Hollywood NON CAPISCE il Mito: ecco come Nolan distruggerà Omero

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@pettirosso1959
Hollywood NON CAPISCE il Mito: ecco come Nolan distruggerà Omero

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Mi preoccupa questa novità.
Mi sembra un decimillimetro verso la necessità di coprire il corpo della donna "per non sessualizzarlo".
Meglio mettere dei pantaloni al ginocchio, meglio lunghi, meglio una gonna così non si individuano le gambe, meglio una palandrana, meglio nera...
Faccio un esempio banale, Elodie si esibisce nuda per la libertà del corpo femminile e la lotta alla super patriarcazzola e la stessa fazione politica vuole l'esatto contrario?
La malazia e le deviazioni malsane sono negli occhi di chi guarda.
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A me preoccupa che questi non riescano a fare pace col cervello.
È possibile passare qualche giorno in pace, liberi dal terrorismo mediatico?
Se c'è troppo caldo non va bene, ma se è troppo fresco neppure. Sfugge il concetto di media, eppure era chiaro persino a Trilussa.
Se uno magna un pollo e l'altro no, mangiano entrambi mezzo pollo!
Sarà il GanBiamenDo GlimaDiGo...
ecco.
Sono qui a bologna che mi mangio questi magnifici tortellini al kebab preparati da nonna aisha.
Oh la tradizione è sempre la tradizione.
Ottimo!

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Bartolomeo Mitraglia su Twitter X
Recepisco una contestazione che mi è stata mossa e che suona così: “dici che il male arriva sempre da sinistra e che esistono due mondi paralleli fra loro, ma questi sono solo slogan che utilizzi per confermare la tua tesi”.
Questi non sono slogan: sono espressioni sintetiche dietro cui esiste una mole di fatti, episodi, dati, evidenze. Tutto questo materiale può essere vero o falso. Se è vero, la tesi non ha bisogno di slogan perché è sorretta dalla sua stessa consistenza. Se è falso, basterà confutare quei fatti, quegli episodi, quei dati, quelle evidenze, mostrando l’inconsistenza di quella tesi.
Cosa sono i due mondi? Non luoghi fisici, bensì una contrapposizione tra il sapere e il non sapere, tra l’informazione che passa dai social come X a quella che passa dai media novecenteschi, tra verità che vengono rimosse ed altre che vengono costruite al solo scopo di indottrinare, indirizzare.
Se, ad esempio, scrivo che esistono dei documenti che provano che l’ex presidente canadese Justin Trudeau falsificò dei report per catalogare i camionisti come “estremisti” per poter utilizzare su di loro procedure “speciali” al fine di spegnere le loro proteste, questa informazione può essere vera o falsa, resa nota o censurata. Da qui i due mondi: c’è chi sceglie di rendere palese questo crimine e chi opta per tenerlo nascosto, con un grado di interesse sull’argomento più o meno insistente a seconda del proprio coinvolgimento.
Se esistono decine di migliaia di testimonianze, confessioni, interviste, rapporti sugli stupri della comunità islamica pakistana in Gran Bretagna e tu, media novecentesco, sistematicamente opti per non informare il cittadino, lo fai per uno scopo che non è certamente quello della non importanza della notizia. Se, parallelamente, fingi che la polizia britannica non abbia ricevuto ordini per dare la caccia ai bianchi colpevoli di reati di opinione sui social, lasciando correre le violenze degli immigrati, nonostante storie che emergono in modo inevitabile come quella di Henry Nowak, ecco che stai costruendo attorno al tuo pubblico uno scenario di disinformazione indiretta, di tacita accondiscendenza verso determinati comportamenti delittuosi che non devono essere resi noti. A meno che tu non dimostri che essi siano frutto di fantasia, di narrazione.
