Adesso dicono che in fondo era una bombetta da niente e che non bisogna drammatizzare...
Ci sono bombette&bombette, come ci sono i femminicidi degli autoctoni e i semplici omicidi delle risorse.
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@fatticurare
Adesso dicono che in fondo era una bombetta da niente e che non bisogna drammatizzare...
Ci sono bombette&bombette, come ci sono i femminicidi degli autoctoni e i semplici omicidi delle risorse.

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A M I C O P O L I
Quindi Lavitola è amico di Ranucci, però gliel’ha presentato Guido Ruotolo, che è il gemello di Sandro Ruotolo, il quale è quello con la scorta più inutile d’Italia, ma intanto andava in vacanza a Panarea con Massimo Ciancimino, che non era suo amico, era una fonte, però avevano i cani, la pesca, i gommoni, forse pure il gommone comprato da Ciancimino (ma questo va verificato, qui si fa giornalismo serio) mentre Lavitola aveva il ristorante e Guido Ruotolo ci andava a mangiare, ma ovviamente non c’è niente di male, come non c’è niente di male se poi presenta Lavitola a Ranucci, che diventa amico di Lavitola, che telefona a Ranucci, scrive a Ranucci, cena da Ranucci, porta i figli da Ranucci, attende Ranucci fuori casa quando Ranucci non c’è, cerca una casa al mare, cerca Dell’Utri, cerca notizie, cerca un partito, cerca probabilmente ancora parcheggio.
Ma attenzione: Ranucci non ha frequentato Lavitola perché era amico di Lavitola. Lo ha frequentato perché Lavitola ha un figlio autistico. E infatti Ranucci ha una figlia psicologa.
Quindi Lavitola telefona tutti i giorni a Ranucci perché ha un figlio autistico, Ranucci lo mette in contatto con la figlia psicologa perché vuole intervistare Dell’Utri, Lavitola gli racconta di Finmeccanica perché cerca assistenza per il figlio, insieme discutono un sondaggio politico perché l’autismo, come noto, conduce naturalmente ai carbon credit, ai cantieri navali, a Marcello Dell’Utri e alla fondazione di un partito.
Non era amicizia.
Era neuropsichiatria infantile investigativa. Era un rapporto terapeutico-giornalistico. Una specie di Telefono Azzurro, però con Lavitola, Dell’Utri, le navi militari e il sondaggio su Ranucci presidente del Consiglio. Ranucci, in pratica, non si è fatto avvicinare da Lavitola: lo ha «governato».
Come una fonte.
Come un amico.
Come un padre in difficoltà.
Come un faccendiere.
Come un ristoratore.
Come uno che ti porta a Dell’Utri.
Come uno che ti prepara il partito.
Ma governato.
Poi arrivano Paolo Mieli e Cappellini di Repubblica (che ha una moglie ex santorina che dirige un programma Rai in quota a Forza Italia) i quali aiutano con le domande, o le guardano, o le correggono, o passano per caso mentre si apparecchia il partito di Ranucci, ma Paolo Mieli intanto cena con Ranucci e Lavitola e nota che sono amici, molto amici, così amici che pensa che Lavitola voglia fondare un partito con Ranucci, ma naturalmente è soltanto una cena, e le cene non significano niente, tranne quando le racconta Report.
Quindi abbiamo Lavitola amico di Ranucci, Ranucci amico di Lavitola ma solo per il figlio autistico, la figlia psicologa di Ranucci amica terapeutica del figlio di Lavitola, Guido Ruotolo amico abbastanza da presentarli, Sandro Ruotolo amico abbastanza da andare in vacanza con Ciancimino, Ciancimino amico abbastanza da stare sul gommone, il gommone forse comprato da Ciancimino, Paolo Mieli amico abbastanza da cenare con tutti, Cappellini amico abbastanza da mettere mano alle domande, lui sposato con una ex santorina che conduce un programma su Raidue in quota a Forza Italia, Repubblica amica abbastanza da non vedere niente, Report amico abbastanza da non fare una puntata, e TeleMeloni che lasciamo perdere.
Ma attenzione: non sono amicizie. Sono fonti.
Non sono cene. Sono incontri informali.
Non sono vacanze. Sono verifiche sul campo.
Non sono consulenze. Sono scambi di opinioni.
