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Alessandro Trocino
L'"uomo tranquillo" Roggero e il diritto alla vendetta
Il diritto alla vita, di cui si fanno paladini i nemici dell’aborto e dell’eutanasia, pare che non valga nel caso di una rapina. Lì, prevale il diritto alla sicurezza. Assurto, nella gerarchia delle tutele, a diritto prevalente, assoluto. Insieme alla sicurezza, sempre più sdoganato, emerge il diritto alla vendetta, non ancora in Costituzione.
Nell’antica Grecia, la vendetta - largamente ammessa - poteva essere monetizzata. L’aggressore - come ci insegna l’Iliade - offriva un risarcimento, la poinè, e la vittima poteva scegliere di soprassedere, o insistere. Fu Dracone, nel VII secolo a. C., il primo a sottrarre l’omicidio alla giustizia privata, rivendicando il monopolio statale della forza. C’era la possibilità di dichiarare «legittimo» l’omicidio di un privato. Era però necessario che la reazione difensiva fosse giustificata da tre circostanze: l’ingiustizia dell’azione alla quale si reagisce; l’uso della violenza da parte dell’aggressore; l’immediatezza dell’azione reattiva letale.
Dunque, se fossero ancora in vigore le leggi draconiane, com'è noto non troppo tenere, il gioielliere Mario Roggero sarebbe stato condannato, non essendoci «l’immediatezza della reazione», ma neanche il pericolo e neanche la proporzionalità . Nel frattempo, della faccenda si sono occupati giuristi e filosofi come Platone, Cicerone, Grozio, Locke, Pufendorf, Carrara, poi anche Alfredo Rocco, estensore fascista del codice penale, che era più liberale dei legislatori attuali. Ora se ne occupano più sommariamente il principe Emanuele Filiberto di Savoia, con una petizione, Roberto Vannacci e Giuseppe Cruciani, che organizzano show e indossano magliette con la scritta «Siamo tutti Mario Roggero», a imitazione tardiva di «Je suis Charlie», che però era il giornale attaccato dai terroristi: allora eravamo tutti, o mostravamo di esserlo, le dodici vittime di omicidio, non gli autori di un omicidio, sia pure in reazione a un’aggressione.
Il nome di Roggero è dappertutto sui social, dove è diventato una star. Gli ultimi video hanno raccolto milioni di visualizzazioni. Il gioielliere si presenta come un uomo amichevole e sobriamente elegante, con il gilet che fa intravedere la cravatta, gli occhiali, i capelli grigi, il sorriso. Una brava persona, rassicurante. Di fianco ha spesso la moglie e la figlia. In uno, prima della sentenza che lo ha condannato a 14 anni e 9 mesi, prega e si commuove: «Sono nonno di otto meravigliosi nipoti, il mio sogno sarebbe stato di stare al loro fianco». In un altro, pubblicato dopo la sentenza, commenta amaro: «È finita, sto passando gli ultimi minuti con i miei familiari. Hanno voluto darmi l’ergastolo».
Roggero è l’eroe di Salvini e di Vannacci, ma anche di milioni di italiani, a quanto pare. I nomi di Andrea Spinelli e Giuseppe Mazzarino non li ricorda nessuno, invece. Tranne i familiari, che erano in prima fila al processo. Carla, sorella di Spinelli, dice: «Andrea era un orsacchiotto, un pantofolaio che alle nove si addormentava davanti alla tv, una persona benvoluta da tutti che lavorava nei cantieri in nero. Non ci aspettavamo una cosa così. Non siamo famiglie borghesi, siamo famiglie che lavorano e portano il cibo in tavola e il giorno dopo uguale». Mazzarino aveva 58 anni, una moglie e due figli piccoli. Per il manifesto funebre, i familiari hanno scelto una foto dove sorride, con un bicchiere di vino in mano.
Di sicuro, non erano stinchi di santo. Spinelli sarà stato «un orsacchiotto», ma è accusato di avere già partecipato a un’aggressione in un cantiere edile. E quel giorno, i rapinatori hanno impugnato un coltello e una pistola, per quanto finta. Anche di Roggero ci sono storie poco commendevoli, anche se naturalmente non paragonabili. In piena notte si presenta a casa del fidanzato della figlia e lo prende a pugni, puntando una pistola addosso a lui e ai genitori. «E non finisce qui, bastardo», minaccia. È il 2005 e Roggero patteggia una pena di due mesi per quell’aggressione. Forse anche in quel caso pensava fosse legittima difesa. «Da padre», come direbbe Salvini.