Se Donald J. Trump pubblica tutti i documenti che dimostrano in modo inconfutabile che le elezioni del 2020 furono rubate dai Democratici i quali provarono a ripetersi quattro anni più tardi, le circa 800 pagine, i 2517 atti giudiziari e le decine di email sul coinvolgimento della Cina rilasciate questa notte o sono vere o sono false. Se elimini dall’equazione la pretesa dei Repubblicani di far passare la legge sul SAVE ACT che obbligherà ogni singolo Stato americano a chiedere un documento di riconoscimento prima di votare, evitando dunque che possano farlo gli immigrati come hanno fatto per stessa ammissione dei senatori Democratici i quali hanno candidamente ammesso in questi giorni che opporsi a quella legge serve a tale scopo, perché non dovrei credere che esista una volontà precisa di non rendere noto ai lettori o ai telespettatori che in California e Minnesota, i clandestini votano e votano a favore dei Democratici?
Se uno youtuber scardina il sistema “Minnesota” che ha permesso alla comunità somala di rubare miliardi di dollari attraverso asili nido fantasma che servivano come specchietto per convogliare su di essi fondi di assistenzialismo, per poi essere dirottati nelle tasche di associazioni terroristiche in Africa o riciclati per favorire la campagna elettorale dei Democratici, questa vicenda può essere vera o inventata. E perché nessuno negli Stati Uniti è riuscito a dimostrare fosse inventata? Perché ci sono documenti, video, fatture, edifici vuoti, numeri di telefono inventati e la stessa confessione del governatore Tim Walz a fare da ciliegina sulla torta. E tu lo sapevi? Sì, se sei su X. No, se credi che il TG2 sia l’oracolo della veridicità di ciò che ti circonda o che la Repubblica sia fonte di sapere.
E così via, su mille tematiche che ho provato a trattare in questi ultimi anni, magari non sempre correttamente, magari evitando sfumature a me scomode, volutamente o meno, ma sempre con una bagaglio di informazioni che il “nemico” può sminuire utilizzando tecniche comunicative atte a galvanizzarsi, ma raramente confutare, demolire, inficiare.
Questo mondo parallelo, costruito sul non sapere sistematico e sul rigetto della verità e sull’espansione del proprio dominio morale ha un autore che si chiama “sinistra”. Frodi elettorali, frodi con la comunità somala per sottrarre centinaia di milioni di dollari dalle tasche dei cittadini, la lettera con cui il proprietario di Facebook ammetteva che Joe Biden avesse ordinato lui di bloccare contenuti e profili social di scienziati, opinionisti, giornalisti ostili alla gestione della finta pandemia e alle prime avvisaglie delle responsabilità di Fauci, patti tra gruppi femministi e mondo islamico radicale, assoggettamento dei Verdi In UK ai Fratelli Mussulmani per stessa ammissione di entrambi, marce a favore di delinquenti stranieri come Rami, manifestazioni antifasciste che finiscono con la distruzione di auto e vetrine e ferimento dei poliziotti, opposizione ad un referendum che in minima parte avrebbe tentato di scardinare l’intoccabile magistratura e tanto altro. Tutto questo non è mai ricollegabile ad una “destra” imperfetta, magari incapace, spesso subdola, a volte complice. Tutto questo è sempre attribuibile ad una “sinistra” che in alcuna maniera migliora la vita dei cittadini, nemmeno di quelli che di essa fanno parte e che sono costretti a mentire a se stessi per placare la convinzione di essere fruitori e anima di quel male a cui hanno aderito. spesso senza nemmeno sapere il perché. “Dalla sinistra arriva sempre il male” ha la stessa valenza solida e inconfutabile di qualsiasi altra espressione che mostri l’ovvio, perché quell’ovvio è frutto di una conoscenza e di una storia che viene assimilata come propedeutica all’espressione finale, al sunto che non è mai uno slogan vacuo, risultato di una dialettica evanescente.
Sarà un chiarimento definitivo questo post? No, ma a me piace scrivere.
