quando lo avevano li a terra, dovevano AMMAZZARLO questo figlio di PUTTANA SCHIFOSO
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quando lo avevano li a terra, dovevano AMMAZZARLO questo figlio di PUTTANA SCHIFOSO

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LA FOTO
Ho visto il video dell'attentato, ma questa foto mi colpisce con maggiore violenza per la sua terribile intensità, come un pugno nello stomaco.
È un'immagine che ha l'impatto devastante di un'esplosione stellare.
Il fotografo ha colto il fugace istante in cui Trump svetta col pugno chiuso rivolto al cielo (per inciso, questi fasci vogliono fregarci pure il pugno chiuso?). E proprio in quel momento nel cielo sventola la bandiera americana. Perché il ritratto dell'eroe, per essere emblematico, deve racchiudere tutti i simboli.
L'autore di questa foto già consegnata alla storia è certamente dotato di un talento che ha qualcosa di soprannaturale. Io fatico a farmi un mediocre selfie, anche se sto fermo e non mi corre dietro nessuno, mentre ci sono persone capaci di essere al posto giusto nel momento giusto per inseguire un fotogramma di storia che dura un millesimo di secondo, come se fossero in grado di prevederlo in anticipo. Neppure l'Ultra Istinto di Goku può competere con questa dote.
Provate a guardare il video: dopo l'attentato Trump mostra a più riprese il pugno alla folla, ma è quasi sempre coperto dagli uomini della sicurezza. Il fotografo ha colto l'attimo in cui Trump si è stagliato sul mondo con posa da conquistatore, e la scorta è stata declassata al ruolo del debole argine che non può trattenere il suo impeto guerriero.
Trump ha vinto. Quella foto, con la sua spaventosa potenza evocativa, ci fa intravedere un ciclo di estrema destra delirante e paranoica al vertice dell'Occidente.
So bene che Biden è pur sempre capitalismo e imperialismo. Non mi dovete spiegare nulla. Ma Trump fa davvero paura, perché sembra pronto a fare cose che non possiamo nemmeno immaginare. Ci aspetta una dura lotta.
[L'Ideota]
[13/5 colazione - con la posta del mattino, un candido allocco bianco lascerà planare una lettera in ceralacca Delation al tavolo Corvonore, davanti a Charlotte. All'interno, un piccolo ramoscello di lavanda che conserva il suo caratteristico profumo.]
Carissima Charlotte,
ti ringrazio di esserti preoccupata per me e ti assicuro che sto bene. Per fortuna, quel giorno non ero al Ministero. Mio padre mi ha avvisato che anche i tuoi genitori stanno bene e per me è un grandissimo sollievo.
Non trascurerò i miei doveri di Governatrice e mi terrò lontana lo stretto indispensabile per onorare il lutto indetto dall'ormai nostro ex Ministro della Magia e per capire cosa succederà a lavoro, ora che il Ministero è interdetto a chiunque. Non so di cosa vorresti parlarmi, ma sarò felice di aiutarti, se potrò.
Tutti i Delation sono nella residenza di famiglia nel Kent, ora. Cerchiamo di stare uniti e al sicuro in questo momento buio. Sono sollevata al saperti al sicuro tra le mura di Hogwarts. Se i tuoi genitori vorranno, le nostre porte sono aperte.
Ho apprezzato molto il tuo fiorellino e il profumo è stato avvolgente. Spero che questo ramoscello di lavanda possa fare altrettanto con te, Pervenche.
un abbraccio, Kim
Tengo tutto dentro finché non scoppio come un attentato

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È un giorno, è un anno, è un’ora ferma sull’orologio.
Tutti ricordano cosa stessero facendo in quel preciso istante, dove fossero, con chi.
Siamo diventati una memoria collettiva, un archivio di memoria globale.
Per non dimenticare mai.
Per ricordare sempre.
11 settembre 2001.
In onore dei bambini eroi che hanno salvato i loro compagni dall’autobus dirottato e dato alle fiamme, una silloge di poesie di Roberto Bolaño per il figlio Lautaro
Nelle mie notti quiete sogno un mondo dove i bambini sono più intelligenti delle bambine (impossibile) e ci si stringe attorno alla poltrona per sentire un racconto letto ad alta voce. Il mondo che vedo negli anni che saranno non avrà bisogno di molte storie e allora la mia notte si fa meno tranquilla, non posso più sognare romanzi per l’infanzia fitto di pirati e marinai della Corona. Eppure. Eppure c’è molta speranza. I bambini e le bambine sono già cresciuti, quando bloccano le stragi che vorrebbero portarli al macello, come una crociata degli infanti, dove il boia scorta tutti il massacro. I bambini si sono salvati anche questa volta, la crociata è fallita, il pullman è bruciato solo e vuoto sulla strada.
*
La mia notte inquieta non rivela più storie per l’infanzia perché già provvede lei col coraggio a trarre una vicenda dalla miseria. Tra gli autori che hanno scritto della crociata alla quale sottoponiamo i bambini ci sono Marcel Schwob (che amava Stevenson) e Roberto Bolaño (seguace di Stevenson). Schwob scrisse il libro culto del sud America: La crociata degli infanti. Stampa SE in Italia. Bolaño ha scritto Amuleto. E poi quattro poesie inedite in italiano, radunate in chiusura del suo quaderno Università sconosciuta. Sono dedicate al figlio Lautaro, eccole.
Andrea Bianchi
***
Lautaro, la nostra vicinanza
Giorno verrà quando non faremo tante cose insieme come capita oggi dormendo nelle braccia l’uno dell’altro rubandoci a vicenda le lenzuola senza imbarazzarci nemmeno per poco giocando coi piedi su e giù nell’ingresso della nostra casa in via Aurora questa piccola via incerta che senza dubbio porta all’infinità
*
Lautaro, i nostri incubi
A volte ti svegli urlando e lanci degli ugh a tua madre oppure a me con voce forte e chiara un timbro che solo un bambino su due possiede a volte i miei sogni sono pieni di urla nella città fantasma e facce perdute mi pongono domande alle quali non saprò mai come rispondere tu ti svegli e ti precipiti fuori dalla tua stanza e i tuoi passi semplici riecheggiano nella lunga notte dell’inverno europeo torno indietro sulla scena del crimine luoghi duri e luminosi a tal punto che quando mi sveglio sembra una bugia dover essere ancora vivo
*
Lautaro, le nostre ombre
Certi giorni imiti tutto e posso vederti ripetere i miei gesti le mie parole (tu, che non riesci a dire più di mamma e papà, sì e no) in uno strano gergo la lingua dei piccoli esseri dall’altro lato della cortina e a volte mi dimentico quale sia la mia ombra e quale sia la tua ombra chi contempla il ritratto degli Arnolfini chi accende la televisione
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Lautaro, le sembianze di Leon
A giorni vedo sul tuo viso il viso di mio padre che, dicono, assomigliava a suo padre lo sguardo di Leon Bolaño appare nei tuoi occhi semichiusi soprattutto quando usciamo a camminare e la gente ti saluta con fare amichevole altre volte penso che non sia vero: quel mascellino da combattente, capelli biondo cenere, la tua predisposizione alla celebrazione e al caos sono solo le scintille luccicanti della mia nostalgia eppure tu ricordi lui: soprattutto in questi giorni di gennaio quando usciamo a camminare mano per mano nel mezzo di una luce fragile e persistente
Roberto Bolaño
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Contro ogni terrore che ostacola il cammino, il mondo si rialza col sorriso di un bambino. Non mi avete fatto niente, Ermal Meta e Fabrizio Moro.