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POSTE ITALIANE E NIQAB
La ratio della norma che vieta il volto coperto ha a che fare con ragioni di sicurezza che prescindono dal momento dell'identificazione. Nel caso di specie poco rileva la disponibilità della signora a scoprire il volto al momento della consegna di un pacco o di una lettera. Se, infatti, sotto il niqab si fosse celato un terrorista, un ricercato internazionale, il quale, atteso il pienone nell’ufficio postale si fosse fatto saltare uccidendo tutti? Le norme sono soggette ad interpretazione tenendo sempre conto della ratio che le ha informate ab origine. Trovo, pertanto, che sia stato corretto chiederle di non entrare e di non stazionare nella Posta a volto coperto, a prescindere dai dettami della sua religione, perché la religione, nella scala dei valori della collettività di un Paese laico (mi risulta che la religione di Stato non esista più proprio a vantaggio della laicità), dovrebbe essere un gradino sotto la sicurezza pubblica. E trovo molto fantasiose certe pronunzie giurisprudenziali, che, inchinandosi ad un credo religioso, derogano a norme attinenti alla sicurezza.
Nel Cinquecento Tiziano Vecellio dipinse una bellissima tela: “L’Amor sacro e l’Amor profano”: una donna quasi nuda e un’altra riccamente vestita. Ebbene, la corretta interpretazione vuole che l’amor sacro, ossia quello puro, sia raffigurato nella donna nuda; al contrario, la donna riccamente vestita, stimolando curiosità sul proprio corpo, sarebbe l’amor profano.
Ebbene, cosa accadrebbe se una religione, chiamiamola Purismo & Sacralità, volesse che uomini e donne girassero nudi? I magistrati userebbero altrettanta fantasia e altrettanto coraggio nel disapplicare gli atti contrari alla pubblica decenza? E, se così fosse, le donne in niqab potrebbero ancora uscire di casa, visto che i loro occhi incontrerebbero nudità maschili?
Qui non è questione di razzismo, di remigrazione, di sparate ipernazionaliste; qui si tratta di accogliere con grazia, ma anche di porsi da accolti con altrettanta grazia. L'Italia non può cambiare le norme riguardanti la sicurezza dei cittadini per la religione di persone che hanno deciso di vivere qui. Se io voglio trasferirmi in casa d'altri accetto le loro leggi e le loro regole; se voglio imporre le mie, soprattutto quelle che contrastano con le leggi locali, non sto andando in casa d'altri pacificamente, ma la sto invadendo.
Non mi sembra difficile.
Secondo me dovremmo dare molto più spazio alla notizia di Ranucci che recensisce i suoi libri con account fasulli, dandosi cinque stelle.
Cioè, reati o non reati, perché uno del genere dovrebbe condurre inchieste giornalistiche attribuendosi la prerogativa della verità?
In questi giorni i social sono pieni di foto della Meloni e sotto di commenti a dire poco imbarazzanti.
Ma la cosa che più preoccupa non è l’insulto in sé ma ciò che lo genera.
Perché certi epiteti sembrano il risultato di una vita vissuta tra frustrazione, rancore e solitudine.
Poi, per curiosità, vai a vedere i profili di questi fenomeni e scopri che una buona percentuale arriva dall’area del M5S, altri dai Verdi e dalla sinistra più radicale, qualcuno dal PD.
Persone che pretendono di dare lezioni di democrazia e civiltà, salvo poi costruire ogni commento sulle fondamenta dell’odio e della cattiveria.
Quella vera.
Quella che viene da dentro.
E c’è chi vorrebbe perfino affidare il Governo dell’Italia a questi scappati di casa.
Mi chiedo come sia possibile parlare del bene del popolo quando si è incapaci persino di rispettare una persona che la pensa diversamente.
Conte vorrebbe tornare al Governo.