Dopo la condanna definitiva di Mario Roggero, l’articolo critica la decisione della Cassazione e invoca un atto di clemenza per il gioiellie
Si può condannare praticamente all’ergastolo un uomo che per 72 anni ha condotto una vita onesta, lavorando e rispettando la legge, e che, di fronte a un sopruso e a una minaccia, ha reagito? Si può costringerlo a passare i suoi ultimi anni dietro alle sbarre? lo penso di no e credo che un atto di clemenza sarebbe opportuno. Tuttavia, non mi faccio illusioni: pur essendo stato sollecitato, anche con l’avvio della procedura da parte del ministro Carlo Nordio (che il presidente, convocandolo al Quirinale, ha voluto subito chiamare all'ordine, rivendicando a sé il diritto di dispensare clemenza), temo che Sergio Mattarella non gli concederà la grazia. Roggero non è Nicole Minetti, che ha ottenuto in tutta fretta un provvedimento di clemenza per motivi speciali. E neppure è uno scafista, come quell’Alaa Faraj Hamad Abdelkarim adottato dalla sinistra radical chic e trasformato in martire e, perciò, graziato dal capo dello Stato. No, Roggero è un cittadino che, sentendosi minacciato, ha reagito. Cioè ha fatto una cosa inaudita. Lui è il simbolo di un fallimento, quello di uno Stato che non riesce a difendere i propri cittadini, perciò il gioielliere-pistolero non può passarla liscia, Spero di sbagliarmi, ma non credo che Mattarella lo grazierà, restituendolo alla famiglia: sarebbe un gesto di rottura.
fluidità navale
Ulisse torna a casa su una nave vichinga. L'imbarcazione dell'Odissea di Nolan è la Draken Harald Hårfagre, la più grande nave vichinga costruita in epoca moderna. Costruita a Haugesund, in Norvegia, prende il nome da Harald Bellachioma, il nostro primo re. L'Odissea è ambientata intorno al 1200 a.C. Navi come questa apparvero intorno all'800 d.C. L'epoca vichinga è più vicina a noi oggi che a Ulisse. Le navi di Omero erano galee nere, basse e aperte, abbastanza leggere da poter essere trascinate sulla spiaggia di notte. Non certo una nave drago di 35 metri costruita per l'Atlantico settentrionale. Esiste già una ricostruzione a vela di una nave da guerra micenea: l'Argo, con 50 remi, costruita a Volos, in Grecia. Nolan ha girato in Grecia, eppure ha scelto la nave vichinga. Questa settimana la Draken naviga lungo la costa norvegese per la prima a Oslo. Sarà la cosa più autentica sullo schermo. È ambientata 2000 anni prima.
una nave vichinga che si percepisce come nave achea...cos'altro ancora? 🥹🤡
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Gente da coltello.
Gli immigrati presentano un tasso di coinvolgimento nelle aggressioni con le armi bianche superiore del 550% rispetto agli italiani e la comunità nordafricana da sola copre il 22% dei reati.
Non è una sensazione. Sono i numeri elaborati dall’Istituto di Scienze Forensi sulle rilevazioni del Viminale per il biennio 2024-2025.
Ma il dato che toglie il sonno è che circa l’80% della quota straniera di questi reati è commessa da irregolari. Non da stranieri genericamente intesi.
Da chi non ha un permesso di soggiorno, da chi non dovrebbe trovarsi sul territorio nazionale, da chi lo Stato ha già dichiarato espellibile e poi ha lasciato libero di vagare con un coltello in tasca.
I casi più eclatanti sembrano uscire da copie con la carta carbone. Per pronta memoria eccone solo alcuni. Diversamente si dovrebbe riempire una enciclopedia.
👉🏻 L’algerino che ha sfregiato la ragazza a piazza Duomo era stato arrestato la sera prima. Per furto e danneggiamento. Rilasciato dopo la convalida. Ventiquattro ore dopo, una ventitreenne ha una cicatrice sul viso che si porterà per tutta la vita.
👉🏻 Redouane Moslli, marocchino, 43 anni, precedente per rapina. Finisce nel CPR di Macomer. Il giudice di pace non convalida il trattenimento. Esce con il foglio di via. Resta in Italia e uccide a coltellate Francesca Marasco, tabaccaia di Foggia.
