Che cosa volete che dica?
Le rane non parlano, gracidano, si sa
C’è una categoria di persone che in questa storia mi fa più schifo degli stessi bombaroli e del faccendiere in manette:
quelli che adesso, con la faccia da verginelle offese, fingono di credere che Ranucci non sapesse un cazzo.
Travaglio in testa, e tutta la colonia di acari che gli lecca le scarpe.
“Povero Sigfrido, era all’oscuro di tutto… è una vittima due volte…”
Ma andate a farvi fottere.
Cioè, un amico di merda, per “favorirti”, ti mette un chilo di gelatina da cava sotto la macchina e non ti dice niente.
E voi dovreste credere che il destinatario di questo affetto esplosivo stesse lì a fischiettare senza sospettare un cazzo?
Me la immagino la scena...
Ranucci non trova il portafoglio.
“Cazzo, l’avrò lasciato in macchina.”
Gli amici veri funzionano così.
Ti organizzano un attentato “dimostrativo”, ti fanno quasi ammazzare la figlia, ti distruggono le macchine, e poi ti dicono: “Era per il tuo bene. E magari anche per lanciarti in politica, così io mi porto a casa un pezzo di torta.”
Beh adesso fa il martire sui social citando Falcone e Borsellino.
Falcone e Borsellino però non andavano a cena con amici pregiudicati per mafia.
Quella era gente di tutt'altra caratura, dei giganti, in confronto a lui
Quale che sia la verità, questa non è una storia di mafia. È solo una storia di due nani che si sono montati la testa.
Due scemi che ci credono scemi.