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Siviglia, Spagna |
Così i residenti del Polígono Sur (Siviglia) evitano la costruzione di una moschea e di un centro islamico: Lanciando ossa di prosciutto sul terreno dove si intende costruire.
Secondo l'islam, non si possono costruire moschee su terreni considerati contaminati, essendo il maiale un animale impuro e che, per loro, contamina il suolo.
Purtroppo i resti di prosciutto, messi lì come gesto di opposizione, non hanno “evitato” la costruzione. La licencia è stata data e il progetto privato prosegue.
Idee nuove a sinistra non cambiano dal 1930 ad oggi e non cambieranno nemmeno nel 2050.
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L'altro giorno ho visto uno speciale di RaiStoria sul Sessantotto nel quale compariva il figlio di Norberto Bobbio che, intervistato, diceva che il Collettivo studentesco universitario chiedeva l'abolizione dei docenti, l'abolizione degli esami, l'abolizione del voto e la sostituzione dei corsi con lavori di gruppo collettivi.
In fondo quel tipo di affermazioni emotive frutto della lotta casalinga contro il padre e ammantate di "spirito del tempo" non erano poi così tanto diverse dal rasta di Cambridge che inventa i libri o dal comandante della nave lesbica che affonda o dalla tizia obesa che rubava i cestini a New York o dal mitico Responsabile delle politiche nucleari di Biden che rubava le valigie vestito da donna.
Le vere differenze sono due: la prima sta nel Parastato gramsciano. Ai tempi del figlio di Norberto Bobbio stava NASCENDO. Nel 1968 il Pci credeva ancora nella rivoluzione infatti contrastò il Sessantotto e vide, giustamente, nel movimentismo un nemico.
Poi col tempo Berlinguer non ce la fece e si ripiegò sulla rilettura di Gramsci in termini di assunzione stabile del potere.
Ma c'è poi un'altra differenza fondamentale: negli anni Settanta i matti erano considerati matti da tutti e le proposte demenziali erano viste come tali anche da chi le faceva (il figlio di Norberto Bobbio veniva mandato a letto senza cena e lui ascoltava Bob Dylan in cameretta).
Oggi i social creano un effetto di risonanza che conferisce al matto gratificazione e conferma di esistenza. I trans che mandano a JK Rowling i video con le minacce di morte e che lei pubblica sono persone che prima di Basaglia sarebbero state aiutate e non avrebbero avuto l'umiliazione del mondo che li guarda.
Oggi un matto si vede riprodotto nella sua follia attraverso milioni di specchi, tanti quante sono le visualizzazioni del suo account social.
Ecco, questo effetto di risonanza del matto è la vera effettiva novità tra il Sessantotto, Charlie Manson e gli hippies e le Karen che fanno i video mentre ballano per l'assassinio di Charlie Kirk.
Boni Castellane
Senza se e senza ma!
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In questo breve filmato viene spiegata la differenza tra ciclicità climatica, cambiamenti climatici e allarmismi climatici antropici.
E come la lettura di dati sia facilmente alterabile e adattabile a chi, scientemente, cerca di creare allarmismi per creare business e controllo sociale.
il clima cambia sempre, da sempre.
il clima cambia sempre, da sempre, sì, il clima cambia da sempre: è un fatto geologico e paleoclimatico di base.
Concentrarsi solo sugli ultimi ~175 anni senza contesto produce una lettura incompleta, e parte della comunicazione mediatica e politica ha spesso privilegiato curve recenti e scenari estremi per semplificare o per spingere narrative di stampo allarmistico, quello che fanno oggi, da un po' di anni, è terrorismo climatico.
Se ti identifichi come cane (Cagna nel video) ne devi subire anche le conseguenze... Eppure esistono anche questi scemi... che si comportano come cani.

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Ci sono cose degli anni 90 che voi umani non riuscirete mai a vivere. Neanche la vostra AI arriverebbe mai a tutto ciò. Cult di Sempre
Questo anonimo resterà un mito... Misterioso.
In Gran Bretagna i musulmani scendono in piazza: “Se viene bandita la carne halal ce ne andremo!”
