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On January 18, 1825, the singer and opera director Léon Carvalho was born in Mauritius.
From 1876 he was director of the Opéra-Comique in Paris, where the premieres of the operas "Hoffmanns Erzählungen", "Lakmé" and Massenet's "Manon" took place under his direction.
The old postcard shows us a scene around 1900.
Carvalho. Tatuaje.
Hernán Migoya / Bartolomé Seguí

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In questi giorni ho letto "Carvalho. Problemi di identità" di Carlos Zanón. È un esperimento letterario: il protagonista di questo romanzo è nientemeno che Pepe Carvalho, detective privato, gourmet, militante comunista sotto il franchismo a lungo incarcerato ed ex agente della Cia. Morto nel 2003, all'aeroporto di Bangkok il suo padre letterario, il grande Manuel Vázquez Montalbán, prima di questo evento nefasto la saga di Carvalho era culminata in un doppio volume, conclusivo come un commiato, Millennio I e II, che da appassionato della serie sino ad oggi sono riuscito a non leggere. Proprio perché, come ognuno sa, quando ti appassioni ad un autore e ad un personaggio, vorresti che le storie che lo vedono protagonista non finissero mai. Consiglio a tutti i romanzi di Vázquez Montalbán con Carvalho perché questa serie disegna un penetrante affresco della storia e della società spagnola dalla fine del franchismo e dall'avvento della democrazia (il primo della serie, "Tatuaggio" è del 1974) fino ai primi anni del nuovo millennio. La serie di Pepe Carvalho offre al suo autore l'occasione per raccontare le trasformazioni materiali e culturali cui va incontro Barcellona (cfr. ad es. "Il labirinto greco" sulle politiche urbanistiche che trasformano il volto della città in occasione delle olimpiadi del 1992) così come anche una riflessione sulla mutazione genetica della sinistra, spagnola e non (uno degli ultimi romanzi di Vázquez Montalbán affronta il tema del nazionalismo catalano e più in generale dei regionalismi europei, come il leghismo). Inutile dire che l'ho adorato anche per via del suo stile di scrittura reso credo molto bene dalla traduttrice Hado Lyria (a proposito, il Montalbano di Camilleri vuole essere nel nome un omaggio a Vázquez Montalbán). L'esperimento di Zanón era altamente rischioso, perché richiamare in vita i morti, anche se si tratta di personaggi letterari, è come camminare a piedi nudi sopra dei cocci di vetro. Che poi, a ben pensarci, Carvalho non è mai veramente morto: era solo - diciamo così - in stand-by a causa della morte del suo autore. Quindi senza anticipare troppo della trama, dirò che il romanzo è riuscito, e che può agevolmente essere apprezzato anche da chi non ha mai letto un episodio della saga originale (pregio o difetto?). Zanón ha costruito un Carvalho orfano del suo Scrittore (nel romanzo sempre così, con la maiuscola), in preda ad una grossa crisi di identità ma consapevole di essere un personaggio letterario (e anche del fatto che la vita non è un romanzo). Nella copertina dell'edizione italiana, Manuel Vázquez Montalbán contempla un po' malinconicamente una piccola riproduzione della Sagrada Familia di Gaudì. Sembra domandarsi se nella Barcellona di oggi ci sia ancora posto per uno come Carvalho.
Luana Carvalho