Non sono gommoni. Sono piattaforme galleggianti di approfondimento.
Non sono partiti. Sono sondaggi.
Non sono sondaggi. Sono scherzi.
Non sono telefonate quotidiane. È assistenza all’autismo.
Non è assistenza all’autismo. È un modo per arrivare a Dell’Utri.
Non è Dell’Utri. Sono i cantieri navali.
Non sono i cantieri navali. Sono i carbon credit.
Non sono i carbon credit. È il figlio autistico.
Non è il figlio autistico. È un’amicizia.
Ma governata.
Un’amicizia sotto controllo.
Un’amicizia professionale, umana, investigativa, terapeutica, nautica, elettorale, carbonica e ittica.
Una normale amicizia tra un giornalista, un faccendiere, uno psicologo, un ex direttore del Corriere, un vicedirettore di Repubblica, due gemelli Ruotolo, Massimo Ciancimino, Marcello Dell’Utri, un gommone e un numero imprecisato di spigole.
E le amicizie, come noto, sono sacre. Soprattutto quelle di Report.
Quelle degli altri invece sono reti opache, sistemi relazionali, ambienti, contiguità, mondi che si parlano, salotti che si frequentano, interessi che si incrociano, personaggi che ritornano, domande inquietanti, silenzi assordanti e coincidenze sulle quali la magistratura dovrà fare luce.
Qui invece nessuna domanda.
Solo amici.
Amici degli amici.
Gemelli degli amici.
Figli degli amici.
Psicologhe dei figli degli amici.
Giornalisti amici dei faccendieri.
Faccendieri amici dei giornalisti.
Giornalisti amici dei giornalisti amici dei faccendieri.
Tutti governati da Ranucci.
E Sandro Ruotolo sul gommone.
Del resto Tommaso Cerno (oddio no, è il mio direttore).
Ps: L’elenco potrebbe continuare e anch’io potrei comparire nel gruppone, ma sono in una botte di ferro, perché ho un segreto: sono (o sono stato) amico soprattutto delle mogli, e loro sì che sanno tacere.
Ps 2: Dell’Utri è il mio vicino di casa.
Filippo Facci
Qui un gran bel Filippo…
+++La sinistra riparta da Lavitola+++
Il caso Ranucci la dice lunga sulla sinistra di oggi..
Dopo l’attentato, Elly Schlein è corsa a Bruxelles ad accusare l’Italia, presentando il nostro Paese come un luogo in cui la libertà di stampa sarebbe sotto attacco.
Oggi, però, Paolo Mieli racconta che Valter Lavitola immaginava Sigfrido Ranucci come possibile LEADER di un progetto politico del CENTROSINISTRA e che stava commissionando sondaggi sulla sua popolarità.
La sinistra ha trasformato ancora una volta una figura pubblica nel simbolo della propria battaglia politica.
È uno schema che si ripete: costruire un simbolo, alimentare lo scontro ideologico e farne il centro del dibattito pubblico.
Nel frattempo scompaiono i temi che interessano davvero gli italiani: lavoro, stipendi, imprese, sicurezza, natalità e crescita economica.
Non parla di come rilanciare il Paese. Non parla di come creare ricchezza. Non parla di come fermare il declino demografico.
Ha bisogno di un nemico. Ha bisogno di un’emergenza. Ha bisogno di una narrazione.
Prima il fascismo ovunque. Poi l’allarme democratico. Poi il caso Ranucci.
QUESTA È LA VERA DERIVA DELLA POLITICA ITALIANA.
Non una politica che convince con idee, lavoro e risultati, ma una politica che vive di allarmi, simboli e campagne contro l’avversario.
Perché quando l’unico progetto è screditare chi governa, significa che un progetto per l’Italia non c’è più.
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E anche l'autorevole TIME propone indicazioni sulle vacanze.

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Esempio plastico di come i compagni siano stronzi.
Quindi fatemi capire, l'UE vuole far entrare nell'unione uno stato terrorista
che sabota le infrastrutture europee??
lollobastardo X
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O non confermi la nuova stagione o non sospendi le repliche...
