La malinconia te la portavi addosso come un profumo e la tragedia era l’unica situazione umana che tu capissi veramente. Se una persona non era infelice, non ti interessava.
Oriana Fallaci, Lettera a Pier Paolo Pasolini.
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La malinconia te la portavi addosso come un profumo e la tragedia era l’unica situazione umana che tu capissi veramente. Se una persona non era infelice, non ti interessava.
Oriana Fallaci, Lettera a Pier Paolo Pasolini.

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Self-portrait with Rolleiflex, 1960
📷 Oriana Fallaci
" You belong neither to God nor the state nor me. You belong to yourself and no one else. "
- Oriana Fallaci, Letter to a Child Never Born
Nessuno di noi è preparato. Né lo saremo mai. Ma questo è ugualmente il nostro destino: cambiare. Si cambia con lentezza, la stessa lentezza che muta la primavera in estate, l’estate in autunno, l’autunno in inverno. Non ci si accorge mai in quale momento la primavera diventa estate: una mattina ci alziamo e fa caldo; l’estate è giunta mentre dormivamo.
Oriana Fallaci
La lettera aperta che Tiziano Terzani scrisse a Oriana Fallaci l’8 ottobre del 2001, il giorno dopo l’inizio della sciagurata guerra in Afghanistan e a meno di un mese dall’attentato alle Torri Gemelle.
La lettera scritta da Tiziano Terzani il giorno successivo all'inizio della sciagurata guerra in Afghanistan in risposta a Oriana Fallaci
Magari per gli standard della lettura in rete è un po' lunga.
Ma vale la pena leggerla tutto.
“Tuttavia un particolare della tua risposta mi ha turbato. Quello che Andreas ha tradotto: «To love without permitting one love to become an handicap». In italiano: «Amare senza permettere a un amore di diventare un ostacolo». Ho creduto di capire che dicevi questo a me, non agli altri. Ebbene: io non sono e non sarò mai un ostacolo, un handicap. Io so che esistono cose ancora più grandi dell’amore di una persona o dell’amore per una persona. Ad esempio, un sogno. Ad esempio, una lotta. Ad esempio, un’idea. Ciao a sabato. Al massimo, domenica. E, se posso, prima [...] Aspettami. Io ti ho aspettato tanto.“
Oriana Fallaci ad Alekos Panagulis

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Incredibile come il dolore dell'anima non venga capito.
Se ti becchi una pallottola o una scheggia si mettono subito a strillare «presto, barellieri, il plasma», se ti rompi una gamba te la ingessano, se hai la gola infiammata ti danno le medicine.
Se hai il cuore a pezzi e sei così disperato che non ti riesce aprir bocca, invece, non se ne accorgono neanche. Eppure il dolore dell'anima è una malattia molto più grave della gamba rotta e della gola infiammata, le sue ferite sono assai più profonde e pericolose di quelle procurate da una pallottola o da una scheggia. Sono ferite che non guariscono, quelle ferite che ad ogni pretesto ricominciano a sanguinare.
Oriana Fallaci
Insciallah
Non si fa il proprio dovere perché qualcuno ci dica grazie. Lo si fa per principio, per sé stessi, per la propria dignità.
Oriana Fallaci
“Se tu fossi stato con me t’avrei chiesto scusa. Oppure aiuto. Invece non c’eri; incredibile come gli altri manchino sempre nei momenti in cui se ne ha bisogno; passi giorni, mesi, anni interi con qualcuno a cui non hai da dir nulla e nel momento in cui hai da dirgli qualcosa, magari scusami, aiuto, lui non c’è e tu sei solo.” Oriana Fallaci