Veramente bastava questo? Urca, a saperlo prima…
Per la serie: Sarebbe troppo bello se fosse vero… ma non è vero un cazzo. ----------------- L’immagine è un classico meme/propaganda che circola su X e piattaforme simili da mesi. La foto di sfondo è reale: una folla di donne musulmane, probabilmente da un evento o protesta in Kashmir o zona simile, ma il testo sovrapposto «MUSLIM PROTESTERS WARN: ’IF HALAL MEAT IS BANNED WE WILL LEAVE!’» è inventato. Non esiste nessuna notizia seria, nessun comunicato di organizzazioni musulmane o protesta documentata in cui qualcuno abbia lanciato quella minaccia precisa. Si tratta dello stesso schema di vecchi hoax, tipo quelli debunkati da PolitiFact su "musulmani che minacciano di lasciare gli USA se non tolgono il maiale dai menù", solo aggiornato sul tema della carne halal. In Europa ci sono dibattiti reali sulla macellazione rituale, halal o kosher senza stordimento, soprattutto in UK e in alcuni paesi nordici, ma le dichiarazioni ufficiali delle associazioni musulmane vanno nella direzione opposta: parlano di diritti religiosi e libertà di culto, non di "se ci vietate la carne ce ne andiamo tutti. Foto vera + testo falso = meme politico.
Florida, 2023. Dave Hughes, 70 anni, decide di partecipare ad un torneo di poker per sole donne.
Nonostante le proteste, Hughes risponde di "identificarsi in una donna", motivo per cui il Casinò è costretto ad accettare la sua iscrizione.
Le altre 82 concorrenti, tutte donne, si coalizzano contro di lui ma il settantenne le batte una ad una fino a vincere il premio finale di circa 5.500 dollari.
Intervistato dopo la vittoria, ha dichiarato "adesso torno a identificarmi in un uomo"
Grazie, Maestro.
Insegnami la vita.
La dimostrazione che la cultura woke è roba da ebeti....
Com'era quel detto?
Ah sì.
Donna barbuta sempre piaciuta.
Immagini a confronto...
Avrete visto quello che è successo ieri: i sindacalisti si sono voltati quando ha parlato La Russa che commemorava quei poveretti rimasti uccisi nella miniera 70 anni fa. Io penso che in tutti questi anni mai si era visto mettere in atto un affronto, una porcata, di questa portata. Quando successe il fatto, 70 anni fa, e negli anni a venire, destra e sinistra si sono sempre guardati bene di fare simili polemiche, anzi, si sono trovati sempre uniti, pur nelle diversità politiche, nel commemorare questo fatto di Marcinelle, e altro. Questo di ieri non è un gesto sindacale, ma politico... Questo è un male per il sindacato, ma soprattutto per i lavoratori, egli ha perso la bussola da più di un trentennio a questa parte. Quel gesto di voltare le spalle avvenuto proprio durante la commemorazione dell'81°/70° anniversario, in un luogo e un contesto che hanno sempre rappresentato il sacrificio comune dei nostri emigrati, segna una spaccatura evidente rispetto alla tradizione istituzionale italiana, per giunta di fronte al nostro Presidente del Senato La Russa, e qui ce ne sarebbe già abbastanza per smoccolare a ripetizione. Per decenni, fatti drammatici come il disastro del Bois du Cazier a Marcinelle sono stati un terreno neutro e sacro. Rappresentavano il prezzo altissimo pagato dalla classe lavoratrice e il rispetto verso chi era caduto sul lavoro travalicava qualsiasi appartenenza di partito. Quando la memoria di una tragedia nazionale viene utilizzata come palcoscenico per una contestazione di parte, a prescindere da chi la metta in atto o da chi ne sia il bersaglio, si spezza quel principio di unità istituzionale che persino nei momenti di più aspra contrapposizione ideologica del Novecento era stato preservato. Ecco cosa è oggi la perdita di rappresentatività e di visione degli ultimi decenni. Se il sindacato sceglie la via della contestazione simbolico-drammatica invece che concentrarsi sul merito concreto: salari, sicurezza, trasformazioni industriali(*), rischia di indebolire la propria autorevolezza di fronte alla base stessa dei lavoratori. E quando l'ideologia travolge perfino il rispetto per la memoria storica, a perdere la bussola non è solo chi compie il gesto, ma l'intero sistema di rappresentanza che dovrebbe dare voce e dignità al mondo del lavoro. E poi abbiamo Landini... (purtroppo), quello che ha dichiarato ieri a margine della contestazione politica dei sindacalisti è un qualcosa di assurdo e inqualificabile a sua volta: "Il governo qua... il governo là... dovrebbe fare questo... dovrebbe fare altro...". Questa è una dichiarazione per togliersi di torno le grandi responsabilità che ha avuto la CGIL, intesa come il più grande sindacato italiano e anche europeo, in tutti questi decenni, in primo luogo la polverizzazione dei contratti di categoria e altre nefandezze: taglio delle pensioni e ridimensionamento del TFR in primis. ---------------------------- Cambio argomento ma affine alla contestazione contro La Russa...
