"Ieri ho pianto tutto il giorno. Ma tutto, tutto!
Io, che non piangevo da dieci anni, avevo dimenticato il sapore della lacrima sulle labbra, le guance rosse e il respiro spezzato; le mani che tremano. 'Ma sono stato bravo io!', continuo a ripetermi, 'tanto il mio amico non si è mai accorto di nulla'.
Ero andato a casa sua solo perché volevo piangere e tra le mura della mia cameretta è impossibile. Solo per un momento mi ha guardato negli occhi e ha stretto le palpebre, insospettito: gli occhi viola non li puoi nascondere. Però sono sicuro che non lo abbia capito, perché ho dato subito la colpa all'allergia. Come se lui non sapesse che non ne ho mai avuta una."
"Chi glielo spiega alle persone normali che non è tutto così facile? Che quello che hanno loro è magnifico e nemmeno se ne rendono conto. Mi dicono come dovrei fare per riprendermi la mia vita, ma non capiscono che loro hanno gli strumenti per riuscirci, noi no. La loro scatola di puzzle è completa; nella mia, invece, continuano a sparire pezzi, giorno dopo giorno. Vorrei solo fargli capire che non è questione di volontà , è che ci hanno dato scatole diverse."













