(...) le attività non lavorative non sono sempre una perdita di tempo. Molti studi avvalorano la tesi che il tempo passato a sognare a occhi aperti o a godere di momenti extra lavoro possono portare non solo alla felicità, (a lungo termine) ma anche a una maggiore creatività.
"Sprecare" invece, il nostro tempo quando questo toglie spazio ad attività più redditizie o quando ci si dedica consapevolmente a cose che a conti fatti, neppure ci piacciono, va da sé che provoca in noi uno stato ansiogeno, come delle volte anche di rimpianto.
In realtà; quando riusciamo a farne buon uso, questi stati d'animo sono una fonte preziosa per il nostro equilibrio psicofisico. Vivere ripetutamente emozioni non piacevoli, consente alle nostre menti di imparare volta per volta, a correggere il tiro; una sorta di allenamento costante, che fortifica la nostra capacità di scelta. Basta? No, non basta
Spesso infatti, quando decidiamo una attività da svolgere, lo facciamo in modo esecutivo con il bambino che è in noi, assenti dall'idea del domani e senza valutare quanto questa azione possa avere più valore di altre, portandoci troppo spesso ad un piacere a breve termine.
È capitato molte volte a tutti, di dedicarsi a cose che in fondo, non ci va di fare, ma le si fa comunque per poi ritrovarci (esempio) con una carenza di sonno per aver guardato uno schermo in attesa di notifiche o aver giocato a 'tetris' più del dovuto, per un top score..
Viviamo dei giorni, dove a causa della pandemia Covid-19, lavoro e vita privata si intrecciano, si accavallano in un modo a noi sconosciuto, ruoli e spazi sono da rivedere, equilibri da ricreare. Questo stato di cose, ha contribuito ad un aumento esponenziale dalla "dipendenza digitale che com'è noto, provoca un senso di solitudine e depressione.
Questa dipendenza, avviene in modo tossico. Le stimolazioni cerebrali ci gratificato, ma hanno un effetto brevissimo che come una vera e propria droga, ci lascia con la voglia di avere un'altra dose.
Riuscire non è semplice, molte persone sono inattive non per loro volontà, vivono in spazi che non erano stati scelti ad essere vissuti per così tanto tempo, il malumore è più presente e le preoccupazioni economiche portano a voler staccare la spina dai "pensieri", motivo per cui si cerca una equazione che predilige il poco e subito.
Va da sé, che questa compulsività può danneggiare il nostro benessere psicofisico. Si è tutti portati a sfruttare ogni secondo libero, mentre si dovrebbero dare delle priorità, riuscendo a rinunciare ad alcune attività di nessuna utilità e lavorare su quelle che ci consentiranno di ottenere una sensazione di felicità durevole.
Nel 2015 uno studio pubblicato sul "pew research center" comprova che un proprietario su tre, reputa il proprio smartphone un "guinzaglio" e non un oggetto di "libertà".
Sarà importante avere un approccio di forte volontà, come è necessario non demoralizzarsi per i dieci minuti in più "buttati" a guardare video ad orari improponibili e poco importa che i video dei gattini siano carini.. Tutti noi abbiamo l'opportunità di non farlo attraverso la tecnica chiamata - time blocking - che ci consente di scegliere, prima che subentri una distorta capacità decisionale ed optare per quella più efficace.
Programmare, dare priorità, valutare ed infine scegliere.
“Il tempo non è che il ruscello dove io vado a pesca”