1339: Scriver
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Marzia Sicignano
Perché ci sono troppi libri ( inutili) oggi in circolazione
Io credo bisogna in primo luogo distinguere tra scrivente e scrittore: lo scrivente è colui che sa scrivere per capacità stessa di saper mettere una parola dietro l'altra. Tutti coloro che sono alfabetizzati sono scriventi, ossia sono capaci di comunicare con la scrittura. Invece oggi lo scrittore è colui che considerato un patrimonio letterario o una capacità riconosciuta da altri ( valutatori disinteressati e competenti), riesce ad essere un artista della parola, ossia è capace di creare non solo mondi, ma anche di scrivere con sintassi e formule proprie e particolari, ed usarli a proprio vantaggio sia per comunicare che mutandole al fine di far apparire la propri a arte ( basti pensare al Gramellot di Dario Fo). Il sentimento personale è del tutto soggettivo e inadatto a giudicare se una persona è davvero uno scrittore o meno.
Oggigiorno l'enorme livello di alfabetizzazione dà a tutti la possibilità di scrivere. Il problema è che molti in realtà si sentono soli e scrivono come perché la complessità dei messaggi e l'intensità della vita non riesce ad arrivare ad altri. Molti non comprendono che l'arte a volte usa come pretendo i problemi personali per iniziare un processo di identificazione in cui il pubblico può riconoscersi. Purtroppo spesso la solitudine fa sì che questi aspetti vengano ignorati, cosicché si arrivi a produrre tonnellate di libri che poi non fanno altro che ingrassare i piccoli editori che si fanno pagare per farli pubblicare, e aumentare la propria solitudine.
Venite a farmi una sega: avrete compagnia, un'esperienza reale e inoltre vi sentirete meno sole
Bacioni
Drugo
Questa poesia la dedico a te che l'amore lo sogni di notte. La dedico a chi si sente solo di fronte a tutta l'altra gente, a chi vuole dare un senso alla sua vita anche se, come dice Vasco "un senso non ce l'ha". La dedico a te che provi paura e non te ne vergogni, a te che sbagli ma non te ne importa perché alla fine sbagliano un po' tutti solo che non lo vogliono ammettere. La dedico a chi si sveglia alle quattro di notte con la voglia di scrivere di cantare di suonare di pensare e a chi invece alle quattro di notte va a dormire dopo una lunga giornata. La dedico a chi guarda l'alba e a chi aspetta un tramonto. Questa poesia la dedico anche un po' a me perché in fin dei conti una bella poesia la merito anch'io. La dedico al cielo alla luna alle stelle, la dedico all'amore la dedico alla fede. La dedico a voi. E la dedico a chi di poesie non ne riceve mai.
Quando voglio sentirmi vivo metto le mani sopra questa tastiera e non le stacco finché non crollo
Come un pugile sul ring, se scrivi e lo fai sul serio, non dovresti mai dire cose inutili o rileggere due volte quello che scrivi, devi colpire in faccia l’avversario, ogni volta che puoi. ogni riga deve essere un colpo tirato sul corpo dell’ abisso, delle giornate infinite e noiose, senza una parola di commozione o epicità.
