Da Lucrezio: che gli dèi vivono in un intermondo, in un interstizio fra le cose, che il buon dio non dimora soltanto nel dettaglio, ma, innanzitutto, nell’esile varco che separa ogni cosa da stessa. E che l’arte di vivere e di farsi divini implica la capacità di abitare non la casa, ma la soglia, non il centro, ma il margine – di interessarsi, in una parola, non alla santità, ma all’aureola.
Giorgio Agamben
