Nessuno è perfetto, anche se genitore, anche se nonno, anche se gran lavoratore, anche se con gilet rassicurante. Uno poi può essere «un orsacchiotto» e organizzare una rapina, essere un buon padre di famiglia, «un uomo tranquillo» e trasformarsi in un giustiziere, stile «Un borghese piccolo piccolo», alla Monicelli e Sordi.
Meritava di essere rapinato, e per molte volte, Roggero? No, è uno scandalo, un disastro, un fallimento dello Stato se un onesto lavoratore deve vivere in queste condizioni. Servirebbe, appunto, lo Stato, a difenderlo, a impedire che accada ancora, a prevenire, indagare, arrestare e anche a costruire una società con meno squilibri, che limiti al massimo certe deviazioni criminali.
Meritavano di essere uccisi i due uomini (che non erano solo «rapinatori»)? C’è un video di quel giorno, il 28 aprile del 2021. I tre entrano nella gioielleria di Grinzane Cavour e minacciano con un coltello e una pistola giocattolo Roggero, la moglie e la figlia. Poi escono ed entrano in macchina, pronti per fuggire. Ma Roggero si precipita fuori con un revolver e li colpisce tutti, uno dopo l’altro. Scarica addosso a ognuno un proiettile calibro 38. A uno gli spara una seconda volta, a freddo. Mazzarino muore subito. Modica viene colpito alla gamba, il terzo prova a scappare ma inciampa. Roggero lo insegue e lo prende a calci in testa. Anche Spinelli muore. Roggero torna in negozio e telefona ai carabinieri. Sono innocente, giurerà poi, avevo paura che quei tre tornassero indietro a finire il lavoro. Il pm non è d’accordo: non è legittima difesa, ma «illegittima vendetta». I giudici neanche.
Dopo la condanna, quella che sembra una battaglia di una destra un po’ da far west è diventata la battaglia di tutto il centrodestra di governo, Forza Italia e Noi moderati compresi. Ha cominciato Salvini, chiedendo la grazia, suggerita da Cruciani. Ora tutti i parlamentari di centrodestra raccolgono le firme per chiedere che gli venga concessa la grazia. Anche il governatore Alberto Cirio, Forza Italia, ha espresso solidarietà , con una sorta di antropomorfizzazione della Regione, a sua insaputa: «Il Piemonte non lo lascia da solo». Il ministro della Giustizia Carlo Nordio - il capoufficio, diciamo così, di quei magistrati che lo hanno condannato -, ha avviato l’istruttoria per chiedere la grazia. Guido Crosetto, ministro della Difesa, e non ancora dell'autodifesa, è affranto: «Ciò che è accaduto a Mario Roggero è ingiusto, incomprensibile e anche difficile da accettare. Va esperita ogni possibilità perché possa tornare a casa». Si sottolinea che Roggero ha addirittura 72 anni e finirà in carcere. Uno scandalo, uno schifo, come è possibile? Tutto vero, uno scandalo e uno schifo, ma Roggero andrà a fare compagnia agli altri 1.300 ultrasettantenni, molti malati cronici, che sono dietro le sbarre da anni. A Opera lo scorso anno c’era un detenuto di 90 anni, cieco. I medici hanno scritto che ha un grave «declino cognitivo» e servirebbero cure. Le uniche gliele dava il compagno di cella, un giovanotto rispetto a lui, solo ultra settantenne, che gli versava la minestra, rifaceva il letto e lo sorreggeva quando la stampella lo abbandonava. Un anno dopo, chissà .
Tornando a Roggero, ci sarebbe la legge, da rispettare. Ma non è più questione né di garantismo né di giustizialismo. È saltato tutto. Il governo ha persino fatto approvare nel ddl sicurezza, varato il giorno prima della condanna, una norma che vieta il risarcimento da parte di chi viene condannato per un atto di reazione a un’aggressione (non si applica a Roggero, perché non può essere retroattiva). Salvini vuole ampliare «il perimetro e il concetto» della legittima difesa, già scardinata in passato. Come si può fare? Si potrebbe scrivere così, per non consentire troppi margini ai magistrati troppo teneri: «Chi subisce un furto o una rapina può reagire sparando sul posto all’aggressore. È consentita l’esecuzione se l’uomo o la donna è in fuga, anche sparando alla schiena». Con questa stesura dovrebbe integrare tutti i requisiti richiesti per consentire la massima sicurezza ai rapinati.
