LVTVM - Adam (2015, Cave Canem D.I.Y. / Lizard Records)
Cercate un album dalle sonorità lente, pesanti e fangose? Vi piace lo stoner, soprattutto se mischiato ad hardcorismi granitici, atmosfere post, scivolate psichedeliche? Bene, allora addentratevi in Adam dei LVTVM. Fatevi prendere per mano dai due bassi (sì, un basso per ogni orecchio), dai synth e dalla martellante batteria.
Il quartetto, in questo concept sulla vita del primo uomo, si adentra in intrecci distorti e pesantezze a volte doom, altre sludge. Dopo il pesantissimo inizio di Session I, si passa ad una schizofrenica Twalking che mischia sapientemente momenti tastieristici al limite della psichedelia con un finale che scivola in una sorta di funk-stoner (addirittura ballabile). Sette minuti che regaleranno un bel po' di soddisfazioni sia al vostro cervello che al vostro corpo.
Le distorsioni che affiorano di tanto in tanto, magari in un pezzo tipicamente post (come The Dreamer o Hybris), sono l'aspetto migliore di questo disco. Mai troppe, mai troppo poche. Anche quando prendono in piede in quello che può sembrare (per durata, decisamente più ridotta rispetto agli episodi precedenti e successivi) solo un semplice intermezzo (Internal Disease) ma che in realtà nasconde al suo interno un'anima dannatamente punk: parte in una sorta di cyber-punk lineare sul quale si adagiano campionamenti vari.
Tremorz è una martellante e distorta cavalcata condita da psichedelie tastieristiche che piano piano si "spegne" in quello che può essere considerato il vero e proprio episodio post-rock dell'intero disco: Gnosis, quattro minuti di riff ed atmosfere che riportano ai padri del genere, senza niente da invidiargli.
Un continuo alternarsi di calma e rabbia, accellerate e frenate brusche, esplosioni e disinnescazioni: prendete Fthonos Theon che racchiude al suo interno i due sentimenti contrastanti. Si parte con calma, si esplode, si frena covando dentro il seme della violenza che dopo poco, pochissimo, esplode in tutta la sua rabbia e sconfina nella finale Nemesis che con il suo incedere stoppato porta a conclusione un disco granitico.
Per gli amanti di determinate sonorità (quelle elencate ad inizio articolo) questo è un disco da non perdere assolutamente. Per tutti gli altri, beh, pure. Fidatevi di me.
vi consiglio l’ascolto di: Twalking.