Dopo avere chiuso gli italiani in casa, dopo aver assistito al fallimento di migliaia di attività, dopo la vicenda delle mascherine, dopo i banchi a rotelle diventati il simbolo dello spreco e dopo avere evitato di presentarsi davanti alla commissione d’inchiesta quando richiesto.
E adesso dovrebbe ripresentarsi come se nulla fosse accaduto.
Io mi domando: ma con quale faccia?
Nel frattempo la Meloni è al mare.
E anche questo non va bene.
Viene derisa per il costume, per i capelli, per l’asciugamano, per il tuffo, per il sorriso e probabilmente se potessero anche per la temperatura dell’acqua.
Una disperata tristezza.
A questo punto una spiegazione me la sono data: forse molti di questi commentatori sono semplicemente invidiosi.
Invidiosi del fatto che la loro parte politica non abbia una leader capace di raccogliere consenso come lei.
E allora la frustrazione prende il posto delle idee e l’insulto sostituisce l’argomentazione.
Il prossimo anno si voterà e la mia X sarà ancora lì, nello stesso posto.
E poi c’è il fascismo.
Il loro argomento preferito.
Una parola usata talmente tante volte da avere perso qualunque significato.
La evocano per ogni cosa, come una specie di amuleto politico da agitare quando mancano gli argomenti.
Talmente ossessionati dal fascismo da non accorgersi dell’unica forma d’intolleranza che vedono ogni mattina allo specchio.
Forse qualche lezione di storia in più aiuterebbe a comprendere la differenza tra una dittatura e una democrazia nella quale si è liberi perfino di insultare il Presidente del Consiglio senza subirne conseguenze.
Lunga vita a tutti noi.
E per tutti gli altri, visto che l’acidità sembra essere il problema principale, ricordate sempre che il Maalox si trova in farmacia senza bisogno di prescrizione.

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LA TRAGEDIA DI MARCINELLE E MATTARELLA SERGIO L'8 agosto del 1956 a causa di un improvviso incendio nella miniera di carbone di Bois du Cazier, a Marcinelle, in Belgio, rimasero intrappolati nelle profondità della miniera 262 minatori dei quali 136 italiani. Morirono tutti. Conducevano tutti una vita di fatiche inenarrabili e di stenti. Dopo lunghissime ore a lavorare nelle viscere della miniera di carbone, queste povere genti alloggiavano come bestie nelle baracche adibite prima, durante la guerra, ad alloggi di Soldati tedeschi. Erano i tempi nei quali nei negozi di Bruxelles, di Liegi, di Anversa, di Marcinelle e in ogni altra località del Belgio, erano affissi e ben visibili cartelli che avvertivano: "È vietato l'ingresso ai cani e agli italiani". Non sto inventando. E' la fredda e oscena verità. E tutto questo per poter assicurare un pezzo di pane alle loro famiglie lontane. Ebbene, Mattarella Sergio, figlio di Bernardo, non osi mai più accumunare alle Vittime di Marcinelle e ai nostri Emigranti in ogni parte del mondo, coloro che, vittime essi per primi di associazioni criminali dedite al traffico di esseri umani, entrano illegalmente nel territorio dello Stato non per dare sostentamento alle famiglie ma, in larga misura, per vivere parassitariamente, per turbare l'ordine legale dello Stato e per delinquere commettendo i più gravi delitti: dalla rapina allo spaccio, dal furto violento allo stupro, dalle lesioni all' omicidio nelle forme più brutali. "Parole belle non sono vere, parole vere non sono belle". Augusto Sinagra
LA SOTTOMISSIONE MORALE DELL’OCCIDENTE
L’Occidente vive una forma di sottomissione morale e culturale nei confronti del mondo arabo e islamico. È come se dovessimo continuamente comprendere la loro storia, rispettare le loro tradizioni e adeguarci ai loro usi e costumi.
Loro vengono in Europa e noi dobbiamo rispettare il loro velo, le loro tradizioni, la loro cultura. Noi andiamo nei loro Paesi e siamo noi ad adeguarci alle loro regole.