Persino i 5 Stelle, che certo non hanno nel loro Dna il garantismo né sono particolarmente sensibili ai diritti civili, si sono ribellati. I componenti M5s nelle commissioni Giustizia hanno scritto una nota per dire no alla legge del taglione, no all’occhio per occhio. Se non sanno cosa scrivere nel famoso programma del campo largo, potrebbe essere un buon inizio. La sensazione è che la maggioranza stia cogliendo una bella opportunità per distogliere l’attenzione da quei problemi volgari di «vigliaccheria» e «tradimento» in Parlamento e che abbia colto l’occasione al balzo per concentrarsi sull’unico tema, insieme all’immigrazione, che gli porta voti: la sicurezza.
E il Pd che dice? Nelle agenzie, negli ultimi tre giorni, non risulta nulla, se non un anonimo consigliere regionale piemontese. Il tema è impopolare, certo. Tutti i commentatori glielo dicono da sempre alla sinistra: attenti che se sottovalutate la sicurezza perdete. E loro, invece di spiegare per l'ennesima volta che sicurezza è prevenzione e solo in parte repressione, che peraltro compete allo Stato e non al singolo cittadino, fanno finta di nulla, che non si sa mai. Né con la legge del taglione né contro.
E la grazia? Forse è la prima volta che un’intera maggioranza politica, un governo compatto, interviene ufficialmente - il giorno dopo una condanna - per chiedere al capo dello Stato di graziare un colpevole di omicidio. Il Presidente potrebbe aver avvertito una certa pressione sulla giacchetta. Peraltro, c’è una procedura precisa per la grazia. Che deve essere chiesta dal condannato, dai familiari o dall’avvocato. Servono poi «segni di pentimento». Il magistrato di sorveglianza deve verificare la sussistenza dei requisiti, comunicarli al Guardasigilli che può avviare la pratica. A oggi al Quirinale non risulta che sia stata presentata nessuna pratica. Nel pomeriggio, poi, è successo quel che si capiva sarebbe successo. Sergio Mattarella ha convocato il ministro e gli ha spiegato (al ministro!) che la grazia non spetta a lui ma al Quirinale. Nel linguaggio felpato, ma non troppo si traduce con: «Il presidente della Repubblica ha puntualizzato i limiti delle attribuzioni del Ministro, in tema di concessione della grazia, facoltà che la Costituzione riserva esclusivamente al presidente della Repubblica». La forzatura istituzionale, per ora, è stata bloccata.
Nel frattempo, Roggero non ha ancora deciso se consegnarsi e andare in carcere, come aveva invece annunciato. I siti scrivono che potrebbe prima pubblicare un nuovo video di addio, dopo quello di ieri. Di certo non dirà una parola su quei due che ha ucciso: non l’ha mai detta. Non ha chiesto scusa - perché si sente innocente -, ma non ha neanche detto una parola di umana pietà , per due vite andate perse, comunque sia andata. Il cantante Paolo Belli è devastato e si sta disperando per avere investito e ucciso involontariamente un uomo, mentre andava in bicicletta. Roggero ne ha uccisi due a pistolettate, di proposito, ma non prova pubblicamente rimorso né misericordia. Davvero, a cosa serve il carcere, in un caso come questo, visto che il condannato pensa di avere ragione e gliela danno il ministro della Giustizia, e anche la premier. Di quale rieducazione parliamo? Di quale carcere? Di quale sistema penale? Di quale giustizia?
Ve stanno a pija per il culo.
Se voi guardate a un po' di statistiche per quello che da noi è chiamato eccesso di legittima difesa e che gli ordinamenti di altri paesi chiamano e fanno e puppano e poi alla fine di CONDANNATI si parla di qualche decina al massimo su archi di 15-20 anni. Senza contare poi chi sconterà veramente la pena.
Invece è emergenza nazional-transglobal-terraqqua.
E le soluzioni che vorrebbero adottare, ovvero l'ampliamento della legittima difesa e maggior liberalizzazione del porto d'armi portano COMPROVATAMENTE a maggiori omicidi e maggiori climini.
Hanno risolto qualche cosa in 4 anni oltre a far diventare una buona fetta della popolazione italiana ancora più cattiva e più idiota?
Si, si sono comperati le ville, gi appartamenti... si sono condonati, assegnati incarichi tra di loro...
BRAVI TUTTI
Ma certo che LA SICUREZZA È UN TEMA DI SINISTRA: sicurezza sui posti di lavoro; sicurezza della qualità dell'aria che respiriamo e del cibo che mangiamo; sicurezza dei mezzi di trasporto, delle strade e delle autostrade; sicurezza della veridicità delle informazioni diffuse dai media analogici e digitali; sicurezza nell'equa ripartizione dei beni e delle ricchezze; sicurezza nella tutela dei diritti e nell'esecuzione dei doveri per tutti, da qualsiasi posto vengano o provengano; sicurezza delle infrastrutture e delle costruzioni private e pubbliche e, in fondo a tutto, sicurezza delle pene per i potenti che delinquono e trovano sempre la scappatoia per sottolineare che la legge è uguale per tutti, ma la sua applicazione varia rispetto all'avvocato che sei capace di pagare e al prezzo del giudice da corrompere o del legislatore da convincere a far passare la norma applicativa che più ti conviene.
