AVVISATE IL SINDACO DI BOLOGNA che, proprio in questi giorni, nell'Istituto Penitenziario bolognese si sono verificate numerose e gravi aggressioni ai danni della Polizia Penitenziaria. Diversi agenti sono rimasti feriti e hanno dovuto ricorrere alle cure degli ospedali cittadini.
Avvisate anche chi continua ad accusare le forze dell'ordine che, negli stessi giorni, gli istituti penitenziari sono stati teatro di tensioni, sommosse e violenze. L'episodio più grave, avvenuto ieri a Catania, ha visto circa trecento detenuti mettere a ferro e fuoco il carcere, provocando il ferimento di diversi poliziotti penitenziari, poi trasportati in ospedale.
Verona: un detenuto ha conficcato una matita nel collo di un agente, sfiorandogli la giugulare.
Brescia: un poliziotto, intervenuto per sedare una rissa, ha riportato la frattura della tibia ed è stato ricoverato e sottoposto a un intervento chirurgico d'urgenza.
Viterbo: agenti aggrediti con il lancio di sedie e altri oggetti, tanto da costringere il personale ad abbandonare temporaneamente le sezioni detentive.
E questi sono soltanto alcuni degli episodi più recenti. La realtà quotidiana vissuta dalla dalle forze di polizia è fatta di aggressioni, rischi e sacrifici che troppo spesso passano sotto silenzio. L'elenco dei fatti è talmente lungo che si potrebbe scrivere un libro.
Quando sei chiamato a intervenire per contenere una persona in forte stato di agitazione, sia in strada sia in carcere, il tuo primo dovere è impedire che quella persona faccia del male agli altri, agli operatori e, soprattutto, a se stessa.
In quei momenti, spesso concitati e imprevedibili, nessun operatore può conoscere nell'immediato la storia clinica della persona coinvolta. Chi interviene pensa esclusivamente a svolgere il proprio dovere, mettendo al primo posto la sicurezza di tutti.
Nessuno, e sottolineo nessuno, che indossa una divisa esce di casa con l'intenzione di fare del male o, peggio ancora, di uccidere un essere umano.
Solo chi vive ogni giorno queste dinamiche può comprenderne fino in fondo la complessità.
E quando sono le stesse istituzioni che, in teoria, dovrebbero tutelarti, visto che ogni giorno rischi la pelle per uno stipendio tutt'altro che adeguato, a metterti per prime alla gogna, allora c'è qualcosa che non va.
Ricordiamoci che la sinistra non disse nulla quando uno straniero balordo uccise Alessandro Ambrosio, il capotreno della stazione di Bologna.
Nessuna manifestazione, nessuna protesta da parte della sinistra.