E questo schema lo ritroviamo continuamente anche nella nostra società: se noi critichiamo, siamo razzisti; se chiediamo reciprocità, siamo intolleranti; se difendiamo la nostra cultura, siamo privilegiati.
Ed è esattamente lo stesso meccanismo che emerge con Israele.
SI GUARDA LA REAZIONE E SI CANCELLA LA PROVOCAZIONE. SI GUARDA LA RISPOSTA E SI DIMENTICA L’ATTACCO. SI CONTANO LE CONSEGUENZE E SI DIMENTICA CHI HA SCATENATO IL CONFLITTO.
Così chi viene aggredito finisce sul banco degli imputati e chi ha aggredito viene raccontato soltanto come vittima.
QUESTO È IL MECCANISMO DELLA SOTTOMISSIONE: L’OCCIDENTE HA IMPARATO A GIUDICARE SE STESSO CON UN METRO E GLI ALTRI CON UN ALTRO. E QUANDO UNA CIVILTÀ CONSIDERA SEMPRE SE STESSA COLPEVOLE, HA GIÀ RINUNCIATO AD ESISTERE ED È DESTINATA A FINIRE .
Quelli che esigono il greenpass antifascista per partecipare a una fiera del libro ritengono il controllo dei documenti in frontiera un atto di guerra.
Capito perché Jason Arday è il loro docente perfetto...?
Gli antifascisti sono i nuovi fascisti.

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Applauso alla Svezia
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Quindi il patriarcato non va smantellato tutto... solo quello bianco... il patriarcato degli altri va finanziato con soldi pubblici perché se una vuol fare il bagno vestita "è una sua scelta".
E se saltasse fuori che anche il superamento del principio di non contraddizione alla fine fosse un disegno patriarcale di una scuola filosofica ben precisa fatta tutta di uomini bianchi europei, come si fa...?
Inoltre un dubbio mi perseguita: nell'ora d'aria "per sole donne" velate, saranno ammesse anche le "percepite"?
Socialist=Comunist=Neo-marxist=Not good for the people!
Stand Whit Israel: Le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno dichiarato di aver ucciso due membri di Hamas, identificati come Mohammad e Mohammad, durante un'operazione a Gaza. Secondo le autorità israeliane, i due erano coinvolti nell'omicidio, nell'attacco sessuale e nell'omicidio di una donna israeliana avvenuto il 7 ottobre 2023. Gli ufficiali israeliani hanno anche dichiarato che la coppia viveva con identità falsa mentre lavorava come venditori di cibo prima di essere individuati e bersagliati. Hamas non ha commentato pubblicamente queste affermazioni. -------------- Ditemi che è sbagliato provare soddisfazione per questa notizia Prima di dirmelo, osservate l' espressione della ragazza . -------------- Osservata? Adesso osservate le facce di quei due selvaggi. Due facce da ragazzi normali. Due ragazzi normali , che avrebbero dovuto pensare a studiare , a conquistare civilmente delle ragazze , a farsi strada nel lavoro ma sono stati inquinati da Hamas e si sono trasformati in bestie. Questo è l' Islamismo, questo è Hamas. [Semicit. FB]

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Piero Terracina ☆
"Gaza, la città che si è scavata la propria tomba"
Riflettevo ieri su un semplice fatto; Come possono essere stati costruiti settecentocinquanta chilometri di tunnel in cemento armato, attrezzati con acqua, elettricità e ventilazione, costruiti sotto uno dei territori più piccoli e più densamente popolati al mondo? Non è una leggenda metropolitana, non è una voce di propaganda: è la realtà di Gaza. Un lembo di terra lungo quarantuno chilometri, largo al massimo dodici, che invece di crescere verso la vita ha scelto di scavarsi verso la morte.