La sicurezza è un tema di sinistra, ma non è una questione di coprifuoco, di cani poliziotto e di un pistola in ogni casa.
Cfr.
Un tema mal interpretato
Complimenti alla Spagna che ha vinto senza che Salvini o Wannacci facessero gli auguri all'Argentina

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The 2020 election was not stolen.
If you believe it was, you are a gaslit dipshit.
Siamo arrivati al momento dei calci in culo, l'unico linguaggio che capiscono
A luglio 2001, il prezzo medio della benzina in Italia, era di 1,064 euro (allora 2.060 lire) al litro.
Venticinque anni dopo, in via Tolemaide, i prezzi sono questi.
Nello stesso arco di tempo, gli stipendi nominali sono cresciuti del 40%.

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La Storia di Mario Roggero per Dummies e/o per nazileghisti e topi di fogna.
Mario Roggero è un gioielliere di Grinzane Cavour.
2005, Mario Roggero si presenta in piena notte a casa dell'allora fidanzato della figlia e dei suoi genitori, minacciandoli mentre impugna una pistola.
2007, davanti al Tribunale di Alba, patteggia una condanna a due mesi di reclusione (pena sostituita con una sanzione pecuniaria di 2.280 euro) per i reati di ingiurie e minacce aggravate dall'uso di un'arma (e sicuramente questo gli fa perdere il porto d'armi).
2015, Mario Roggero subisce una prima rapina nel suo negozio, con la moglie e la figlia vengono picchiati, minacciati e derubati.
2019 Viene approvata la Legge n. 36/2019 fortemente voluta, promossa e considerata una bandiera politica di Matteo Salvini, all'epoca Ministro dell'Interno; il testo fu ridefinito proprio come "Riforma Salvini" o "Riforma della Lega" e tale legge stabilisce che nei casi di violazione di domicilio o di esercizi commerciali, la proporzione tra la difesa e l'offesa si considera sempre sussistente se si usa un'arma legittimamente detenuta per difendere l'incolumità propria o altrui, o i beni. Inoltre ha introdotto la non punibilità per eccesso colposo se chi ha reagito lo ha fatto in un evidente stato di "grave turbamento psicologico" derivante dalla situazione di pericolo.
2021 Tre malviventi entrano nella sua gioielleria armati di un coltello e di una pistola finta (priva del tappo rosso), minacciano la moglie e la figlia di Roggero, colpendole e intimando loro di consegnare i gioielli e subito dopo, mentre i rapinatori sono usciti dal negozio e scappano a piedi verso la loro auto con il bottino, il gioielliere li ha inseguiti all'esterno e con un'arma che non poteva detenere, ha sparato diversi colpi in mezzo alla strada, uccidendo due dei rapinatori e ferendo il terzo.
2026 Dopo tutti i gradi di giudizio viene condannato alla pena minima, gli vengono riconosciute quasi tutte le attenuanti e gli vengono comminati definitivamente 14 anni e 9 mesi di reclusione.
Poco prima di entrare in prigione, alla domanda se si fosse pentito ha risposto si ma che in certe situazioni bisogna trovarsi e in effetti ha ragione ma ovviamente non significa che non abbia sbagliato.
Nello stesso momento ha definito la condanna ingiusta e chiesto l'intervento del Presidente della Repubblica Mattarella.
Nel frattempo Roggero ha utilizzato legittimanente i social per promuovere la sua causa ed è diventato una star dei disagiati fascioleghisti di lotta e di governo.
Tutte le forze politiche Italiche e fasciste lo sostengono da tempo, senza se e senza ma, come col poliziotto assassino di Rogoredo e tra tutti brilla come al solito il menestrello delle infrastrutture, il primo ad andare a visitarlo in galera, il giorno successivo all'ingresso di Roggero in carcere.
Questo malgrado la sentenza definitiva abbia stabilito che:
1) non era legittima difesa per un motivo insormontabile, il pericolo non era più attuale.
2) il "grave turbamento" vale solo per neutralizzare un pericolo in corso, non per vendetta o per inseguire e recuperare la refurtiva in strada una volta che i malviventi sono usciti dal locale.
