"Voglio tirare giù due impressioni a caldo di questa esercitazione in Germania.
Interforze NATO, volontari come me e riservisti di 15 Paesi diversi, 130 uomini, con militari in servizio più che altro i tedeschi, i quali sono sempre molto ospitali e gentili con italiani e con tutti.
Noi italiani, arriviamo da diverse province del Nord Italia, molti di noi hanno appartenuto a Forze Speciali, altri sono ex Carabinieri, pochi poliziotti, ufficiali, sottufficiali e soldati semplici.
Il livello di addestramento è abbastanza alto, quasi tutti possiedono armi e porto d'armi, alcuni sono cacciatori o frequentatori assidui di poligoni.
Con alcuni ci si ritrova in diverse esercitazioni, Svizzera, Polonia, Romania etc.
Io sono un caso anomalo, come sempre un po' idolo un po' pecora nera.
Una vita avventurosa, una quantità infinita di viaggi, esercitazioni in posti che persino loro si sognano, però fuori dagli schemi.
Non pago le multe, ho i debiti con le banche, ho disertato dalla Legione Straniera, non ho la loro mentalità inquadrata.
Non mi divertono le battute sessiste, non mi dà fastidio chi vive la propria sessualità con riserbo e rispetto per gli altri, non mi faccio problemi a parlare della mia vita, mentre molti non vogliono neanche essere fotografati, per loro sono esercitazioni in incognito, ma non siamo Gladio.
La cosa che accomuna gli italiani, e parlo di soldati o ex, di gente abituata a combattere, fisicamente abbastanza prestante, (e questa cosa la percepisci solo nei popoli dell'Ovest: tedeschi, francesi, inglesi), è l'indottrinamento ad un rispetto eccessivo di chi ci sta invadendo.
Gli idioti di sinistra, immaginano che i militari si stiano addestrando per chissà cosa, ma anche la destra immagina che esista una sorta di Eurogendfor, pronta intervenire senza regole, vede la NATO come un pericolo, mentre italiani e tedeschi in particolare sono i più innocui.
Ai secondi, i tedeschi è stato inferto nei decenni un tale senso di colpa che se solo fai una battuta su Hitler, sulle SS o sugli ebrei, si ghiacciano.
I soldati italiani, magari sono anche fanatici di armi, ma non aspettatevi che vi difenderanno contro nordafricani, clandestini, certi addirittura usano il termine di colore, per non offenderli.
Loro e le forze dell'ordine europee, (mi riferisco sempre a Europa dell'Ovest... Polonia, Bulgaria e altri paesi dell'Est è tutta un'altra storia, ordine, solo gente Bianca, nazionalismo), hanno comunque ricevuto un indottrinamento alla tolleranza, al fatto che tutti gli esseri umani siano uguali, a proteggere tutti, senza distinzione, fino ad annullare totalmente l'idea di Nazionalismo.
La Patria è qualcosa di cui andar fieri alle parate, alle feste nazionali, ma se c'è da calpestare i diritti di qualcuno, diventano peggio dei pacifisti, fino a tirare fuori discorsi su noi che li abbiamo colonizzati etc.
I militari degli altri Paesi, erano più coesi, più uniti, noi ognuno in piccoli gruppi, sempre competere: noi siamo meglio di voi, noi abbiamo sparato meglio.
È sempre stato così, da quando ho fatto il militare nel 1987.
Dei nevrotici, neanche capaci ad aspettarsi per andare a far colazione al mattino.
In linea di massima, posso assicurarvi che siamo un popolo di cagasotto, forti con i deboli e deboli con i forti.
Chiunque si scaglia contro questi stranieri stupratori, stragisti e fomentatori di guerra civile, non verrà aiutato da nessuno, ma sarà incriminato e messo alla gogna.
Tutto ciò a cui state assistendo è solo campagna elettorale.
Io voglio illudermi che qualcuno farà la differenza, e sapete chi intendo, ma lo scoprirò solo quest'estate.
In Legione Straniera, dicevano che i carri armati italiani sono famosi per la retromarcia.
Poi sicuramente c'è El Alamein, checkpoint Pasta (un nome tra il ridicolo e l'umidiante) ci sono due o tre battaglie famose, ma la stragrande maggioranza ha voltato bandiera in guerra e lo rifà ogni giorno, in ogni occasione in cui c'è ad aiutare il prossimo.
Non si può cambiare il mondo, ma si può con piccoli gesti di coraggio, quotidianamente, migliorare la vita della nostra società, proteggere i deboli, allo stesso modo in cui si porta la borsa della spesa ad un anziana, ognuno con le proprie forze e capacità, può rendere la vita difficile a chi ci sta rovinando l'esistenza.
Ma per la maggior parte degli italiani, non funziona così, finché il problema non li tocca, finché qualcosa di terribile arriverà come un fulmine a ciel sereno nella propria vita o in quella dei propri familiari.
Tante parole, tante simulazioni, zero sostanza.
Abbiamo visto ieri a Milano, immigrati che prendono a bastonate italiani e la gente che grida dalla finestra, l'insulta, li chiama bestie, animali, ma senza scendere.
E sono tanti, molti di più degli aggressori.
E non cominciamo con:"Ah, se succedeva al Sud...", "Da noi al sud non si permettono", ricordatevi che Milano è ormai abitata per l'80% da immigrati del Sud.
Da Bolzano a Siracusa, gli italiani sono tutti uguali, togliendo qualche caso eccellente, pensano a tirare a campare, alla partita di calcio, allo stipendio e la pensione e a magnare, preoccupandosi anche di non essere troppo razzisti, non si sa mai che perdono qualche cliente.
Gli unici, che stanno dimostrando di avere un po' di coglioni in questo momento, sono i genovesi, ma non mi meraviglierei se si venisse poi a scoprire che sono ultrà e lo fanno più per tifoseria, più che per orgoglio nazionale o peggio ancora, per conflitti di zone di spaccio.
In ogni caso dureranno poco, perché presto li individueranno e pagheranno, perché il Governo e chi lo difende, sono contro di noi e dalla parte degli invasori, non aspettano altro di onorificiarsi di qualche arresto.
Un po' come le poliziotte inglesi, che sui social si vantano di aver arrestato gli aggrediti bianchi e non gli immigrati che li avevano attaccati.
Siamo una società terminale, e ad un malato terminale, prima stacchi la spina meglio è."
(A.C.)















