“Impara dai fiori a essere paziente, ad aspettare. Perché i fiori lo sanno che dopo un gelido inverno arriva la primavera. Bisogna solo avere pazienza, credere nelle proprie forze.”
— Ferzan Özpetek
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“Impara dai fiori a essere paziente, ad aspettare. Perché i fiori lo sanno che dopo un gelido inverno arriva la primavera. Bisogna solo avere pazienza, credere nelle proprie forze.”
— Ferzan Özpetek

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Enrico Galiano, “Una vita non basta”.

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Sono uno di quelli che chiude tutto dentro,
mette i sorrisi nello stesso posto del dolore,
nasconde i giorni belli insieme a quelli storti,
come se il cuore fosse un cassetto senza fine.
Tengo dentro le parole che vorrei dire,
le delusioni, la rabbia, le mancanze,
tengo dentro perfino ciò che mi rende felice,
perché ho imparato a fare silenzio
più di quanto abbia imparato a parlare.
E resto così,
giorni, settimane, forse mesi,
a riempirmi di cose mai dette,
fino a sentire che iniziano a divorarmi piano,
come se dentro avessi una guerra
che nessuno sente.
Poi arriva quel giorno maledetto.
Magari una giornata pesante,
lo stress che pesa sulle spalle,
una parola detta male,
una cosa piccola che sembra niente.
E crolla tutto.
Esce ogni cosa insieme,
senza ordine, senza respiro,
come un fiume che rompe gli argini dopo troppo tempo.
Escono ferite vecchie,
pensieri dimenticati,
persino parole che non penso davvero,
parole che nella mia testa
forse non esistevano nemmeno.
Ed è brutto.
Perché mentre parlo mi sento perso,
come se stessi guardando qualcun altro parlare al posto mio,
come se mesi di silenzio
stessero urlando tutti nello stesso istante.
Poi finisce.
Resta il vuoto,
resta quel silenzio strano dopo il caos,
e per un attimo mi sento leggero.
Ma la verità è che torno sempre lì,
al punto di partenza.
Faccio spazio dentro di me,
non per stare meglio,
ma per ricominciare a riempirmi di nuovo.
(LM)
“È nell'amore per le donne che mi perdo.”
Fuori (2025) di Mario Martone e Ippolita Di Majo