#Repost @angidere • • • • • Il 26 dicembre 1985, sui monti Virunga, veniva uccisa Dian Fossey. Da qualche anno si era trasferita dagli Stati Uniti al #Ruanda per difendere i gorilla dai #bracconieri. L'assassino della Fossey è tutt'oggi sconosciuto. Nonostante le numerose versioni circolate sin dai giorni seguenti alla sua morte (che portarono alla condanna del suo assistente americano che però aveva già lasciato il paese ed era rientrato in America) è assai probabile che ad uccidere la zoologa statunitense furono proprio i bracconieri, una volta compreso che con il visto appena rinnovato, la Fossey avrebbe avuto la possibilità di restare nel paese africano per lunghissimo tempo. Il corpo della Fossey venne rivenuto il giorno dopo e venne seppellito accanto al suo amato Digit (uno dei gorilla preferiti della Fossey) e altri sedici gorilla, uno scimpanzé e un cane, nel cimitero che Dian stessa aveva costruito nell’accampamento in cui viveva. Sulla sua lapide si legge che “nessuno amò i gorilla più di lei“. Nel suo testamento aveva destinato il suo denaro alla fondazione da lei creata, ma la madre si oppose e vinse la causa. Al di là delle numerose azioni controverse di cui si rese protagonista, la #Fossey ebbe l'indubbio merito di attirare l'attenzione dei media di tutto il mondo su quanto stava accadendo ai gorilla. Dian Fossey lottò con tutte le sue forze non solo per i gorilla di montagna, ma anche per impedire che la foresta venisse trasformata in un luogo turistico. Grazie a suo impegno i gorilla di montagna sono arrivati fino a noi. Ne restano però soltanto 880. Entro i prossimi dieci anni potrebbero essere scomparsi del tutto. Oggi, 26 dicembre 2018 ,per ricordare Dian Fossey vale la pena chiudere con una delle sue frasi più citate: «Quando capisci il vero valore della vita, di ogni vita, pensi meno al passato e lotti per difendere il futuro». R.I.P. Dian Fossey e grazie per tutta la lotta. #gorilla #animals #love #personespeciali https://www.instagram.com/p/CJSuwN8gwWv/?igshid=1o17g78or18yv