(*) trasformazioni industriali: Se il sindacato sceglie la via della contestazione simbolico-drammatica invece che concentrarsi sul merito concreto (salari, sicurezza, trasformazioni industriali)... Ecco: trasformazioni industriali che vanno avanti a tappe forzate, non che i salari e sicurezza siano secondi, ma le trasformazioni di oggi e quelle future dovrebbero essere terreno di confronto e richieste di migliorie nel mondo dei lavoratori, invece si rimane ancorati a visioni antiche di contrapposizione perdendo il tram di suddette trasformazioni, è un vizio antico: la tecnologia va avanti e il sindacato vi arranca dietro perdendosi in episodi come la pagliaccesca contestazione di Marcinelle. Mentre le energie vengono spese in episodi da prima pagina o in schermaglie politiche come quella di Marcinelle, i nodi strutturali del lavoro cambiano, eccome se cambiano... Cribbio! Quando la rappresentanza si arrocca in visioni di contrapposizione novecentesca, lascia scoperto il fianco proprio dove il lavoratore è più vulnerabile: di fronte all'obsolescenza delle proprie competenze, e io ne so qualcosa, nel mio piccolo, quando di fronte alla letterale rivoluzione tecnologica nella fornace dove lavoravo mi sono scontrato aspramente con chi, quella rivoluzione, la avversava proprio perché vecchio operaio dentro l'anima e allergico a nuovi orizzonti lavorativi. Se il sindacato non torna a essere un soggetto capace di studiare la tecnologia, anticiparla e contrattarla per volgerla a favore del lavoratore, continuerà a perdere il "tram della storia", rimanendo confinato a un ruolo di pura protesta anziché di reale governo del cambiamento.
Costanzo Preve, il marxista che si beccò del Nazional-socialista dal pci prima e dai piddini dopo... Perché si beccò del "nazional-socialista, fascista e rossobruno:
Non perché fosse fascista, egli aveva un giudizio storiografico e politico nettamente negativo sul fascismo e sul nazionalsocialismo, soprattutto per colonialismo, razzismo e particolarismo. Si beccò l’accusa per tre ragioni principali:
Rifiuto della dicotomia destra/sinistra: Questo come strumento ormai manipolatorio. Per Preve, dopo il 1989-91, quella polarità serviva soprattutto a tenere diviso il fronte anticapitalista e a legittimare la sinistra istituzionale: prima PCI/PDS/DS, poi PD come "unica forza del Bene".
Critica dell’ Antifascismo in assenza di fascismo: Lo considerava una religione laica compensatoria e uno strumento di esclusione: chiunque uscisse dal perimetro del progressismo ufficiale veniva etichettato fascista.
Dialogo e pubblicazioni definite impure: Scrisse su riviste e per case editrici considerate di destra: All’insegna del Veltro, Settimo Sigillo, collaborazioni con ambienti della Nouvelle Droite di Alain de Benoist, ecc.) Per la sinistra mainstream questo era sufficiente a farlo diventare untore.
Il testo che ho linkato: la serie "Da Antonio Gramsci a Piero Fassino", è tipico del suo stile: lucido, sarcastico, spietato verso i "legittimi esecutori testamentari" del fallimento del comunismo italiano, per primi i DS di D’Alema e Fassino, e successivamente verso le piccole formazioni residuali quali erano Cossutta e Bertinotti. Preve non risparmiava nessuno.
Il punto di fondo: Preve è rimasto marxista fino alla fine, ma un marxista che aveva abbandonato l’illusione che la "sinistra realmente esistente" fosse ancora il soggetto storico del cambiamento. Preferiva discutere con chi, anche proveniente da altre tradizioni, criticava il capitalismo globale e l’americanizzazione culturale, piuttosto che restare nel recinto identitario e moralistico della sinistra post-comunista.
Per questo venne emarginato prima dagli ambienti PCI/DS e poi dai "piddini" e dalla sinistra radicale: non perché fosse diventato di destra, ma perché aveva smesso di accettare i tabù e le protesi ideologiche della sinistra stessa.

