Quel simpaticone di Roberto Vannacci, ex generale, ex bestsellerista, ora politico (in un'epoca in cui tutti si candidano, tanto ormai a cosa serve avere competenze per fare politica?) ha detto che per lui la cittadinanza italiana andrebbe data a chi risiede da 20 anni in Italia, ha la fedina penale immacolata e ACCETTA DI ADERIRE AI VALORI DELLA CIVILTÀ GRECO-ROMANA E CRISTIANA.
Ora, siccome Vannacci è uno studiato (i suoi fanboy fanno subito notare a chi lo attacca che ha 18 lauree, anche se poi sono gli stessi che si Facebook condividono "gli imprenditori con la terza elementare hanno fatto grande l'Italia, i laureati la stanno distruggendo") immagino sappia che tra i valori della civiltà greco-romana c'erano:
- la pederastia, che agli occhi moderni è pedofilia legalizzata e caricata di una valenza educativa
- il ruolo subalterno della donna
- il diritto di vita e di morte del pater familias
- l’esposizione dei neonati indesiderati
- la legittimazione della guerra di conquista come strumento di prestigio e ricchezza
- la persecuzione religiosa periodica di culti ritenuti pericolosi per l’ordine pubblico (ah questa piacerebbe tanto agli islamofobi)
- il clientelismo poli... ah no, quello è già un valore pienamente italiano
- il disprezzo aristocratico per il lavoro manuale, affidato prevalentemente a schiavi e ceti inferiori
- la xenia (che mi sembra quanto di più antitetico al suo programma politico che ributterebbe in mare chiunque sia appena sbarcato)
- l’idea che la ricchezza comporti obblighi verso la collettività e non solo diritti individuali, e quindi liturgie, evergetismo, feste e opere pubbliche pagate di tasca propria dai benestanti senza un soldo pubblico
- una maggiore apertura verso l'omosessualità (per quanto con precisi paletti, specialmente nel mondo romano più arcaico, e per quanto parlare di etero/omosessualità nel mondo antico sia insidioso)
Chissà a quali valori si riferiva Vannacci...