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«Quando le donne amano, perdonano tutto, persino i nostri crimini; quando non amano, non possono perdonare nulla, neanche le nostre virtù.»
Honoré de Balzac
NON PUOI DIRE “CLANDESTINO”. MA POSSONO CHIAMARTI FASCISTA E RAZZISTA.
La Cassazione ha stabilito che non si possono chiamare “clandestini”perché le parole devono essere precise e corrispondere allo status giuridico della persona.
Bene.
Allora PRETENDO LA STESSA PRECISIONE QUANDO SI PARLA DI ME E DI MILIONI DI ITALIANI .
Per anni siamo stati chiamati: razzisti, fascisti, xenofobi e perfino nazisti semplicemente perché contrari all’immigrazione incontrollata o critici verso certe politiche.
Quando hanno verificato che fossimo davvero razzisti?
Quando hanno dimostrato che fossimo davvero fascisti?
Quando hanno accertato che avessimo commesso atti di discriminazione?
Mai.
Eppure quelle etichette vengono usate ogni giorno, sui giornali, in televisione e sui social, senza che nessuno si preoccupasse della precisione delle parole.
A quanto pare, in Italia, l’obbligo di usare i termini giusti vale solo in una direzione.
Perché “razzista” e “fascista” vengono attribuiti ogni giorno a persone reali, con un nome, un cognome e un volto.
Eppure questo non sembra preoccupare nessuno.
Mentre per una definizione rivolta a una categoria generica, la tutela scatta immediatamente.
È chiaro che ci sia una grande attenzione a proteggere chi arrivava e molto meno a tutelare gli italiani da etichette infamanti e delegittimanti.
Più che un principio di giustizia uguale per tutti, sembra un modo per stabilire quali parole gli italiani possono usare e quali accuse, invece, devono subire.
Una persona che entra in un Paese senza documenti e senza permesso di soggiorno è un CLANDESTINO.
Pinelli
Manco con il consenso dei genitori dovrebbe essere permesso a bimbi e ragazzini di assistere a simili grottesche pagliacciate.
La conosciamo bene la tua, vostra, idea di educazione sessuale.
Caro Zan, pensa ai carrozzoni dei gay pride.
Giù le mani dalla scuola.
Giù le mani dai bambini.

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DECADENZA
I veterinari in Italia sono circa cinque volte i pediatri. Cinquemila bambini in meno ogni anno. Trentatremila professionisti che curano cani e gatti contro seimila che curano i figli di una nazione che non ne fa più.
Ecco il profilo di una civiltà che ha spostato il proprio investimento affettivo ed economico dagli esseri umani agli animali domestici.
Il tutto grazie alla complicità di una certa retorica del "rispetto per tutte le forme di vita" che nasconde, sotto la vernice progressista, un individualismo radicale: l'animale non chiede, non giudica, non delude. Il figlio sì.
Le cause della denatalità vengono indicate ogni volta con i costi della vita, la precarietà lavorativa ecc. Tutto vero ma sappiamo bene che ridurre il problema a una questione economica non è realistico. Significa ignorare che generazioni precedenti, in condizioni materiali assai peggiori, facevano figli lo stesso, perché credevano nel futuro come progetto collettivo, nella famiglia come struttura di senso.
Oggi è evaporato tutto. E il mercato, come sempre accade, ha riempito il vuoto. L'industria degli animali da compagnia vale in Italia miliardi, alimenti "premium", assicurazioni sanitarie, abbigliamento stagionale, psicologi per cani, terapisti comportamentali felini. Una filiera sterminata che prospera esattamente dove si è sgretolata la famiglia.
Una civiltà che smette di riprodursi, ha smesso di credere in sé stessa. E una che sostituisce i figli con i cuccioli non sta soltanto crollando demograficamente, sta cambiando antropologicamente, in modo irreversibile.
WELTANSCHAUUNG
Gli studi ti cambiano, ti danno orgoglio.