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Tutta la sinistra, da quella di destra che si spaccia per sinistra ai centri sociali, è un ammasso di macerie. La scelta di governare la nuova fase del capitalismo intrapresa più di un quarantennio fa, che poco alla volta ha coinvolto tutta la sinistra, si è risolta in una catastrofica sconfitta politica e culturale. Ai lavoratori, alle classi popolari, alle nuove generazioni è stato fatto scientemente pagare il conto di quelle scelte governiste. Questi ladri di futuro tuttora bazzicano la scena politica, ma mai nessun giornalista chiede a costoro di spiegare perché, in che modo “la classe operaia più forte del mondo” ha perso tutte le sue conquiste e chi ne è responsabile. Quanto segue è un promemoria, un riassunto delle tappe principali dell'assalto alle conquiste dei lavoratori. Per capire il presente, per non dimenticare.
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L'articolo di Cesare Allara, di cui posto il link, esprime una critica aspra e senza sconti: la sinistra istituzionale, in tutte le sue varianti, compresa quella che si presenta come “radicale” o “di movimento”, ha abbandonato il conflitto di classe per governare, o co-gestire, la fase neoliberale del capitalismo a partire dagli anni Ottanta. Il risultato è una sconfitta storica: smantellamento sistematico delle conquiste operaie, precarizzazione, perdita di potere contrattuale, e una generazione di “ladri di futuro” che ancora occupano la scena senza essere chiamati a renderne conto.
È una tesi che si ritrova in diversi ambienti della sinistra critica o post-operaista, e che punta il dito su scelte precise: concertazione, riforme del mercato del lavoro, europeismo senza clausole sociali forti, ecc. che avrebbero trasformato i partiti e i sindacati confederali in co-gestori della ristrutturazione capitalistica invece che in suoi oppositori. ------------------------- https://www.civg.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1399%3Ahanno-ucciso-tutte-le-conquiste-dei-lavoratori-chi-sia-stato-non-si-sa&catid=2%3Anon-categorizzato
🤣🤣🤣🤣
... E non solo il casso
Gabriele Moretti
Ora, seriamente.
Il Giappone ha inaugurato la prima centrale elettrica a osmosi del mondo*, una centrale che sfrutta un principio fisico spontaneo generato dall'acqua dolce che fluisce verso quella salata, attraversando una membrana.
E' una centrale da 880.000 kw/h all'anno e funziona, a differenza di quelle eoliche o fotovoltaiche, 24 ore al giorno senza interruzioni.
In più è collegata strategicamente agli impianti di desalinizzazione, così prendono due piccioni con una fava.
La Cina, negli ultimi 15 anni, ha avuto un exploit di riconversione energetica pauroso, passando da una percentuale di energia rinnovabile del 15% al 60% con l'obiettivo della neutralità carbonica.
Lasciando perdere l'aspetto ambientale, vi rendete conto di quanto lavoro e di quanto PIL generano queste cose? Di quante riconversioni industriali, assunzioni, progetti, finanziamenti pubblici e privati e miliardi che circolano nell'economia nazionale parliamo? Io mi domando l'Europa che cazzo stia aspettando.
Invece di stare dietro alla Volks-Wagen che non vende più le Golf e allora si rimette a fare le camionette da guerra o di buttare al maiale interi settori industriali perché non si vendono più le Renault a NAFTA®, perché non impariamo anche noi a ragionare così?
Seguitemi un secondo: quando scoppia una guerra mondiale, molte aziende vengono cooptate dallo Stato e riconvertite all'industria bellica. La stessa Volks-Wagen, nella seconda guerra mondiale, si mise a produrre mezzi anfibi e blindati.
Possibile che serva una guerra mondiale per mettersi a fare cose utili? Perché diavolo non si converte alle turbine per le centrali idriche o eoliche? La guerra, in questo momento, è contro il nostro stesso modo di vivere che sta devastando il pianeta (anche se cercano in ogni modo di convincerci che sia contro la Russia, l'Iran, il Burundi, su mà trojona), cerchiamo di spostare il lavoro su cose che servono a questo.
Gli esempi virtuosi ci sono.
Invece di dare retta a quel coglione americano che è rimasto alle guerre del petrolio come se si fosse nel 1987 e lo va a rubare sempre più lontano a costi sempre più elevati, guardiamo al Giappone. Alla Cina. A quei Governi che hanno capito che continuare a buttare risorse in cose che appartengono al 1900 è un suicidio, per l'economia e per il Pianeta.
Ma prima di tutto e nell'immediato, per il lavoro.
*in realtà la seconda, ce n'era già una in Danimarca.
