REPUBBLICA GIUDIZIARIA - POI UNO SI DOMANDA DI DOVE SORTENO LE SALIS (non Ilaria; la Pd, più presentabile in società)
La notizia è scivolata via tra quelle minori, relegata nelle pagine interne e ripresa solo in Liguria: il giudice del Tribunale di Genova, accogliendo le richieste della stessa procura genovese, ha archiviato le posizioni degli imprenditori presunti corruttori dell’ex presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti.
L’allora governatore ligure, dopo una lunga ed estenuante detenzione preventiva, una vera e propria coercizione ad ammettere responsabilità, aveva patteggiato, a fine 2024, la chiusura dell’inchiesta a suo carico con 1.650 ore di lavori socialmente utili per una presunta serie di episodi di corruzione e finanziamenti illeciti (...). Inizialmente, Toti era stato anche accusato di corruzione elettorale, ipotesi di reato poi decaduta.
(...) Già cadute anche le accuse di aver utilizzato metodi mafiosi, il patteggiamento chiuse il procedimento a suo carico per corruzione. Rimasero però aperte, fino ai giorni scorsi, le posizioni degli imprenditori che avrebbero dovuto corromperlo, ma che ora ne escono prosciolti.
A lume di logica, se i “corruttori” non hanno avuto responsabilità, non si capisce quali fossero le azioni corruttive e, quindi, forse Toti fece male a patteggiare e a non andare a processo. È però comprensibile che (...) non volesse più avere nulla a che fare con (...) indagini e la magistratura. TORTURA DELLA CARCERAZIONE PREVENTIVA RIUSCITA (ndr).
La caduta di Toti portò a un turno elettorale anticipato in Regione (...): elezioni che il centrodestra rivinse di misura, schierando come candidato alla presidenza l’attuale governatore Marco Bucci, già sindaco di Genova, che batté l’ex ministro del Pd Andrea Orlando. Il passaggio di Bucci in Regione comportò nuove elezioni nel capoluogo ligure, con la vittoria di Silvia Salis sostenuta dalla sinistra. (...)
Gran parte degli imprenditori coinvolti ha ora visto archiviare la propria posizione, come anche alcuni diretti collaboratori dell’allora governatore, come il suo ex capo di gabinetto Matteo Cozzani (...). Secondo gli inquirenti, Toti “non poteva non sapere” dell’azione di Cozzani, narrato di rapporti con realtà paramafiose (ndr) e anche questo fu un altro chiodo nella sua crocifissione pubblica.
Ogni allusione alla cronaca odierna, vedi il caso Ranucci, si perde nel caldo tropicale del Ferragosto italiano (...).
via https://www.ilsussidiario.net/news/inchiesta-toti-archiviata-il-processo-e-chiuso-resta-il-terremoto-politico-che-ha-portato-fino-alla-salis/2990299/
eh suvvia, ci siamo sbagliati, non sbagliate mai voi? Disse un burocane relativamente al caso TORTORA, altro genovese - se il Ranucci si paragona da solo a Borsellino, noi ne facciamo uno proporzionato per Toti che se ne sta zitto da allora. In effetti è un paragone non appropriato: Tortora non si fece intimidire. Morì.
Sinistri dimmerda collaborazionisti dei buromagistrati locali e dei burosauri europitechi.