La storia è questa, ora Mario Roggero è disperato e si aggrappa a Mattarella e ai politici fascisti, alla cui propaganda serve per fare dimenticare i fallimenti di governo nazionali e internazionali, quando lo avranno sfruttato a dovere e salterà fuori un altro gioielliere o un'altra famiglia nel bosco, lo butteranno via come uno straccio vecchio.
Ora, ammesso che la legge sulla legittima difesa sia imperfetta o sbagliata, è stata modificata proprio dall'avvoltoio delle infrastrutture, lo stesso che sulla vicenda Roggero sta lucrando come ha sempre fatto in questi casi.
Sul ministro della giustizia Superciuk stendiamo un velo, non tanto perché voglia "usurpare" i poteri del Presidente, quanto per la rapidità inaudita con cui è intervenuto, roba che nemmeno per la Minetti che ha due tette più belle e più grandi del gioielliere.
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Edit delle 12.01: dimenticavo, i risarcimenti alle "vittime" sono previsti dalla legge, legge che se la matrigna bugiarda e fascista trova iniqua, deve provvedere a modificare, altrimenti i giudici applicheranno quella "sbagliata".
Ah, e possibilmente le modifiche fatele nell'ambito della Costituzione, altrimenti di cosa vogliamo parlare.
PS: puttana miseria, sono anni che governano con una maggioranza schiacciante nelle due camere, con una opposizione inconsistente e invisibile e tutto quello che sanno fare è piagnucolare col solito vittimismo degli incapaci.
Proponendo per altro soluzioni già dimostrabilmente FALLIMENTARI.
Ma appunto, in mancanza di speranze dalla sinistra che quando va bene sonnecchia e quando va meno bene approva Fornero e Jobs Act o ha come ministro degli Interni Minniti... ci si aggrappa anche alla magia... e a chi piace Tolkien... è il tipo di magia dell'anello, si diventa un po' così
Ciro Pellegrino
Si sono disinteressati per anni della situazione delle carceri, si sono disinteressati di maltrattamenti, denunce, dossier, non hanno apportato miglioramenti né utilizzato nessun meccanismo di controllo, hanno solo fatto il tifo per armi, divise e manganello.
Ora per l'assassino di due persone li vedi ogni giorno davanti alla casa circondariale manco fossero i parenti.
Hanno annusato l'odore dell'audience, dell'engagement, del segno + nelle percentuali nei sondaggi politici ormai in ribasso, si arrapano quando parlano alla pancia rigonfia di m3rda alla peggio Italia.
Il tutto per giustificare il silenzio su un Paese in crisi economica, con una manovra d'assestamento all'orizzonte che farà piangere, una politica estera che sembra una puntata di South Park, la totale strafottenza verso chi ha di meno, chi è più debole, verso chi è massacrato, verso chi stende la mano.
Prenderebbero a calci le garitte dei corazzieri pur di farsi sentire dal Quirinale.
E sempre proponendo soluzioni già comprovatamente FALLIMENTARI.
Gente disperata di speranza che invece viene incattivita e resa ancora più imbecille e la sinistra che nemmeno si limita a guardare, ma si butta nella mischia a far caciara guardandosi bene 1) dal far notare che le soluzioni proposte dalla destra sono delle comprovate MINCHIATE ma 2) soprattutto non proponendosoluzioni sue che non siano l'austerity e il gne gne gne solo fatto in maniera più composta
Delirio finale
Matteo Salvini che, circondato da microfoni, afferma che sarebbe ORGOGLIOSO di poter candidare Roggero il cui unico merito consisterebbe nel fatto di aver sparato a sangue freddo a due esseri umani che stavano scappando testimonia tre cose:
1 La qualità e la natura dei requisiti per essere accolti con orgoglio nella Lega.
2 Il livello di disperazione di Salvini rispetto a Vannacci il quale, ogni santo giorno, gli strappa elettori.
3 Lo smarrimento di ogni bussola morale da parte del nostro paese: siamo ormai alle barbarie esibite con fierezza.
Ricordiamo altresì che ormai l'elettorato di riferimento si incattivisce sempre di più ma alla proposta di soluzioni magiche che nella realtà dei fatti sono FALLIMENTARI.
Non c'è un cazzo di posto dove l'ampliamento del diritto di legittima difesa e di tutela della proprietà , per altro unito a maggior libertà di detenzione di armi abbia prodotto meno crimini e più sicurezza.
È come pensare che ci vorrebbe più fascismo come se il fascismo avesse mai risolto qualche problema.
Manco è questione di barbarie... è che proprio li hanno tirati cattivi e imbecilli.

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Ho comunque il sospetto che non si tratti di Infantino.
Scenery in Guangxi, China