👉🏻 Marin Jelenic, croato, ha in tasca un decreto di allontanamento firmato dal prefetto di Milano. Il 5 gennaio 2026 uccide il capotreno Alessandro Ambrosio a Bologna.
Ogni singolo aggressore era già dentro il sistema. Fermato, identificato, schedato, in molti casi già destinatario di un provvedimento di espulsione. E ogni singola volta il sistema ha aperto la porta e lo ha restituito alla strada.
Non per un errore. Non per una svista. Per un meccanismo strutturale che funziona esattamente come è stato progettato.
I CPR sono pieni, i giudici di pace non convalidano i trattenimenti, i fogli di via vengono ignorati senza conseguenze, le espulsioni non vengono eseguite perché mancano gli accordi di rimpatrio e il contenzioso sulla protezione internazionale blocca tutto per anni.
Non è un caso di cronaca che si ripete. È un ingranaggio.
Quanti nomi devono finire sulle lapidi prima che qualcuno riconosca la verità che nessuno vuole pronunciare? Un decreto di espulsione che non viene eseguito non è un atto amministrativo.
È una cambiale firmata con il sangue del prossimo cittadino che si troverà sulla traiettoria di una lama.
Il governo ha varato il Decreto Sicurezza, con la stretta sul porto di coltelli oltre i cinque centimetri e l’arresto facoltativo in flagranza. Ottimo.
Ma a cosa serve vietare un coltello a chi ha già violato un ordine di espulsione? A cosa serve l’arresto facoltativo se la convalida dura meno della nottata? A cosa serve costruire CPR se il sistema giudiziario li svuota con la stessa velocità con cui le forze dell’ordine li riempiono?
Non si può curare un’emorragia con i cerotti.
Ma il coltello non è solo l’arma dell’irregolare. È diventato l’arma dell’Italia.
I dati del Viminale dicono quello che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato impensabile: l’uso delle armi bianche ha superato quello delle armi da fuoco. Nel 2024, un omicidio su tre è stato commesso con una lama.
E il fronte che cresce più velocemente non è quello della criminalità adulta. È quello dei minorenni.
Gli omicidi commessi da minori in Italia sono aumentati del 150% in un anno. Da 14 a 35. Rappresentano ormai circa l’11% del totale.
Un dato in controtendenza rispetto agli omicidi complessivi, che continuano a diminuire.
Non è la violenza che aumenta. È la violenza giovanile che esplode.
A Milano, tra gennaio e ottobre 2025, 1.390 denunce per porto di armi da taglio. Il 10% a carico di giovanissimi. Le lesioni dolose commesse da minori sono cresciute del 48% a Milano, del 55% a Genova.
Il coltello tra i maranza è diventato quello che il coltellino svizzero era per i boy scout: lo porti perché appartieni al gruppo. Solo che il gruppo non pianta tende. Pianta lame nella carne.
E qui si apre il buco nero delle statistiche ufficiali.
Chi sono i maranza? Sono in gran parte figli di seconda generazione. Nati in Italia o arrivati da bambini. Molti hanno la cittadinanza italiana. E nelle tabelle del Viminale finiscono nella colonna “italiani”.
Questo significa che quel 550% non fotografa l’intero fenomeno. Perché il Viminale classifica per cittadinanza, non per origine familiare.
E chi ha il passaporto italiano scompare dal conteggio degli stranieri, qualunque sia la cultura della strada che lo ha formato, il codice del branco che lo governa, il rapporto con la lama che lo definisce.
Quanto pesa questa quota invisibile? Non lo sappiamo. Perché nessuno la misura.
E ciò che non viene misurato non scompare. Diventa semplicemente più facile negarlo.
Ci sono numeri che nessuno vuole sommare perché il totale fa paura. Ma i numeri non hanno ideologia. Non votano. Non si offendono. Tagliano, come le lame che raccontano.
