Giovedì, luglio. Sei un cittadino francese bianco. Ti affacci dalla tua finestra: è una splendida giornata di sole. Guardi in strada: la tua macchina è parcheggiata lì dove l’hai lasciata, non avendo il garage. Ad un tratto l’umore si annebbia. Ricordi che questa sera c’è Francia-Marocco e la tua macchina all’indomani potrebbe essere sacrificata sull’altare del multiculturalismo. Puoi uscire di casa ma devi concentrare le tue attività quotidiane in poche ore, poi le probabilità di una coltellata aumenteranno con l’avvicinarsi della sfida. Sei praticamente un prigioniero, non più padrone della tua libertà. Speri che il governo ti protegga, ma Macron è in riunione con gli europarlamentari francesi per ricordare loro di votare a favore del Chat Control, in modo che tu non possa lamentarti della tua macchina distrutta da un africano senza poi essere schedato. In effetti ti accorgi che libero non sei mai stato sotto la bandiera di una Unione europea che ha creato tutto questo. Prendi il cellulare per distrarti. Ti compare un video dal Pakistan dove una donna nera col velo cattura un gabbiano, gli strappa le ali e lo chiude in un sacco per cucinarlo: poi leggi che non è il Pakistan ma una cittadina dell’Inghilterra. Scorri i contenuti. Ti compare un video dalla Spagna, nella metro, dove un nero strattona una donna anziana, la trascina a terra, la picchia, le ruba la borsa, tutto ripreso dalle telecamere di sicurezza. “Sicurezza”, parola ormai priva di qualsiasi significato tangibile. Sarà uno degli immigrati regolarizzati da Sanchez e divenuti ora cittadini europei, esattamente come te che sei chiuso in casa. Scorri i contenuti. Siamo in Italia, Roma, ristorante con tavolini all’aperto: un classico. Una cameriera prova ad allontanare un giovane maranza che stava infastidendo i turisti, ma lui non ci sta e le mette le mani al collo davanti a tutti i presenti per strangolarla: viene allontanato; se fosse accaduto in un vicolo cieco, per la ragazza probabilmente la vita sarebbe terminata così, nel buio, soprattutto quello dell’indifferenza dei movimenti femministi e di una politica troppo impegnata a sopprimere il fenomeno politico rappresentato da Vannacci e non la ragione per cui quel fenomeno politico prende piede, sulla scia di una richiesta di aiuto assordante. Posi il telefono. Non puoi perdere tempo. la guerriglia urbana si avvicina e tu non hai ancora iniziato con le tue faccende. Ti lavi il viso e ti vesti con abiti leggeri e con spirito di sopravvivenza in una terra ostile che vuole spezzarti. Però sei ancora qui.