Educatori e insegnanti, diventiamo osservatori meticolosi e progettisti creativi, ascoltatori ed equilibristi, architetti di spazi e contesti nuovi da abitare, abile rete che lavora in stretta sinergia
È giunto il momento delle possibilità. Siamo stati investiti da una logica ribaltata, dove l’avere tempo di godersi la propria casa da lusso è diventato obbligo, e dove addirittura qualcuno ha sentito la nostalgia del proprio ufficio. Probabilmente pensiamo ci sia stata privata la libertà di scegliere, anche se arriviamo da un tempo concepito in maniera capitalistica, dove vendiamo ore, giorni, anni della nostra vita a patto che, nella migliore delle ipotesi, dalle 18 in poi possiamo sentirci liberi di incontrare persone a noi care, di avere momenti per noi stessi, di vivere ore di svago –dalla nostra stessa vita-. Analizzando più in profondità, mi affiora il pensiero che il concetto di libertà, in fin dei conti, non sia quello di fare ciò che si vuole, ma proprio quello di avere la facoltà di scegliere il momento in cui vivere l’altro.
Ancora una volta, tutto passa quindi dalla relazione, dal bisogno esistenziale che abbiamo di avere una rete sociale che ci faccia sentire vivi, che ci faccia pensare di avere un posto nel mondo. La relazione costituisce la nostra essenza di esseri umani. A rigor di logica tutto dovrebbe migliorare, il bisogno di stare con l’altro dovrebbe, oggi, precedere il facile giudizio e gli occhi con cui guardiamo il mondo potrebbero soffermarsi sugli occhi dell’altro. Abbiamo una splendida opportunità. Possiamo imparare a leggere gli sguardi, soffermarci sulle parole e sui gesti, alleggerendo il carico pregiudizievole che portiamo costantemente con noi. Noi come adulti dobbiamo avere la priorità e forse l’obbligo di perseguire nuove consapevolezze.
“è subito lampante quanto occorra ancora di più destreggiarsi tra nuove fragilità e nuove potenzialità”
Sono passati pochi giorni dall’apertura dei servizi educativi, di ritorno alla normalità, tanto attesa quanto temuta. Abbiamo colto immediatamente la spontaneità dei bambini nell’accogliere il nuovo e il diverso, nel dare vita a nuove traiettorie relazionali che passano da alcuni limiti che in qualche caso sono diventati risorsa. Allo stesso tempo abbiamo visto adulti impauriti, con il cuore verso il futuro e la mente in un pesante recente passato. Vivo ai nostri occhi di educatori, è subito lampante quanto occorra ancora di più destreggiarsi tra nuove fragilità e nuove potenzialità, immaginando e costruendo altri percorsi di accompagnamento alle famiglie, che prevedono una presa in carico degli adulti, a partire dalla spontaneità e leggerezza con cui i bambini si stanno immergendo in questo mondo nuovo.
Educatori e insegnanti, diventiamo osservatori meticolosi e progettisti creativi, ascoltatori ed equilibristi, architetti di spazi e contesti nuovi da abitare, abile rete che lavora in stretta sinergia, perché spetta a noi cogliere il buono di questo tempo inaspettato, per metterne a frutto tutte le potenzialità che ci ha portato in dote.