Devi affrontarli per comprendere veramente la vita. Prima, ti limiti a girarci intorno. Ti credi libero, ma inciampi in banalità.
Sogni troppo.
Leggi ogni parola superficialmente.
Non è questo.
Sono solo intenzioni, apparenze.
Hai bisogno di qualcosa di più della semplice determinazione. Con la medicina, anche se non ero particolarmente dotato, sono comunque riuscito ad avvicinarmi alle persone, agli animali, a tutto.
Ora, non c'era altra via che buttarsi a capofitto nel vivo dell'azione.
La morte ti insegue; devi sbrigarti, devi mangiare mentre la cerchi e poi devi affrontare la guerra in aggiunta a tutto il resto.
È un'impresa ardua.
Non è facile.
Viaggio al termine della notte
di Louis-Ferdinand Céline
Buongiorno
Credo che una Nazione abbia il diritto e il dovere di difendere la propria identità, la propria cultura e le proprie tradizioni. Per questo ritengo che l'immigrazione debba essere regolata con fermezza e che chi entra nel nostro Paese debba rispettarne le leggi, i valori e il modo di vivere.
La reimmigrazione, per come la intendo io, non è odio verso qualcuno, ma la conseguenza naturale di una politica che mette al primo posto gli interessi degli italiani: chi non ha titolo per restare, chi vive nell'illegalità o rifiuta l'integrazione deve essere accompagnato nel proprio Paese d'origine.
Accoglienza e sicurezza non sono concetti incompatibili. La solidarietà non può trasformarsi in rinuncia alla nostra identità. Un popolo che dimentica chi è, smette di avere un futuro.
Voglio un'Italia sicura, rispettata, orgogliosa delle proprie radici e capace di guardare avanti senza cancellare la propria storia.
Prima il bene della Nazione, secondo
"Difendere la propria identità non è estremismo, è sopravvivenza."
REMIGRAZIONE E RICONQUISTA
Luca Marsella

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Strano che uno che si divertiva a torturare e uccidere animali, sia poi passato a torturare e uccidere una bambina di due anni, chi lo avrebbe mai detto. Il germe della crudeltà cresce sempre sullo stesso terreno.
"I bambini: sono essi la primavera della nostra stirpe, l'aurora della nostra giornata, il segno infallibile della nostra fede. "
(B.M. al discorso pronunciato nella Sala del Gran Consiglio di Venezia, il 4 Giugno 1923)
"cit"
ciao
L'ha detto... giuro...
Che scenda dalla macchina presidenziale e faccia un giro nelle città e poi vediamo cosa dice...
Più escono fuori i dettagli sulla storia dell'omicidio di Henry Nowak, più appare profondo e buio il baratro in cui siamo sprofondati.
Un sikh accoltella un ragazzo inglese. E subito la famiglia dell'aggressore si mobilita: la madre nasconde l'arma, il padre trascina la vittima dietro un'auto e il fratello chiama la polizia parlando di "assalto razzista". Sanno che funziona sempre.
Intervengono le forze dell'ordine e si schierano subito a favore del sikh. Lo difendono, lo rassicurano. E intanto ammanettano Henry Nowak, che sta sanguinando copiosamente e chiede aiuto.
"Non respiro!" Questo ripete Henry, disperato. "Mi hanno accoltellato!"
Ma un poliziotto lo zittisce: "Non credo proprio.”
Henry muore così, con le manette ai polsi, soffocato nel suo stesso sangue. Ha 18 anni.
Dove sono i benpensanti inginocchiati?
Dove sono le femministe indignate?
Dove sono i murales, i concerti, i minuti di silenzio?
La guerra civile è dietro l'angolo nel Regno Unito. E questo clima si respira ormai in tutta l'Europa occidentale.
Se anche di fronte a questa storia il vostro primo pensiero è "sta crescendo l'estrema destra" allora sappiate che siete parte del problema. Siete complici.
In una parola: nemici.