Il post di Gabriele Moretti mescola un fatto tecnico vero con esagerazioni e un ragionamento politico tipico.
La centrale a osmosi: È corretta. A Fukuoka (Giappone) è entrata in funzione l’8 agosto 2025 (o intorno a quella data) la prima centrale a osmosi (salinity gradient / pressure-retarded osmosis) del paese, seconda al mondo dopo quella danese di Mariager (SaltPower, 2023). Produce circa 880.000 kWh all’anno, equivalenti al consumo di circa 220-290 famiglie giapponesi. Funziona in continuo (non dipende da sole o vento) sfruttando la differenza di concentrazione salina tra acqua dolce/trattata e acqua di mare/concentrata (brine da desalinizzazione) attraverso una membrana semipermeabile: l’acqua dolce passa, crea pressione e fa girare una turbina. È collegata strategicamente a un impianto di desalinizzazione, quindi “due piccioni con una fava”. È piccola (ordine di grandezza ~100 kW netti), emergente, non ancora scalata a livelli industriali rilevanti, ma dimostrativa e promettente per baseload rinnovabile.
La Cina e le rinnovabili: Qui Moretti esagera pesantemente. La Cina ha fatto un exploit enorme nelle rinnovabili (è il leader mondiale assoluto in capacità installata di solare e vento, con miliardi investiti, riconversioni industriali e posti di lavoro), ma i numeri non sono “dal 15% al 60%” in 15 anni.
Nella generazione elettrica le rinnovabili (idro + vento + solare + bio) sono intorno al 30-35% circa (dati recenti Ember e altri: ~33-34% nel 2024, con vento+solare in forte crescita ma ancora minoritari rispetto al totale).
Nella capacità installata di rinnovabili si è arrivati vicino o intorno al 60% del totale (soprattutto negli ultimi anni del 14° Piano quinquennale), ma capacità ≠ energia prodotta (intermittenza + fattore di capacità più basso di carbone/nucleare/idro).
Nella energia primaria (consumo totale) la quota di energia “pulita”/non-fossile è salita da ~15% circa a poco più del 26% in un decennio (dati ufficiali cinesi intorno al 2023).
Quindi exploit reale e impressionante (e con fortissimo impatto su PIL, lavoro, filiere industriali), ma non al 60% di rinnovabili sul totale come se fosse quasi completamente convertita. Resta il maggior consumatore di carbone al mondo e le emissioni totali sono ancora altissime. L’obiettivo di neutralità carbonica è al 2060.
Il resto del ragionamento:
L’Europa (e l’Italia) ha ritardi, burocrazia, costi energetici alti e difficoltà a riconvertire settori in crisi (auto, ecc.). Questo è un punto legittimo di discussione.
L’analogia con la riconversione bellica della Seconda Guerra Mondiale e la critica allo “status quo” industriale/petrolifero è retorica tipica di certa sinistra: “serve una guerra (contro il clima/il nostro modello di vita) per costringere lo Stato a dirigere l’economia verso cose utili”. Funziona come slogan, meno come analisi concreta di costi, reti, stoccaggio, intermittenza, accettabilità sociale e competitività.
Guardare a Giappone e Cina per ispirazione su tecnologie e industrial policy ha senso; idealizzarli come modelli di “ragionevolezza” contro “il coglione americano fermo al 1987” è semplificazione. La Cina fa politica industriale aggressiva con sussidi massicci e controllo statale; il Giappone è più pragmatico e tecnologicamente avanzato su alcune nicchie.
In sintesi: il pezzo sulla centrale a osmosi è sostanzialmente accurato (e la nota a piè di pagina sulla Danimarca pure). L’exploit cinese è reale ma i numeri sono gonfiati. Il resto è opinione politica di sinistra (lavoro, PIL da riconversioni verdi, critica all’Europa e agli USA) che usa fatti selettivi per spingere una narrativa dirigista.
I media tradizionali concentrati su un paio di invasori minorenni a Ceuta per manipolare la situazione. Senza 𝕏, questa sarebbe la propaganda che vi verrebbe propinata sull'invasione. Sono il nemico della verità.
Esattamente come avvenne a Gaza. Perché costruiscono questi video a Ceuta? Perché i fatti non bastano mai per smuovere l'immaginario: servono le narrazioni. La politica altro non è che il controllo delle narrazioni e l'arte del far credere.

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Buongiornoooo
Dalla pagina Fb del grande Armando Schiaffini!
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