Comici spaventati guerrieri 2
L'informazione in questa storia ha ricoperto un ruolo fondamentale, in particolare due ruoli che dovremmo analizzare nel corso del tempo. Ma partiamo dal principio finita la guerra l'Italia era un paese distrutto dalle bombe la RAI inizia a trasmettere a livello nazionale il 3 gennaio 1954, contemporaneamente il ruolo dell'informazione è ricoperto da titoli che conosciamo anche oggi, come i Corriere della Sera o il Resto del Carlino, giornali estremisti e fanzine di cui oggi resta memoria solo in qualche nostalgico. Quello che accade da qui agli anni '70 è fondamentale: RAI e gruppi editoriali diventano monopolisti del settore, più del 60, 70% del mercato all'epoca era in mano loro. Non sto parlando di dittatura, non c'è niente di male in questo, nemmeno nel controllo da parte del governo sulla RAI; la stessa cosa accade anche in Francia e Germania, lo capisco. Non sono ironico, arriverò alla mia posizione tra un po'. La linea editoriale che intendono avere questi enti è quella della TV generalista, quando nei libri di storia dicono che negli anni '60 si attesta la televisione generalista" a questo si fa riferimento: una televisione, un prodotto d'intrattenimento che prenda qualsiasi tipo di pubblico, dall'intellettuale all'operaio più ignorante che ci possa essere. Ora intrattenimento e informazione non sono la stessa cosa, ma per informare più persone serve avere più potere, per avere potere, se si è in regime di monopolio è necessario avere il permesso del potere, e il potere all'epoca voleva vendere. Per questo vendere ci sono due ragioni: la prima è la strategia della tensione: ad un certo punto si è scelto di cercare di utilizzare i mezzi d'informazione per mostrare ciò che poteva portare l'estremismo politico nel nostro paese, BR brigate nere etc. Al fine di creare una strategia della tensione e coalizzare l'elettorato sul centrismo democristiano. Dall'altro dare informazioni semplici, non creare spunti di riflessione permette di vendere tanto, ma allo stesso tempo questo crea un pubblico incapace di saper leggere di meglio.
Perché all'estero leggono di più?
Perché semplicemente si è dello spazio alla micro editoria per crescere, fondi al giornalismo d'assalto, alle inchieste. A volte c'erano anche meno soldi, ma meglio gestiti e si è potuto fare di più. Fuori dall'Italia gli operai non leggono di economia perché sono dei geni, ma perché hanno capito che è utile. Un italiano di fronte al termine "economia " non sa nemmeno cosa vuol dire, mentre che un tedesco o un francese sanno ragionare in termini di prezzi degli immobili, e di valuta internazionale,m, e se parli con loro di economia non ti sanno dire tutto ma quanto basta per vivere bene. Un pò come i nostri bisnonni che ne sapevano di chimica, fisica e letteratura, per vivere bene. Noi invece abbiamo dimenticato tutto
L’aspetto assurdo e paradossale di tutto ciò è che 1) la RAi conserva nei suoi archivi migliaia di ore di girato di autori, progetti che sono stati poi rivalutati
all ’estero e dagli italiani del futuro geniali, dalle prime esibizioni di Ivano Fossati, a Carmelo Bene, passando per Dario Fo. Senza usarli. Il paradosso numero due e il più grande è che educare fa spendere di più alle persone, che smettono di subire un mezzo e iniziano a fruirne.Un pò come smettere di leggere libri Harmony e iniziare a leggere le istruzioni del videoregistratore, della vita. perché capire un aspetto a fondo permette alla mente di capire anche gli altri, di capire quanto possano essere affascinanti e aiuta a dare per non scontati certi parametri. Se queste sono le emozioni che si possono provare, non è difficile capire perché la gente è disposta ad acquistare per essi
Ora arriva la mia opinione:io credo che ogni forma d'arte abbia il suo luogo apposito ma senza una frammentazione dell'audience, senza abituare le persone a dividersi tra uno spettacolo e un ltro, tra una fonte dì informazione generalista e una dettagliata, per abitudine e costruzione la fonte è e resta unica. esistono canali adatti ad ogni cosa: una GIF porno su Tumblr è la norma su Facebook è un reato o quasi, così la satira politica ha un suo spazio e un suo pubblico. Il problema è che non lasciando spazio non crei nicchia. Quando la RAI diceva che c'erano milioni d' Italiani alla TV era perché non c'era altro. Forse il teatro, ma tra il nostro passato e gli attori per il cinema, di sazio per inventare e sperimentare non c'era altro. Non si sono creati quei canali, gli Italiani si sono semplicemente abituati a guardare ciò che gli veniva proposto, a perdersi dietro le parole dei giornali. Da una parte i monopoli che facevano solo una proposta, dall'altra nessuno chiedeva niente. Chi voleva vedere o leggere diversamente doveva comprare in lingua o qualche traduzione da qualche piccola casa editrice. MA questo è venuto dopo, prima ancora c'erano anche pochi traduttori, e pagati male, basta conoscere la storia di Luciano Bianciardi e colleghi.
Intorno al 2000 sono arrivate le prime avvisaglie che mettevano in crisi questo sistema: Sky con Current Tv, l'internazionale , Servizio Pubblico con Travaglio, che poi ha fondato il fatto Quotidiano, Travaglio che dice cose che se le avesse dette nella prima repubblica sarebbe morto e poi infine Youtube, le dirette via smartphone da Gaza, e se vogliamo Breaking italy e tutti gli show online.
Di questa guerra per creare degli spazi per potersi esibire ricordo le frasi che dissero a me e ad mio amico editore al festival del libro di Torino nel 2014 " Voi non contate un cazzo e non conterete mai un cazzo". Il mio migliore amico è laureato in diritto d'autore, all'arrivo degli ebook è stata una rivoluzione: potevo leggere i libri che prima non potevo permettermi e lui aveva un lavoro che sarebbe durato una vita.
le case editrici sono strumenti di diffusione mediatica a bassa intensità, significa che quando gli arriva un'informazione essi hanno bisogno di tempo per elaborarla. I social media no, possono diffondere in pochi secondi informazioni brevi in tutto il mondo. Oggi in cima non ci sono più edicole. La RAI con l'avvento di internet resta una delle 5 compagnie più grandi in Europa. Ma il mondo stà cambiando. Molte persone mi dicono che c'è tanta confusione. Non è confusione. I social permettono di affrontare materie e ampliare discorsi che prima non era possibile fare con la TV generalista, è possibile informarmi e formarsi, è possibile leggere. É possibile fare molte cose, anche troppe, ma sai qual' è la cosa più importante?
Molte persone non sono più abituate a tutto questo, a trattare un argomento in profondità Questa è diventata un'attività di élite. Hanno i neuroni atrofizzati.
Questa cosa si lega anche con l'informazione e il ruolo che essa ricopre oggi. Questo è un argomento controverso che mi riservo di trattare in un prossimo episodio. Vale lo stesso discorso dell'altra volta, se riesco ad arrivare a 10 note faccio un altro post, altrimenti taccio per sempre.
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Vediamo se confermete o meno il vostro gradimento