CHI È GIUSEPPE BARBONI?
Ed ecco a voi il nuovo eroe degli analfabeti funzionali italiani che credono di essere davanti ad un cittadino che stanco di subire soprusi e ha dovuto reagire.
Giuseppe Barboni, il trentottenne balzato alle cronache per aver pestato uno straniero sul lungomare di San Benedetto del Tronto. Un soggetto che, dopo aver “eroicamente”pestato di botte un disturbatore in evidente stato di alterazione, ha avuto il coraggio di dire che si sarebbe aspettato una medaglia invece delle critiche.
Ma chi è davvero questo "sceriffo" mancato? Se si scava dietro la facciata di “atleta” di lotta greco-romana e militante di Futuro Nazionale, si scopre un castello di carta fatto di millanteria, disperazione sociale e una patologica ossessione per i clic.
Si spaccia per un grande "imprenditore del lusso". Peccato che, a spulciare i registri ufficiali delle visure camerali, si scopra che le sue aziende non hanno dipendenti, non presentano bilanci e hanno come sede legale lo stesso indirizzo di casa sua. Praticamente un impero del lusso amministrato direttamente dal salotto di casa. E la laurea con lode in Scienze Politiche? Un'altra balla colossale: il suo voto reale alla Link University è molto più vicino al minimo sindacale che al massimo dei voti.
Ma il vero capolavoro è la sua parabola politica. Per mesi ha cercato di accreditarsi con la destra locale, ricevendone solo porte in faccia. Allora ha deciso di fare tutto da solo, lanciando la lista "Tolleranza zero". Durante quella fallimentare campagna elettorale è riuscito persino nell'impresa di farsi diffidare pubblicamente dal Segretario di Stato Vaticano, il Cardinale Parolin, dopo aver tentato di spacciare un banale saluto video di cortesia per un endorsement politico ufficiale della Chiesa.
Alla fine, non essendo riuscito a raccogliere nemmeno le firme necessarie per presentare la lista, ha dovuto ritirarsi. Eppure, nella sua testa lui è ancora il primo cittadino. Sul suo profilo Facebook si autodefinisce tuttora "Sindaco di San Benedetto del Tronto" ed è con una fascia tricolore abusiva e i guanti neri che si è presentato come ospite fisso a La Zanzara, urlando insulti e minacciando di spaccare teste in diretta radiofonica. Un teatrino trash utile solo a racimolare qualche visualizzazione da un pubblico annoiato.
La cosa più ipocrita, però, è che questo paladino dell'ordine e della legalità ha alle spalle una turbolenta vicenda familiare che lo ha visto finire persino agli arresti domiciliari per maltrattamenti in famiglia, denunciato dal suo stesso padre, noto avvocato della zona. Un vero campione di civiltà e rispetto delle regole, non c'è che dire. Tutto questo ci porta dritti alla notte di sabato scorso. Un'aggressione vigliacca, ripresa da un complice e montata ad arte con tanto di musica per essere pubblicata con orgoglio su Instagram. E qui sorge il sospetto più atroce: che non si sia trattato di un intervento spontaneo per "difendere la sicurezza", ma di una squallida messinscena studiata a tavolino.
Un pestaggio programmato per scalare gli algoritmi dei social, per dare in pasto alla rete quel brivido di violenza autogestita che tanto piace a certi individui. Una narrazione pericolosa che si inserisce perfettamente nel clima dei pattugliamenti e delle ronde dei militanti di Futuro Nazionale, come quelle già viste a Firenze lungo la tramvia cittadina.
Il delirio di onnipotenza di chi pensa che la strada sia un far west e che la giustizia si faccia a pugni in faccia per ottenere due follower in più.
Solo che stavolta il giocattolo si è rotto. Volevi la medaglia, caro Barboni? Ti è arrivata un'indagine della Procura della Repubblica di Ascoli Piceno per lesioni. E la cosa straordinaria è che le prove schiaccianti contro di te le hai fornite proprio tu, registrando e pubblicando il tuo stesso reato per pura, misera vanità.
Il finto manager, il finto sindaco con la fascia abusiva e il finto paladino della giustizia ha finalmente mostrato la sua unica, vera consistenza. Il sipario è calato, e stavolta non ci sono clic che tengano.
Fabrizio Uda
Se verrà eletto sindaco, bambole gonfiabili gratis.