Il fatto che si consideri normale che l'unica trasmissione del Servizio pubblico di inchiesta giornalistica vedesse alla sua guida un giornalista che non escludeva il proprio ingresso in politica proprio in competizione con tutti quei politici da lui costantemente indagati la dice molto lunga su chi parlava di "fine della democrazia" quando Berlusconi aveva sulle sue reti un tg diretto da Enrico Mentana...
La domanda è: cosa c’è nelle Repliche che non dovremmo rivedere con una prospettiva diversa?
🤔
Ricordo infatti che ai tempi qualche comico sciacallo disse: "La bomba a Ranucci perché al governo c'è la Destra".
E un noto quotidiano locale abruzzese diretto da Telese, ex marito della Berlinguer, titola così.
Compagnucci amici dei mafiosi.
L'IPOCRISIA DELLA SINISTRA: INSULTANO I CITTADINI E LA SALIS LI COPRE!
Ci risiamo, la sinistra puntualmente offende ed attacca chiunque non la pensi come loro. L'ultimo schifo arriva da Genova, dove Ilaria #Gibelli — avvocata e consulente LGBTQIA+ scelta e blindata dalla Sindaca Silvia #Salis — ha gettato la maschera della finta tolleranza per vomitare odio puro sui social.
Per attaccare chi esprime un dissenso politico legittimo, la consulente "dell'inclusione" ha pubblicato la foto di un topo con la scritta "sono uscito dalle fogne", farneticando di fascisti, ronde e remigrazione. Un linguaggio disumanizzante, violento e totalmente incompatibile con qualsiasi ruolo pubblico.
Ma la vera vergogna è la complicità della Sindaca Salis e della sua giunta: pur ammettendo il "grave errore", si sono rifiutati di cacciarla, respingendo la richiesta di dimissioni e difendendo l'indendibile. Chi offende i cittadini in questo modo non deve stare nelle istituzioni un minuto di più! Salis e Gibelli: dimettetevi!
#Genova #SilviaSalis #IlariaGibelli #Sinistra #Ipocrisia #DimissioniSubito #PoliticaItaliana #Centrodestra #LibertàDiPensiero
Marco Basso
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L'algerino Saidi Mohammed ieri, di buon mattino, ha iniziato a sfasciare auto in corso Buenos Aires a Milano.
Fermato dalla polizia, è stato trovato in possesso di refurtiva rubata poco prima in zona Lambrate e perciò denunciato per furto aggravato (reclusione da 2 a 6 anni).
Portato dalla questura in tribunale, il giudice ha ritenuto di non applicare misure cautelari ma solo il divieto di dimora in città. Cosa legittima ma singolare, considerando che è un clandestino senza fissa dimora, quindi con elevato rischio di fuga e reiterazione.
Già a piede libero nel pomeriggio, Saidi Mohammed si reca alla metropolitana di Piazza Duomo, dove aggredisce verbalmente una donna e, rivendicata la sua fede musulmana, la sfigura in maniera irrimediabile.
E' solo uno dei tanti casi in cui i criminali vengono subito rilasciati dopo essere stati fermati in flagranza di reato.
Sull'operato dei giudici non si può fare nulla, perché la maggioranza degli italiani ha deciso, votando NO al referendum, di lasciarli al di sopra di qualsiasi scrutinio che non sia quello delle correnti della magistratura.
La riflessione, a questo punto, dovrebbero farla i legislatori in merito alla sospensione condizionale della pena. Infatti, secondo il codice di procedura penale, il giudice non può applicare la misura della custodia cautelare in carcere o quella degli arresti domiciliari se ritiene che con la sentenza possa essere concessa la sospensione condizionale della pena.
In molti altri paesi, a cominciare da USA e Regno Unito, è molto più difficile ottenere la condizionale. Spesso anche le pene detentive più brevi vanno scontate in carcere.
Un altro punto che si potrebbe rivedere è la riforma del 2004 (per inciso: voluta dall'allora governo di centro-destra) che ha eliminato il cumulo della pena pecuniaria nel computare il limite dei due anni di pena sotto i quali può scattare la sospensione condizionale.
Ma a Milano, la giunta arcobaleno pensa ad altro...

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Il referendum perso non deve diventare un'alibi per l'impotenza del Governo
se davvero non esistono provvedimenti che un Governo possa approvare d'urgenza per impedire questo degrado allora lo Stato semplicemente non c'è più e si consenta almeno l'autodifesa estesa.