E finché la sinistra e i media che le fanno da megafono continueranno a nascondere il righello per non misurare il problema, saranno i cittadini a misurarlo. Sulla propria pelle.
✍🏻 Roberto Riccardi
Bartolomeo Mitraglia
Disastro…

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Non potremmo mai immaginare quanti concetti profondi e maturi vengono fuori dalla testa delle massaie mentre stanno girando il sugo...
- Sbarco sulla luna per primo, il più classico dei classici: "Non siamo mai sbarcati sulla Luna! La bandiera sventola, le stelle non si vedono, il domopack sulle zampe del Lem e Kubrick era un imbecille".
- Energia Nucleare, al secondo posto un evergreen delle massaie gira-sugo... "Oddio! Le scorie! Le raDDiaZZioni!".
- Non potrebbero mancare le scie chimiche, ma ci mancherebbe: "Ci avvelenano dal cielo, moriremo tutti e anche male! -Maremma Maiala, m'è cascato il mestolo nel tegame-".
- Il complotto del sole: "Hanno bombardato la nostra stella con boNbe atomiche affinché ci arrostisca tutti con questo caldo!".
- Per ultimo il complotto dei complotti: "le Torri Gemelle sono state minate dagli americani cattivi (ebrei, per giunta) per riscuotere le assicurazioni, gli aerei sono stati un'invenzione dei Pink Floyd!".
Naturalmente il tutto girando il sugo.
E meno male che non si menziona la lobby dei "Dadi Per Brodo", la terribile organizzazione culinaria dei cuochi "Brucia-Soffritti"!
Che peccato, ieri sera la Norvegia ha perso 2-1 contro l’Inghilterra dopo i tempi supplementari ed è uscita dal Mondiale.
Per un momento ci avevo creduto, Davide contro Golia.
La nazionale di un Paese di appena 5,5 milioni di abitanti contro una delle potenze assolute del calcio mondiale.
È finita male.
Ma quella sconfitta non cambia il punto, anzi, forse lo rende ancora più evidente.
Erling Haaland non è il miracolo della Norvegia, ne è la conseguenza e questa, secondo me, è la differenza enorme che in Italia continuiamo a non capire.
Quando vediamo un fenomeno pensiamo subito: “Beati loro, hanno trovato Haaland.”
No, la domanda giusta è un’altra.
Come ha fatto un Paese di appena 5,5 milioni di abitanti a costruire una generazione con Haaland, Ødegaard, Sørloth, Nusa, Berge, Ajer, Larsen e decine di altri giocatori nei migliori campionati europei?
La risposta è quasi offensiva per quanto è semplice.
Hanno deciso che il calcio dei bambini non serve a vincere.
Serve a farli innamorare del pallone, in Norvegia fino ai 12 anni non esiste la corsa sfrenata alla selezione, non esiste l’ossessione di scegliere subito chi è bravo e chi no.
Si cerca di tenere tutti dentro il sistema il più a lungo possibile, perché sanno che alcuni ragazzi sbocciano a 10 anni, altri a 16.
E nessuno può sapere prima chi diventerà un campione.
Molti bambini praticano più sport contemporaneamente.
Sci, atletica, pallamano, calcio.
Anche Haaland è cresciuto così.
Non è stato rinchiuso in un campo da calcio a sei anni come se dovesse preparare la finale di Champions, ha sviluppato coordinazione, forza, equilibrio e soprattutto il piacere di fare sport.
E poi c’è una cosa che mi colpisce ancora di più.
La Norvegia non ha costruito il suo sistema pensando ai campioni.
L’ha costruito pensando ai bambini.
Per loro il successo non è produrre un Haaland.
È fare in modo che migliaia di ragazzini continuino a giocare anche a 18 anni.
Poi, da quel mare enorme di ragazzi che non hanno mai smesso di divertirsi, ogni tanto emerge un Haaland.
O un Ødegaard.
O un Nusa.
Perché il talento non nasce sotto pressione, respira meglio quando cresce libero.
