"Basta vedere il sussiego sprezzante, o la rabbia scomposta, con cui gli italiani iperscolarizzati di oggi accolgono un dubbio, una critica o anche solo una battuta sui loro idoli culturali, per capire che il nostro clerico-fascismo è endemico. I nostri intellettuali riescono a trasformare qualunque figura, perfino la più ironica o kantiana o disperata, in un’arma di terrorismo inquisitoriale e in un dittatore a cui inchinarsi. Filtrato da loro, Calvino è Mussolini. Gadda è Mussolini. Primo Levi è Mussolini. Foucault è Mussolini. Said è Mussolini. Joyce è Mussolini. Beckett è Mussolini. Rodari è Mussolini. Bourdieu è Mussolini. Agamben è Mussolini. Francesco Orlando è Mussolini. Montale è Mussolini. Lacan è Mussolini. Barthes è Mussolini. Manganelli è Mussolini. Kafka è Mussolini. Derrida è Mussolini. Magrelli è Mussolini. Frasca è Mussolini. Murgia è Mussolini. Simone de Beauvoir è Mussolini. Michele Mari è Mussolini. Borges è Mussolini. Gramsci è Mussolini. Fortini è Mussolini. Gianni Celati è Mussolini. Furio Jesi è Mussolini. Tutti “hanno sempre ragione”, naturalmente, finché non cambiano i paradigmi egemoni: allora, all’improvviso, gli stessi intellettuali scappano vilmente a Brindisi."
Matteo Marchesini
(Per me si tratta sempre della pigrizia intellettuale di fronte alla fede: quella di chi crede che esista solo quella religiosa, di chi pensa che superarla sia non credere più al peccato originale o alla resurrezione. Se quella tesi non è un' ipotesi da verificare, perché in realtà è il tuo cuore e la tua famiglia, è ovvio che hai sempre in mano la pistola. Se vuoi credere va bene tutto, gli illuministi francesi, i Primo Levi, le squadre di calcio, i divi televisivi o digitali o dell' industria culturale. Allora, se proprio, era meglio Gesù.)