Ma perché tutti i giornalisti continuano a sprecare banda scrivendo "di origini ..."?
Lo sapranno che uno di origini algerine è un algerino, o pensano che "algerino" sia un'offesa?
Va che son proprio razzisti, eh!
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Se dicono “l’immigrato algerino musulmano che ha sfregiato una ragazza è un criminale ma non c’entrano etnia e religione, avrebbe potuto essere anche un italiano”, la risposta corretta è: “era stato arrestato poche ore prima e immediatamente rilasciato perché ritenuto non pericoloso, quindi in un certo senso hai ragione, visto che la colpa è anche di tutti gli italiani come te che hanno votato NO al referendum, scegliendo di salvaguardare questo sistema giuridico in bilico tra impunità dei magistrati e tutela costante del criminale straniero”.
IMO
Marchi occidentali – 西方商品牌子 – Cinaliano blog
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Per anni abbiamo preso per il culo la Cina.
"Da noi una roba così non passerebbe mai."
Poi, un pezzetto alla volta, abbiamo iniziato a fare le stesse cose...
In Cina c'è il Great Firewall. Da noi aumentano gli obblighi per le piattaforme, le richieste di verifica dell'identità, le proposte per scansionare le comunicazioni private, la raccolta di dati, l'euro digitale.
Cambia il modo in cui ci arrivano: In Cina decide il Partito.
In Europa decidono commissioni, regolamenti, direttive, votazioni, triloghi e quintali di burocrazia.
Alla fine però il cittadino si ritrova con più controlli, meno privacy e sempre qualcuno che gli spiega che è per il suo bene.
Ogni volta è terrorismo, pedofilia, disinformazione, sicurezze, emergenza...
L'emergenza passa, ma il controllo resta. Però c'è una differenza che salta agli occhi.
La Cina, con tutto quello che le si può contestare, cresce, investe, costruisce e compete.
L'Europa copia gli strumenti di controllo, ma non i risultati... perde competitività e resta sempre esclusa dalle grandi sfide industriali e tecnologiche.
Abbiamo preso il manuale della sorveglianza e buttato via quello dello sviluppo.
Senza s e senza ma. Come non dare ragione a chi scrive?
Would you support banning communists. Full stop.
Poland did it: it's in their Constitution. No fascists, no communists there, same shit.
L'Articolo 13 della Costituzione polacca vieta i partiti politici e le organizzazioni che fanno riferimento ai metodi e alle pratiche del totalitarismo, tra cui esplicitamente il nazismo, il fascismo e il comunismo.

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«Il merito è un retaggio fascista; se non potrò suonare la chitarra il Primo Maggio, in tempi di Pride e Campo Largo, mi farò Sindaco, detestando questi giorni oziosi e decadenti».
È quello che pensò Gualtiero Bellasciao quando si rese conto di essere un chitarrista mediocre (non era mai andato oltre il La minore) ma un talentuosissimo progressista.
«Il bello di noi progressisti è che possiamo occuparci di tutto senza sapere niente. Fare il sindaco è facile, basta mettersi la fascia e sfilare... avessi il fisico sportivo e le sopracciglia arroganti di Silvia, potrei aspirare a Palazzo Chigi ma compenserò con la mia intelligenza progressista, e Roma rinascerà più bella e più superba che pria!».
Mentre sfogliava il catalogo di maioliche con le quali pensava di pavimentare la città, il nostro Gualtiero immaginava una città lucida, pulita e piena di bici climoaffettive.
«Con le mie ciclabili abbatterò il cambiamento climatico e eviterò ai ciclisti di pedalare nel traffico. Per tutti i romani della società civile, uscire di casa alle undici, per andare al bar, non sarà più un inferno e i poveracci che lavorano...
Roma è antifascista, non dimentichiamocelo. Infine, gli immigrati potranno camminare lungo le linee bianche, senza perdersi, e chi vorrà prendere la macchina, dovrà pagare una tassa e firmare un atto di sottomissione ai progressisti».
Orchettomaria Persichetti, il boss di livello del Servizio Giardini, entrò ansimante, prorpio mentre Gualtiero si specchiava indossando il tricolore e un paio di Manolo Blahnik usate, che il suo amico Fausto gli aveva rimediato di nascosto.