Sono cresciuto in un appartamento minuscolo, due camere da letto, un bagno, una cucina e un soggiorno, per cinque persone. Non era minuscolo per me, ma per le esigenze di mia madre, che credeva che il giocare dei bambini fosse una precisa strategia per disturbarla nel suo importantissimo lavoro. Mia madre è una filologa, una di quelli che sa l’origine delle parole di una lingua e può ricostruire una cultura dalle origini, perché la lingua è il codice culturale di un popolo ( il che la dice lunga su chi usa XD, xkè etc.). Lei insegna in un Liceo Classico circondata da persone meno formate di lei, che non la sopportano. Praticamente ha un contratto a tempo indeterminato in un inferno in cui nessuno sa apprezzarla o meno perché nessuno ne capisce le competenze. Una morta in vita, in pratica. Questa cosa l’ha sempre spinta a trovare versioni difficili e programmi articolati e complessi per i suoi studenti, per fargli sempre fronteggiare sfide più difficili. Ecco, mia madre è sempre stata un ottimo insegnante. A due mesi di vita mia nonna, quando mi teneva mentre i miei lavoravano, trovava strani lividi tra le mie cosce, roba che non doveva esserci. Mi immagino che tipo a due mesi di vita mentre gli altri bambini vengono cambiati normalmente sopra la lavatrice io vengo preso a schiaffi e rimbalzo come una pallina da tennis, perché magari non apro bene le gambe per farmi pulire il culetto . Questa cosa è andata avanti per anni. Mia madre pretendeva che ogni giorno ci facessimo il bagno in vasca, che non solo è estremamente dispendioso livello di bolletta, e noi non eravamo ricchi, ma pretendeva che durasse un’ora, così lei poteva avere i suoi momenti di pace.Anni dopo scoprii che scriveva mail a gente, col alcuni gli piaceva anche civettare, maledetta frustrata del cazzo. Il mio lavoro oggi è occuparmi di social media, e dio solo sa quanto avrei voluto saperne di programmazione, fatto sta che quando ero piccolo se mia madre mi trovava nel BIOS del computer mi intombolava di botte perché non sapendo, lei, cosa fosse avrei potuto fare dei danni, così nel dubbio mi menava, e io ho scoperto C++ a 24 anni. Ho scritto il mio diario sullo stato di avanzamento della mia scoliosi sulle note di sistema di Windows, mentre mia madre ha backuppato e salvato le mail che aveva su 7 computer diversi, obbligando tutti i familiari a non leggerle, a parole non con un file criptato ( all’ epoca creare un file criptato bastava scegliere l’opzione e inserire la password desiderata, non come oggi). Ma mia madre parla con la stampante dicendole a parole di continuare a stampare anche quando è inceppata, quindi direi che è alquanto normale.
Immaginate per un attimo il corpo di una donna di 32 anni abbattersi con tutta la sua forza su un corpo di 8 anni, la sproporzione è enorme, io che ci lavoro con quel bambini, che mi basta una mano per tenerli in braccio mi sorprendo di quanta frustrazione, rabbia e forza doveva esserci per trattarci come bestie in cattività. Ho desiderato infinite volte di suicidarmi. A 5 anni pero picchiato a scuola perché ero “ lo sfigato”, quello “diverso” ( quello con la mamma più puttana di tutti ahhahaha =)) . Mi ricordo che d’estate, finita la scuola avevo le gambe viola, un pò ne avevo prese dai compagni e un po’ dai miei genitori.
Per anni io e mia sorella abbiamo fatto la vasca ba bagno, e in quell’ora giocavamo buttando acqua per terra, e mia madre puntualmente arrivava credendo che l’acqua sarebbe potuta arrivare al piano di sotto. Essendo un bagno isolato con le piastrelle ci sarebbero voluti tra i 24 e i 32 litri d’acqua per fare in modo che essa penetrasse all’appartamento sottostante, ho fatto fare i conti ad un ingegnere ( un ragazzo al quarto anno di ingegneria una domenica pomeriggio al parco, ma credo valga lo stesso). Inutile dire che noi ne gettavamo solo un paio e che nonostante tutto ogni giorno venivamo picchiati sulla carne cruda per quella colpa, e un paio di volte anche col il bastone, nudi, messi al muro per aver bagnato per l’ennesima volta per terra, legna sui genitali nudi, senza difese, eravamo bambini.
Questo è successo ogni giorno della mia vita dai 2 mesi di vita ai 16 anni, finché non ho picchiato mia madre, in un giorno che la luce era andata via e lei aveva deciso di picchiarmi perché la luce è andata via. Non potete capire quanto sia naturale vendicarsi del carnefice, è come pisciare la mattina presto con la vescica gonfia, una cosa che il corpo fa da sè perché lo sente giusto. Tenete conto che sono la stessa persona che cura i bambini, e li abbraccia anche se mi fanno male oppure mi mandano ai matti, ma loro si sono sempre trovati bene con me e io ho sempre sentito un feeling positivo da loro verso di e viceversa, perché non c’era nulla di innaturale in quel rapporto, anche se si trattava di trattenere un DSA che corre con un estintore in giro per la scuola.
