si avvicina una coppia di mezza età al banco, come tipo nove clienti su dieci hanno la testa rivolta verso l’alto per leggere i gusti, lui dice, vai avanti che io sono indeciso, lei, no no fai prima tu che io gli devo fare un po’ di domande, e mi indica, io dico, signora ma domande sui gelati o domande su di me?
la signora scoppia a ridere, alla fine mi fa una sola domanda su un solo gusto, le dico, signora è stato semplice, ride ancora e vabbè, pensavo che la cosa finisse lì, dopo però ci troviamo in cerchio io la mia capa e S, la mia capa dice, io comunque non so come fai cioè se io o S dicessimo ai clienti le cose che dici tu ci manderebbero a fanculo ogni secondo, allora S dice, ma poi come gli vengono cioè cosa c’è nella sua testa io non me lo spiego infatti ora roberto fa parte di uno dei miei buoni propositi devo convincerlo entro facciamo il duemilaventisei a fare uno spettacolo stand-up, la mia capa dice, sarebbe incredibile, usa proprio questa parola, io dico, raga ma che dite guardate che una cosa è guardare una persona che hai davanti pensare a una battuta adatta e una cosa e scriverla e sperare che funzioni serve ritmo serve presenza scenica, S sorridente dice, tu hai tutto poiché vivi nella tua testa non hai idea come ti vediamo noi, io non sapevo più cosa dire, S ripete, stand-up duemilaventisei