Vorrei che tutto questo finissse. Finisse l'imbarazzo, il non parlare, l'essere freddi e distanti, ignoti, sconosciuti. Vorrei solo finisse per essere solo più amici, come prima, come molto prima. Senza avere più remore.

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Vorrei che tutto questo finissse. Finisse l'imbarazzo, il non parlare, l'essere freddi e distanti, ignoti, sconosciuti. Vorrei solo finisse per essere solo più amici, come prima, come molto prima. Senza avere più remore.

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Forse il lieto fine è solo andare avanti. O forse il lieto fine è questo: sapere che nonostante le telefonate non ricevute e il cuore infranto, nonostante le figuracce e i segnali male interpretati, nonostante i pianti e gli imbarazzi, non ho mai e poi mai perso la speranza .
Non so bene da quale discorso sia riemerso, ma tutto insieme è risalito alla memoria il primo impatto con la spiaggia nudisti. Sono una persona tutto sommato timida ma non per la nudità che è normale. Magari provo pudore ad esternare un sentimento ma non a tirar giù le mutande. Questo ora, a diciotto anni un po' meno. Storiella estiva, diciotto anni da compiere, sono esile, moro, capelli alle spalle e scurissimo di carnagione, conosco Jonna e Maria, due ragazze svedesi in vacanza qui al mare con le famiglie. Comincio ad uscire con Jonna, ci piacciamo e i suoi sono carinissimi con me. Così carini da invitarmi a passare una domenica in spiaggia con loro per darci modo di stare insieme dato che la passeranno fuori. Domenica mattina presto, mi passano a prendere, salgo in auto con loro e partiamo per non so bene dove insieme ad altre due auto di loro amici. Un oretta di auto. Parcheggiamo, scarichiamo ombrelloni teli e pranzo e ci avviamo alla spiaggia. Piantiamo gli ombrelloni con Jonna che non perde occasione di sbaciucchiarmi con un mio evidente rossore data la presenza dei suoi. Poi ci togliamo i vestiti. Ecco, ora si che arrossisco, nessuno mi aveva avvisato, togliamo tutti i vestiti. Al momento non è la mia nudità ad imbarazzarmi ma la situazione. Ritrovarmi nudo con sua madre e suo padre nudi che in un italiano stentato mi chiedono del più e del meno mentre Jonna mi abbraccia e sbaciucchia, con sua sorella che ride del mio rossore è effettivamente imbarazzante per me. Con Jonna addosso continuo ad avvampare e dentro di me continuo a ripetermi: "no adesso no, ti prego adesso no, non ti drizzare proprio ora ti prego. Sta giù, sta giù", ma a diciotto anni con gli ormoni in subbuglio è difficile che obbedisca. Con il padre di Maria, un brasiliano sui 50 che peggiora la situazione quando, ridendo e prendendo per il culo il padre di Jonna, dice: "vedi? Più siamo scuri più c'è roba". E intanto io che continuo mentalmente con il mio mantra: "stai giù, non mi far fare figuracce, stai giù". E intanto Jonna mi sbaciucchia, e sua sorella che si accorge del mio imbarazzo fa di tutto per peggiorare la situazione. Poi ci si mette anche Maria e sua sorella, le uniche due svedesi della comitiva more e scure di carnagione. Mi divincolo dall'abbraccio, stendo il telo di corsa e mi sdraio sempre con quel mantra inutile in testa: "sta giù, sta giù". Inutile appunto. Ora come mi rialzo? "Ehi, AElf, andiamo a fare il bagno?" "No, no, tra un po', adesso prendo un po' il sole". "Girati ogni tanto che altrimenti ti scotti" e dentro di me: "Si come no, mi giro proprio". Parlano tutti tra loro e ridono, la situazione è palese ed è giusto che mi si coglioni un po'. Jonna mi si sdraia accanto, mi accarezza la schiena e mi fa: "daiii, andiamo a fare il bagno" poi capisce mi da un bacino e corre a tuffarsi. Sono veramente imbarazzato in erezione così e non so più come comportarmi, solo rosso come una ciliegia. Al che il padre di Jonna mi si avvicina, si siede sul telo accanto a me e carinissimo mi dice: "Scusa. Ci abbiamo riso un po' ma è normale. Vi piacete, non sei abituato e poi vuol dire che funziona tutto" mi da una pacca leggera sulle spalle e mi fa: "dai alzati e corri a fare il bagno vedrai che poi va meglio". Mi guardano tutti con un espressione dolce e comprensiva che dice le stesse cose che mi sono appena state dette. Mi alzo tenendo il telo in modo da coprirmi un po', cercando di sembrare meno imbarazzato di quel che sono e mi avvio verso l'acqua. Jonna mi sorride radiosa e quella stronza di Maria e di suo fratello Ramon mi passano di corsa accanto ridendo e togliendomi il telo dalle mani dandomi uno schiaffo sulle chiappe nude: "bello culo bianco". Jonna esce dall'acqua ed è bellissima, mi prende per mano, mi da un bacino e mi accompagna in acqua. Si dopo va meglio veramente, certo che quando mi si strofina troppo addosso sento fremere le parti basse, ma la giornata scorre comunque serena. Mi imbarazzo di nuovo tanto solo quando, mentre pranziamo, sua madre dice qualcosa in svedese a Jonna guardandomi per poi scoppiare a ridere entrambe. Divento rosso di nuovo, poi appena posso chiedo piano a Jonna perché ridessero e lei ridendo di nuovo mi fa: "ha detto che ho scelto bene” abbassando gli occhi verso il mio pistolino. Avvampo sulle guance di nuovo: "Ok, è ora di fare nuovamente il bagno". Le volte successive è stato meno faticoso per la mia timidezza. Son stati ugualmenti carini quando poi sono andato a trovarli ad Uppsala un paio di anni dopo.
iMBARAzzi ASCENSoRiAli
Ho visto un cinese ed un indiano parlare della distribuzione di cose inutili in Nepal.
Ho visto gruppi di persone guidare un ascensore e nessuno cambiare mai opinione.
Ho contato i fiori inesauribili che si moltiplicavano sulla moquette di un corridoio al 10° piano di un palazzo di latta, aspettando per ore due lucertole bulgare e un israeliano a motore.
Ho visto i figli dell’imperatore di Taiwan e guardato negli occhi neri i duchi spagnoli.
Ho mangiato il numero infinito e sono morta di noia fino a lasciarmi sollevare dai gas di 17 bottiglie di Apollinare frizzante.
E poi, non so, all’improvviso, tutto si fece grigio, confuso e piovoso.
Una marmotta gigante singhiozzava sulla città ed a tutti crebbe la pancia.
Anche a me, che ingoiavo patatine aspettando l’ora che non veniva mai.