Noi invece facciamo spesso il contrario, a otto anni trasformiamo una partita in un provino, a dieci litighiamo con l’arbitro, a undici ci picchiamo con i genitori degli avversari, a dodici cambiamo tre società inseguendo quella “più importante”.
A quattordici tanti ragazzi hanno già smesso.
La Norvegia ha dimostrato che esiste un’altra strada.
Ha investito negli allenatori, nei campi, nelle società di quartiere, lasciando che calcio di base e calcio d’élite crescessero insieme, senza considerarli mondi separati.
Ieri ha perso una partita.
Ma oggi raccoglie comunque quello che ha seminato.
Noi continuiamo a cercare il prossimo Haaland.
Loro hanno costruito il terreno dove i prossimi Haaland possono nascere.
In queste ultime ore i media di tutta Europa hanno rilanciato la notizia della gravissima crisi idrica di Berlino, crisi che avrebbe portato al razionamento dell'acqua e all'istituzione di multe decisamente elevate, fino a 50.000 € per i trasgressori dei numerosi divieti. Comportamenti così rigidi che nella multa è incappata una famiglia, rea di aver violato le limitazioni imposte dal sindaco berlinese ed il cui figlio di appena 7 anni è risultato trasgressore: avrebbe fatto una doccia con il tubo di irrigazione del giardino per rinfrescarsi...
Per comprendere queste notizie così drammatiche e questi limiti nell'impiego della seppur preziosa risorsa idrica va compreso chi amministra Berlino; ritratto nella foto con il "marito", il sindaco è appartenente ai verdi berlinesi e alle sigle LGBT, da sempre contro l'uso delle auto per motivi ambientali e per il razionamento delle risorse fondamentali, è stato eletto nel marzo 2026 ed ha assunto la carica l'1 maggio 2026.
Osservando, però, le reali condizioni idrauliche della principale risorsa di Berlino, in questo caso il fiume Mangafall, appare evidente che la decisione sembra essere motivata più da ideologia politica e allarmismo climatico che da un reale dramma-siccità a Berlino.
Il fiume non ha ridotto il suo livello e portata, anzi, è certamente in migliori condizioni rispetto agli stessi mesi dello scorso anno e, complessivamente, del 2025. Il valore massimo e minimo, come quello medio, differiscono di nulla; 77 cm il massimo, 75 cm il minimo, 76 cm il livello medio.
Durante lo stesso periodo del 2025 (16 luglio), il valore massimo raggiungeva a malapena i 52 cm, il valore minimo era identico, 52 cm.
Il fiume si caratterizza, anche, per avere notevoli escursioni di livello anche durante brevissimi periodi considerati e, per una legittima ed indipendente valutazione, allego nel primo commento il link del sistema di monitoraggio del fiume con le escursioni di livello osservabili per anno, mese e giorno.
A conferma di quanto affermo, le voci che giungono dalla Germania: le draconiane restrizioni sull'acqua verde sono state criticate duramente, poiché l'approvvigionamento idrico di Monaco è stato ritenuto da altri come non particolarmente carente.
La blogger tedesca, Kolja Barghoorn, ad esempio, sospetta che le drastiche misure di restrizione dell'acqua siano più per creare drammi ecologici che per una vera carenza d'acqua.
Kolja Barghoorn ritiene che le restrizioni non abbiano nulla a che fare con una crisi reale, ma tutto a che fare con il desiderio di crearne una per diffondere il panico.
Questo potrebbe creare problemi, gravissimi, sia per l'agricoltura, che per la salute pubblica. In Germania si è soliti usare acqua polverizzata per impedire che la polvere dei cantieri si possa diffondere nell'atmosfera urbana; cosa accadrà durante questo periodo di falsa emergenza? Si imporrà l'uso di mascherine per evitare problemi di inalazioni non desiderate o si creeranno artificiose crisi sanitarie da polveri inalate?
[Fernando Arnò]
LOVE BOAT. Scarlet Lady.
