e ritirare gli articoli. Da qualche tempo anche l’ebrezza della masturbazione é andata scemando: non si sa spiegare il perché, ma il toccarsi pensando ai quei pochi momenti di trasgressione non ha più lo stesso effetto. Certe volte pensa che tutto ciò di cui avrebbe bisogno é un “vero uomo”, qualcuno capace di capire le sue esigenze, di penetrarla con tutta la sua virilità, partendo da un moto lento e sinuoso e dolcemente passare ad uno martellante e deciso, fino a che entrambi hanno fiato per continuare. In altri momenti é talmente confusa sulla sua vita, le sue prospettive, le aspirazioni, che mette tutto in discussione e affronta momenti di crisi profonda. Un giorno tutto cambiò. Era un Sabato pomeriggio come tanti altri prima di allora. Essendo uno degli ultimi giorni lavorativi della settimana, molti degli ortaggi ed altri deperibili di cui l’alimentari si riforniva ad inizio settimana erano esauriti in parte o del tutto. Mancava poco meno di 5 minuti a alla chiusura ed il negozio era deserto, Veronica era molto stanca e non vedeva l’ora di chiudere per raggiungere poi il suo solito gruppo di amiche al solito bar. Entra una cliente. Veronica non l’aveva mai vista prima, essendo un alimentari di un piccolo paesino fuori città conosceva tutti i suoi clienti, e la stava maledicendo con tutta se stessa, sicuramente dovrà attardarsi per colpa sua. Dopo pochi. Istanti la sconosciuta si presenta decisa da Veronica chiedendole dove potesse trovare le carote.
“Mi dispiace ma sono esaurite, a quest’ora di Sabato finiamo le scorte di ortaggi. Provi a tornare lunedì” Dice cortesemente Veronica con un impercettibile velo ironico. “Chi cazzo viene a comprare le carote di Sabato alle sette di sera?” Pensava.
“Ah, peccato perché avrei proprio bisogno dii alcune carote per una ricetta che volevo fare stasera. Non può aiutarmi in nessun modo, Veronica? - leggendo il cartellino” Risponde la sconosciuta.
“Non so davvero cosa suggerirle, diciamo che non ha scelto proprio il momento migliore per fare compere.” Sentenzia.
“Ma lei non ne ha nessuna a casa? Lavorando qua sicuramente abiterà in zona, mi chiedevo se fosse disposta a vendermi le sue, sono disposta.a pagare qualsiasi prezzo. Deve capire che per me questa ricetta é molto importante…” Ribatte senza vergogna avvicinandosi leggermente alla cassa. Veronica la guarda spazientita ma incuriosita. Nonostante l’assurdità della richiesta, il momento della giornata e tutto il resto, é euforica. Non le succedeva da tempo. Accenna un sorriso imbarazzato prima di pronunciarsi.
“Ma cosa sta dicendo?! É ubriaca? Come le viene in mente anche solo lontanamente che io sia disposta.a tornare a casa mia per prendere delle carote da vendere a lei, di Sabato, alle sette di sera, nel mentre che le mie amiche mi aspettano al bar?” Risponde stizzita, anche se per qualche motivo ignoto la proposta la stuzzicava un pochino. Forse per spezzare questa sua assordante monotonia, o forse per raccontare una storia diversa la sera alle amiche. Ci pensa qualche istante e poi prosegue:
“Quanto saresti disposta ad offrirmi?” Chiede Veronica, certa della successiva risposta negativa, ma incuriosita al tempo stesso.
“Come posso dirtelo così? Dipende chiaramente dallo stato e dalla qualità delle carote, non sono mica così ingenua da fare proposte al buio. Allora che ne dici? Ti va se vengo insieme a te a controllare? Ti faccio risparmiare un viaggio e se vedo che la qualità mi soddisfa ti farò un’offerta imperdibile.” Propone con voce sensuale ma ferma.. A questo punto la sconosciuta é a pochi centimetri da Veronica, la quale percepisce una sensazione totalmente inaspettata. É in preda ad un’eccitazione profonda. Sotto la gonna sente chiaramente le mutande inumidirsi e le gambe tremare. Veronica é talmente scioccata sia dalla proposta che dalla reazione del suo corpo che rimane immobile in silenzio. Inizia a sudare freneticamente. Le labbra si asciugano e, come riflesso del tutto involontario, inizia ad avvicinare il labbro inferiore all’interno della bocca, in procinto di essere morso. Passati pochi secondi che sono sembrati un’eternità, Veronica trova il coraggio di reagire e chiede con voce spezzata:
“Chi sei tu?”
- piumapurpurea
Parte 2:
La sconosciuta accenna una smorfia insicura, abbassa lo sguardo e con una mano accompagna dietro la nuca un lungo ciuffo di capelli biondi c


















