Antonio C
era un ragazzino molto vivace diremmo oggi, allora era solo un grandissimo rompicoglioni che faceva impazzire i genitori e la sorella più piccina di lui.
Andava male a scuola quando ci andava, si perdeva in giro per il paese e quando finalmente si ritirava, spinto dalla fame o dalla necessità di defecare, prendeva un sacco di botte, specie dalla madre.
Il padre si ammalò che era un ragazzino di una malattia che non gli lasciò scampo e Antonio con la madre e la sorella si trasferì al nord, a Lacchiarella vicino Milano, per poter campare.
La madre si trovò un lavoro e riuscì a crescere i figli fin quando Antonio ebbe l'età per lavorare, mentre la sorella terminava gli studi medi superiori.
Antonio poi si sposò con una tipa problematica, ebbe una figlia ma poi divorziò dalla moglie e si trovò un'altra donna problematica pure lei ma non c'entra con la storia che sto raccontando.
La scusa per quello che ho scritto è solo la promessa che Antonio fece al padre in punto di morte.
Insomma Antonio aveva promesso al padre morente che ogni volta che un poveraccio qualsiasi gli avesse chiesto l'elemosina, lui gli avrebbe dato qualche moneta.
Così ha fatto dalla morte del padre in poi, ogni volta che ha incontrato un questuante gli ha dato una moneta e ha mantenuto la promessa, anche quando il poveraccio non era proprio un poveraccio, e lui di poveracci ne aveva sempre capito.
Nel frattempo era diventato il becchino del paese, ha fatto anche qualche soldo e si è comprato un paio di case, una perfino sul Lago Maggiore, credo a Stresa o giù di lì.
Oggi è in pensione, spero stia bene e che continui a mantenere la promessa.










