[Capitolo 129 =/= episodio 35 (09x02)]
[ pannelli in foto vengono dalla VIZBIG Edition nella traduzione in inglese di Mari Morimoto.]
Comincerei proprio da qui, da questo punto, su cui so già che tornerò più volte perché è stato un'autentica rivelazione nella sua differenza sostanziale rispetto all'anime.
Si tratta di uno di quei momenti che sono come uno snodo cruciale, in cui non si sa quale sarà la strada da qui in avanti, uno di quei momenti in cui tutto è possibile.
Nell'episodio 35 (09x02), conclusosi lo scontro decisivo tra Inuyasha e Sesshōmaru, ogni cosa tornata a una più calma normalità, mentre ognuno riflette sull'accaduto, Tōtōsai rievocando la scena, sembra non avere idea del perché Tenseiga abbia protetto con la sua barriera il corpo di Sesshōmaru nel momento in cui veniva squarciato dalla Cicatrice del Vento, si limita a suggerire che il fratello di Inuyasha debba essere diventato in qualche modo più forte. Diversamente, nel capitolo 129 del manga (volume 7 della Wide Edition) Tōtōsai, pur ammettendo di non comprendere come ciò sia possibile, afferma con sicurezza che se Tenseiga ha protetto Sesshōmaru lo ha fatto perché ha riconosciuto in lui, sebbene ancora riluttante, il suo vero padrone.
Siamo ormai consapevoli a questo punto della storia che una spada, una spada demoniaca oltretutto, è molto più che un semplice oggetto, ha una sua volontà, è parte di colui che la possiede, spada e padrone sono o sono destinati a diventare una cosa sola, comunicano, si ascoltano a vicenda, crescono insieme, instaurano un legame indissolubile. È chiaro dunque che Tenseiga, l'odiato cimelio che tuttavia Sesshōmaru è incapace di buttare via, ha sentito qualcosa nel demone, qualcosa che per ora non è visibile a nessuno, neppure a lui stesso, un seme che potrà germogliare o morire. Allo stesso modo Tenseiga potrà manifestare il suo vero potere o restare per sempre muta, inutile. Tutto dipenderà dal cuore di Sesshōmaru.
P.S. Ti prego Tenseiga parla, parla anche a noi, dicci cos'è che hai visto 🥺🥺🥺
[Corrispondente versione italiana della Wide Edition nella traduzione di Marco Franca.]