Non si tratta di tunnel di salvataggio, non sono vie di fuga. Sono infrastrutture militari, veri e propri bunker sotterranei, pensati per durare, per resistere, per combattere. Non sono stati costruiti di nascosto. Non si realizza un progetto del genere, sotto scuole, mercati, moschee, ospedali e abitazioni civili, senza che chi vive sopra non lo sappia e se ne accorga. La popolazione ha visto. Ha saputo. Ha taciuto. Molti hanno collaborato, altri hanno fatto finta di niente. Ma nessuno ha fermato nulla. E questo dice tutto.
Mentre in superficie mancavano ospedali, fogne funzionanti, impianti idrici e infrastruttire, Gaza investiva tonnellate di cemento per fortificare il sottosuolo. Il cemento non finiva nelle case, ma nei tunnel. L’acciaio non reggeva i tetti delle scuole, ma i passaggi dei razzi. I generatori non servivano i reparti pediatrici, ma i rifugi per i comandanti. I bambini non venivano mandati a studiare, ma educati al martirio.
Chi guarda a Gaza come a un campo profughi senza voce, dovrebbe fermarsi, guardare più a fondo e tentare di riflettere, se ne ha facoltà. Non c'è stato solo silenzio. C'è stato consenso. C'è stata scelta. Hamas non ha imposto la sua visione in una notte. È stata eletta, sostenuta, osannata. Ha promesso distruzione, e ha ricevuto applausi. Ha costruito la sua rete militare sulla testa dei civili, e nessuno ha detto basta. Perché in fondo quella rete era l’orgoglio del cosiddetto popolo della resistenza.
Ed è per questo che oggi parlare di Gaza come di un innocente martire è una distorsione. Gli abitanti di Hamas, quelli che l’Occidente continua ostinatamente a descrivere come vittime inermi di un presunto genocidio, sono stati per anni complici consapevoli di un progetto di guerra. Hanno sacrificato il futuro dei propri figli per una causa che non prevede pace, ma solo martirio. I loro bambini non imparano a costruire. Imparano a uccidere. E quando muoiono, vengono sventolati come trofei da chi li ha mandati al macello.
La verità è semplice. Gaza non è stata distrutta da un nemico esterno. Gaza si è scavata la sua stessa tomba. Con le mani, con il voto, con il silenzio. E ora quella tomba si è chiusa. Senza più alibi, senza più lacrime di comodo.
Chi alleva la guerra tra i propri figli, prima o poi la trova sulla soglia di casa, è un assioma incontrovertibile. E lì non c’è più spazio per le favole. Solo per la resa dei conti.
E allora tutti coloro che cercano di usare un poco il proprio cervello e hanno un minimo di onestà intellettuale dovrebbero chiedersi: questo è un popolo che vuole autodeterminarsi e vivere in pace? Andate a raccontarlo a qualcun altro. La realtà ha già risposto.
AtSalut
Stand Whit Israel: Le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno dichiarato di aver ucciso due membri di Hamas, identificati come Mohammad e Mohammad, durante un'operazione a Gaza. Secondo le autorità israeliane, i due erano coinvolti nell'omicidio, nell'attacco sessuale e nell'omicidio di una donna israeliana avvenuto il 7 ottobre 2023. Gli ufficiali israeliani hanno anche dichiarato che la coppia viveva con identità falsa mentre lavorava come venditori di cibo prima di essere individuati e bersagliati. Hamas non ha commentato pubblicamente queste affermazioni. -------------- Ditemi che è sbagliato provare soddisfazione per questa notizia Prima di dirmelo, osservate l' espressione della ragazza . -------------- Osservata? Adesso osservate le facce di quei due selvaggi. Due facce da ragazzi normali. Due ragazzi normali , che avrebbero dovuto pensare a studiare , a conquistare civilmente delle ragazze , a farsi strada nel lavoro ma sono stati inquinati da Hamas e si sono trasformati in bestie. Questo è l' Islamismo, questo è Hamas. [Semicit. FB]