E’ un anno ormai che le giornate sono tutte uguali, indistinguibili, in bianco e nero. i colori non si vedono più. Nè negli occhi della gente né tantomeno nei miei. Questa pandemia ci ha tolto tutto. La libertà, la possibilità di vedersi, di respirare a pieni polmoni, gli abbracci, i sorrisi, i concerti, le nottate con gli amici piuttosto che con i pensieri, le risate, i baci in pubblico. Tuttavia, mi ha permesso di apprezzare le piccole cose nel momento in cui si hanno tra le mani, quando si ha la reale possibilità di godersele. Mi ha anche mostrato chi sono i veri amici, quelli che ti cercavano solo per noia, per avere un po’ di compagnia durante il lockdown; quelli che ti cercavano solo per uscire, ma poi non sanno nemmeno come stai; quelli che si sono riaffacciati dal nulla, dopo un silenzio di mesi o anni, anche lì probabilmente per noia; ma anche quelli che ci sono stati sempre e continueranno a esserci. Purtroppo, questi ultimi sono pochissimi. Non mi sento legata a nessuno. Sono tutti troppo presi con il loro egoismo. E poi, ci sono io, delusa da un anno, dagli “amici”, dalla vita dopo la laurea, dal ragazzo che amo. Io che per gli altri farei tutto, ma che non ho l’opportunità di avere lo stesso privilegio, lo stesso trattamento. Le ore passate a risolvere i problemi degli altri, a parlarne, a preoccuparsi per loro. E i miei problemi che gli altri nemmeno ascoltano, “risolti” con un “dai passerà”.
La pandemia non ci ha cambiato, ci ha solo mostrato chi siamo realmente.