«Sindaco, i pini fascisti cadono e, se paghiamo i danni, addio maioliche».
«Tagliate tutto. Lasciate solo qualche cespuglio per i bisogni degli immigrati».
Orchettomaria battè il pugno sul petto e uscì con un balzo. «Al mio segnale, scatenate le motoseghe!».
Gualtiero abbozzò due accordi, con le Manolo che iniziavano a tormentargli gli alluci. «Il suono delle piante tagliate, il primo giorno di una lunga estate...».
«Sindaco! Gli immigrati stanno al sole, dobbiamo fare qualcosa di inclusivo e accogliente, per i nostri futuri elettori». «...voglia di faaare tardi la seeera...».
«Sindaco?». «Sto pensando, Rachetaincoroneta».
Rachetaincoroneta, detta "Cugino It", assessora alle politiche inclusive, era disperata e il suo vello era lucido di lanolina e salsedine ONG.
«Le avanguardie soffrono il caldo, dobbiamo soccorrerli, nessuna vita alla deriva!».
«Ma sono africani, mica eschimesi, un po' di tolleranza al sole ce l'avranno, no?».
«La crisi climatica e il razzismo li hanno determoregolati, ora pretendono condizionatori, cocomeri e prati per non ustionarsi i cuscinett... i piedi, sulle maioliche roventi».
«Intanto non fateli uscire nelle ore calde. Poi risolverò la cosa, nel frattempo vai dal tolettatore, che ne hai bisogno». «Woof!».
Rachetaincoroneta corse via, agitando la sua treccia dread felice e mordendo la Meloni di gomma che gli aveva regalato Orchettomaria.
Il sindaco, osservandola, ne trasse ispirazione.
«Alberi di plastica! Non cadono, posso pagarli con i soldi del PNNR e Orchettomaria non se ne dovrà occupare».
Ne comprò centomila da una ditta cinese.
Erano alberi in plastica riciclata ecosostenibile, avevano i rami telescopici estraibili per l'estate, e retrattili per l'inverno, spruzzavano acqua e avevano dei dissuasori ormonali alla base, per evitare che gli immigrati marcassero il territorio.
Erano perfetti ed erano bianchi, come le maioliche.
Avrebbero fatto un figurone, li avrebbe piazzati anche sopra il Mausoleo di Augusto, dopo il sacrilegio che aveva compiuto per ingraziarsi Baal ma meritando il disprezzo dei posteri.
«Ora Roma potrà dirsi progressificata: maiolicata, resa ciclabile, plastificata e riempita di cacatores di ogni etnia. I romani dovranno cercarsi casa altrove e la ZTL si dilaterà sopra altri colli, lungo le rive del fiume sacro, sino alle sponde del Tirreno. Karaoke Guantanamera!».
Bartolomeo Mitraglia
Andate a scorrere i post sul primo maggio. Ormai, nella coscienza delle masse ortopedizzate dal capitale e dalla sinistra che gli regge la coda, non è più la celebrazione dei lavoratori, è «un concerto». Milioni di ragazzini convinti che la sinistra sia tifare per i migranti che fanno la parodia della nazione, per i gay che fanno quella della famiglia, per l'Ue che fa quella dello Stato, per le pale eoliche che fanno quella del paesaggio, per l'Ucraina che fa quella della sovranità. Ma se gli parli del diritto dei lavoratori a un'esistenza libera dall'ipertassazione euro-imposta, dal divieto di pianificazione economica euro-imposto, dai costi dell'energia euro-imposti, dal ribasso salariale euro-imposto, dalla concorrenza di schiavi stranieri euro-imposta, dai lockdown di casa e auto euro-imposti; se gli parli di tutto questo ti dicono che i lavoratori «dell'Ue» sono tutelati, perché hanno il diritto di drogarsi, abortire e sposarsi tra maschi, e che il primo maggio è «il giorno del concerto». Non che io l'abbia mai amata particolarmente, la sinistra, ma le sue lotte sociali le ammiravo, e vederla morire così, risucchiata in kermesse ridicole, ridotta a coincidere con la parte più irresponsabile e viziata della società italiana.. beh insomma quasi quasi dispiace anche a me.
Il Sofista
sottoscrivo ✍️✍️✍️