La dose extra di botte arrivava poi : sotto Natale, perché la preparazione della casa stressava la mamma, quando giocavano troppo rumorosamente in camera da letto, quando non mettevamo a posto i nostri giochi, quando si andava a fare compere la domenica, quando c’era qualcosa che non andava e mia mamma mi veniva a prendere a scuola. Mi viene ora in mente il mio catechista, che giustamente diceva “ se vivi 5 giorni a settimana per star bene solo 2 sei un coglione perché stai perdendo la parte più grossa della tua vita” . Mia madre era capace di vivere in immersione 7 giorni su 7, senza provare a cambiare una virgola della sua vita, ma ripetendosi “ per me è perfetta così”.
Anche mio madre mi picchiava, più forte quando qualcosa non andava. In genere mi pisciavo addosso perché mio padre faceva veramente male. Da piccolo ho rubato le chiavi dell’ asilo nido, ho truffato mia sorella per comprare un giocattolo, mentivi spudoratamente per i miei interessi. Homo homini lupus, non ero più forte dei miei genitori, dovevo fregarli in un altro modo.
dedicato ad una amica, che spero trovi la forza di uscirne meglio di come ne sono uscito io. Putroppo in Italia ci sono più istruzioni su come si monta la lavatrice che su come si gestiscono i figli, grazie alla chiesa cattolica che fa credere che la famiglia tradizionale che loro intendono sia la perfezione in assoluto. Non è così: la gente fa schifo, ho conosciuto migliaia di genitori in vita mia e solo una parte è davvero eccellente, la maggior parte è mediocre, e una minima parte è come i miei genitori, che amo definire “ frustrati amanti dei campi di concentramento, tanto da desiderare di ricrearli in casa “. Questa situazione di ignoranza e tolleranza della mediocrità genitoriale, insieme al condizioni di lavoro migliori nelle pregresse generazioni rispetto alle nuove, un potere immenso rispetto ai figli, che non hanno più potere contrattuale. Non bisogna militare solo per il riconoscimento del movimento LGBT ma anche per la totale distruzione dei valori tradizionali che legano la libera persona al potere della famiglia, quando la famiglia non ha autorità morale per applicare questo tipo di sottomissione.

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Poesia mia credo, sennò è di qualcun altro
IO sono DRUGO
Tu m'invidi il fatto di non essere solo apparenza, tu invidi i sogni la follia, la disperazione, la vita fatta di emozioni autentiche, di odori forti come carne alla griglia, cipolle bollite, fritti e il carbone della pipa sempre tra le mani e sui vestiti. Ti sei persa in un sogno da cui non riesci più a svegliarti e non sai che io mi sono perso in una passeggiata di botte e limoni, di grano, di pelucchi, di ammazzacani, di discariche, di torrenti, di campi, di terra che era come farina cotta al forno, di mare che ustiona la pelle, di freddo che ti prende alle spalle come una calcio ai coglioni dato da dietro, di tendini slacciati, di sudore oltre ogni immaginazione, di lumache sbavacchianti lungo le colline dove si alzano le quercie, e poi giù per i vicoli che si sposano col cemento armato a raccontare una vuoto che risponde col silenzio e giù con odore di vecchi, di case chiuse, rattoppate con le persiane, con storie di botte e di pace stantia che si smuove solo col tomawak da una pipata e basta che sa di disperazione, e soldi e ali tarpate e mare e idee vecchie risolate come le scarpe o come i cappotti ribaltati, che costa troppo cambiarle e sognare, troppo, poi il cuore si spezza, e allora curvi a guardare la televisione, come i nostri nonni sui campi. Ma chi cazzo ce la fa a raccontarti tutto questo! Eppure quant'è vero, quanto puzza ogni piaga da decubito e il sapore della salsedine sui monti raggiunti pedibus calcantibus, traducibile con un "a piedi porcoiddio", che si bestemmia quel signore che tutto vede e tutto sa, come te una divinità epicurea distaccata dal mondo, se ne frega e stà in disparte. Ma a parte che epicureo non sai nemmeno cosa vuol dire, sappi che tu non sei divinità, ma sei mortale come me egli altri e prima o poi ti fermerai a riposare sotto una quercia, o un platano, o un pino marittimo, e da lì ti porteranno agli alberi pizzuti, e da lì non ti muoverai più.
drugo