La nave da crociera a tema Lgbtq organizzata con duemila passeggeri a bordo.
Il governo di Ankara ha negato lo sbarco affermando che sulla nave ci sono persone «con comportamenti incompatibili con la nostra società e i nostri valori morali».
Così si è cambiata rotta, ma poi anche il Cairo ha negato l'ingresso nel Paese alla nave. Per gli stessi motivi.
Approderanno in Italia, accolti dai consueti fenomeni di sinistra che incoraggiano l’immigrazione islamica e sventoleranno bandiere arcobaleno e palestinesi intrecciate? Cioè di quelli che gli Lgbtq usano gettarli dal decimo piano per vedere l’effetto che fa.
Il mondo al contrario…
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Ecco, detto... Fatto:
Cioè, Trieste non entra nella storia per essere stato il porto dell’impero asburgico, non entra nella storia per essere stato il simbolo dell’unità nazionale nel 15 18, non entra nella storia per le foibe e le violenze titine.
Entra nella storia, perché arriva una nave di omosessuali e lesbiche.
Ma voi vi rendete conto a che punto siamo arrivati?
In Texas se spari ad un ladro che scappa con la sua refurtiva, e lo uccidi, hai diritto di farlo. Come nel famoso caso di Joe Horn, che sparò alle spalle a due ladri in fuga dalla casa del vicino e il grand jury non lo incriminò nemmeno. Nel caso del gioielliere italiano pare ci sia stata proprio una esecuzione, il che teoricamente non è permesso neanche in Texas, ma In genere il Grand Jury, che è la giuria popolare che deve decidere se devi essere mandato al processo, ed ha assoluto potere di decidere senza dare spiegazioni (sono stato io stesso grand jury a New York) non incrimina mai i commercianti che uccidono i ladri, perchè sotto sotto ritengono stiano facendo un favore alla collettività. Non li mandano neanche al processo perché ritengono il processo stesso una pena che ti prosciuga energie e risparmi. E tutti hanno abbastanza sulle palle i ladri. Ma quella è una cultura che si è forgiata nelle praterie del far west
L’Italia non è il Texas, c’è una sensibilità giuridica diversa, poca simpatia verso commercianti in genere, e più empatia verso i ladri. È un dato di fatto. E soprattutto un sistema giuridico dove le giurie popolari sono irrilevanti o quando ci sono vengono indirizzate dai magistrati. In Usa la giuria popolare decide da sola. Nessuno può essere nella sala. Non deve dare spiegazioni. Vale sia per il Grand Jury (che incrimina) che per il Trial Jury (quella che condanna).Se la giuria dice che sei innocente sei innocente e punto. Non deve spiegare. Quando ero nel grand Jury uscivano tutti dalla sala. Inquisitori e poliziotti. Decidevamo noi e nessuno sapeva come avessimo ragionato, né dovevamo dare spiegazioni. Suonavamo la campanella, arrivava il clerck e il presidente della giuria (di solito un volontario) gli diceva: da non incriminare. Punto e basta. Il gioielliere italiano sicuro non sarebbe stato incriminato dal Grand Jury, e manco sarebbe andato a processo.
Dite che volete, ma preferisco un sistema di giurie popolari ad uno di magistrati professionisti, perchè il giudice popolare non fa una carriera, giudica liberamente, e come cittadino mi sento più tutelato da un mio pari che da un magistrato professionista, che punta alla carriera. A tutti quelli che dicono eh ma se tutti si fanno giustizia da soli è il far west rispondo un’unica cosa: il far west è bello! [Piero Armenti]

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Il problema non è che Marianna Aprile si sente meticcia.
Il problema è che se non ti senti meticcio tu sei un razzista.
Ti spiego qui in parole semplici come è andata.
La Setta (7) incredibile covo di comunistoidi che si spacciano per giornalisti.
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Il problema non è che Marianna Aprile si sente meticcia.
Il problema è che se non ti senti meticcio tu sei un razzista.