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Il tuo viso è spregevole con te Diventa rosso anche se non vuoi.
Laguerrasicombattetuttiigiorni
Due anni delle tue guance rosse.
Geometria di un imbarazzo
'Scusa, non ci ho pensato prima, ma probabilmente ci sarà la mia ex, è un problema?'
No, ma figuriamoci, tanto oggi mi sento come se non esistessi. Come se l'esistenza mi stesse scivolando addosso, e io non riuscissi a trattenerla nemmeno con i miei maglioni a maglia larga. E poi lo sai che la geometria è la nostra specialità: formiamo così tanti triangoli da creare addirittura degli esagoni. Il vino serviva a nascondere gli imbarazzi forzati mentre io sembravo dominare perfettamente la situazione, quando in realtà dentro mi si agitava la paranoia e l'ansia che mi scorre ogni giorno nelle vene. Entrambe ingiustificate, s'intende, visto che comunque, con la dovuta modestia, sono più bella di lei. Complessi del genere sono un po' il materiale di fondo della mia autobiografia sentimentale, tanto che tornando a casa mi sono messa ad inventare possibili titoli per un eventuale scritto. Poi, per fortuna, la musica ha coperto il rumore della realtà e di tutti i teatrini patetici in cui siamo costretti a recitare, il vino mi ha fatto passare il sonno, ma almeno ti stavo stringendo a me.