Matteo Brandi
Pro Italia - Presidente

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Le facinorose orde di selvaggi primati, come quelle viste a Parigi, non intendono né discutere né confrontarsi proprio con nessuno.
Ecco perché è necessario organizzarsi autonomamente per la difesa delle nostre famiglie, dei nostri cari e delle nostre case.
I dannati governi delle nazioni europee hanno scelto la sostituzione etnica a discapito degli autoctoni, tradendo quindi i propri popoli e venendo meno ai rispettivi obblighi costituzionali.
Questi sono SOLO gli ultimi 15 giorni di cronaca.
16 maggio 2026, Modena: Salim El Koudri, 31enne marocchino, lancia l’auto contro una folla di pedoni in centro città. Ferite 7-8 persone, una donna rischia di perdere le gambe. Tenta anche di accoltellare chi lo blocca. Sui socia scriveva “Bastardi cristiani di merda voi e il vostro Gesù Cristo in croce, lo brucio”
19 maggio 2026, Civitacampomarano (Molise): altro marocchino di 59 anni, pregiudicato, lancia l’auto contro tre persone sedute su una panchina. Lesioni e contusioni. Arrestato con accusa di tentato omicidio.
19 maggio 2026, Roma Tor Cervara: una 32enne viene attirata, caricata a forza su un furgone e sequestrata in un palazzo occupato abusivamente. Tenuta segregata per tre giorni, stordita con sostanze stupefacenti, violentata ripetutamente dal branco sotto minacce di morte (compresa una pistola alla testa). Cinque africani irregolari arrestati per stupro di gruppo aggravato.
30 maggio 2026, Genova: Cisse Camara, senegalese 42enne irregolare da anni con precedenti, uccide a bottigliate un italiano 49enne nei giardini di Villetta Di Negro. Poi lo incapretta (mani e piedi legati) e lo trascina. Omicidio in pieno centro, mattina.
30 maggio 2026, Parigi: dopo la vittoria del PSG in Champions League, notti di guerriglia urbana. Centinaia di arresti (fino a 780-800 fermi), un morto, oltre 200 feriti. Protagonisti giovani di origine nordafricana, soprattutto marocchini e maghrebini. Auto incendiate, saccheggi, scontri.
1 giugno 2026, Amendolara (Calabria): quattro braccianti pachistani bruciati vivi dentro un minivan a una pompa di benzina. Due aggressori connazionali bloccano le portiere e danno fuoco.
1 giugno 2025, Southampton (Inghilterra): il 3 dicembre del 2025 Henry Nowak, 18enne inglese, viene accoltellato a morte da Vickrum Digwa, 23enne sikh, con pugnale cerimoniale (shastar). L'omicida, arrivata la polizia, accusa l'inglese di razzismo. La polizia crede al sikh, ammanetta Nowak mentre è a terra sanguinante, muore dissanguato dicendo “I can’t breathe”. Ora l'assassino è stato condannato all’ergastolo, periodo minimo da scontare in carcere 21 anni, il caso giudiziario è chiuso ma il caso politico è più che mai aperto.
Ma in realtà non si può, e non si deve, parlare di semplice “cronaca”. Questa è invasione e barbarie importata. Coltelli, stupri di gruppo, faide tribali e odio viscerale verso chi li ospita.
L’unica cosa che impedisce agli uomini violenti di stuprare te e la tua società sono altri uomini disposti a usare la stessa violenza per fermarli. La sinistra ha invece deciso che la virtù più alta sia accettare in silenzio la distruzione della propria civiltà, perché opporsi sarebbe “intollerante” verso gli stupratori.
La sinistra giustifica, minimizza, scarica ogni responsabilità sul “disagio psichiatrico” o sulla “povertà”. Protegge gli invasori, blatera di “diritti”, propone il voto agli stranieri e lo Ius Soli. Poi, quando un italiano osa denunciare la realtà, lo bolla come razzista, fascista e pericolo per la democrazia.
La sinistra è responsabile di questa guerra al popolo italiano.
ALE SANDRO