Yoga, radical chic o insegnamento di vita?

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"I'm Dorothy Gale from Kansas"
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La mia Granola salva-colazioni
Sono sempre stata una grande amante della ganola. Mi piace sgranocchiarla a merenda e, soprattutto, la adoro la mattina a colazione, tuffata in una bella ciotola di yogurt fresco con un poâ di frutta. Ho sempre pensato, però, che a quelle industriali del supermercato mancasse qualcosa (o ci fosse qualcosa di troppo). CosĂŹ, cercando in rete e facendo un poâ di prove, ho finalmente trovato laâŚ
Pesto di Rucola e Mandorle (il salva-pranzo perfetto)
Lâaltro giorno abbiamo preparato le piadine e, come quasi sempre accade, ci è avanzata mezza busta di rucola in frigo. Fosse stata estate, sarebbe finita dritta in una bella insalata fresca; ma siccome siamo ancora ad aprile e lâaria richiede qualcosa di piĂš avvolgente, ho pensato di trasformarla in un âcomfort foodâ velocissimo: un pesto di rucola e mandorle cremoso e golosissimo. Ă la ricettaâŚ
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Perchè sono tornata a Tokyo, anche se non volevo
Kitchen
Kitchen, di Banana Yoshimoto, non ha bisogno di presentazioni. Eâ il romanzo forse piĂš conosciuto della scrittrice Giapponese. Racconta la storia di Mikage che ama la cucina, si sente a suo agio in quel mondo fatto di stoviglie e cibi e consistenze, forse perchè la sua vita è invece un poâ sottosopra. Ma la vicinanza, lâamicizia, lâamore del suo compagno di scuola e della mamma la aiutano adâŚ

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Lessico Famigliare
Per scavare nel cuore dei ricordi
 Lessico Famigliare Natalia Ginzburg 1963 Si tratta di un libro speciale per me per almeno due motivi: è edito nellâanno di nascita del mio papĂ â che di per sĂŠ potrebbe non volere dire nulla -, ed è ambientato a Torino, la cittĂ per cui il mio cuore batterĂ sempre, nonostante tutti i chilometri e il tempo passato altrove che me ne separa. Ormai è un classico. Natalia Ginzburg narra le vicendeâŚ
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Il "Giovane uomo con in mano una medaglia" di Sandro Botticelli
Il âGiovane uomo con in mano una medagliaâ di Sandro Botticelli
Salvator Mundi, 1490-1519, Leonardo Da Vinci Insomma, è su tutti i giornali di oggi. Ieri, da Sothebyâs, la grande casa dâaste newyorkese, è stato venduto per quasi 100 milioni di dollari un dipinto di Sandro Botticelli che si posiziona al secondo posto tra i dipinti antichi piĂš cari al mondo, dopo la celeberrima vendita del Salvator Mundi, 1499 ca., di Leonardo nel 2017 (piĂš di 450 milioni diâŚ
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AMORE
Amore, Inoue Yasushi
Amore Inoue Yasushi 1959 Si tratta di tre racconti dedicati allâamore, tre storie in cui lâAmore, quello con la âaâ maiuscola viene vissuto in maniera completamente diversa da ciascuno dei protagonisti. Nel primo racconto, Giardino di rocce, il paesaggio stimola il ricordo di un amore che ha fatto soffrire ed è lo stesso paesaggio a scatenare un altro dolorosissimo atto legato allâamoreâŚ
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ARTE
LâAlbero della Vita a Madaba Â
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Un albero a Madaba, Giordania
Un albero a Madaba, Giordania
Lâalbero della vita Madaba, Giordania â allâinterno del parco archeologico VI secolo d.C. tecnica musiva Questo è solo uno dei tanti mosaici che ho avuto la fortuna di vedere durante il mio viaggio in Giordania. Si trova allâinterno di una residenza bizantina del VI secolo che sorge proprio lungo la famosissima Kingâs Highway, la strada che attraversa tutta la Giordania e che porta a uno dei sitiâŚ
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LIBRI
The Jungle Book Â
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The Jungle Book
The Jungle Book Rudyard Kipling 1984 Contrariamente a quello che crediamo (o almeno, a quello che credevo io) non esiste solo la storia di Mowgli. Il libro è suddiviso in racconti, i primi tre dedicati alle avventure del bimbo allevato dal branco di lupi che conosciamo, e altre storie dedicate ad altri animali, non solo abitanti della giungla. Che poi è il motivo per cui vale la pena leggereâŚ
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Alice Prin
Alice Prin aka Kiki de Montparnasse
Ecco, dopo parecchio tempo, un altro ritratto di una donna che ha contribuito, a modo suo, alla storia dellâarte e alla cultura degli Anni Ruggenti.
Alice Prin
Meglio conosciuta come Kiki de Montparnasse o Reine de Montparnasse.
Nata a Châtillon-sur-Seine il 2.10.1901
Unâaltra donna di inizio Novecento che, non a caso, sarĂ musa ispiratrice dellâennesimo grande artista, Man Ray, ma non solo.
PerâŚ
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The Ultimate Jordanâs Packing List aka Cosa Mi Metto in Giordania
The Ultimate Jordanâs Packing List aka Cosa Mi Metto in Giordania
Lo so, non stiamo andando da nessuna parte e nessuno andrĂ in viaggio per un bel poâ, ma sognare non costa nulla e organizzare una (futura) valigia nemmeno, quindi ecco cosa portare in valigia per un viaggio in Giordania di una settimana, nel mio caso nel mese di gennaio.
Io ho utilizzato uno zaino da 35L e i miei amatissimi packing cubesperchĂŠ, come forse avrete capito, mi piace viaggiareâŚ
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La donna di cui parlo questa settimana è *scorre rapidamente la lista appuntata nelle note del Mac* Elena Dmitrievna Dâjakonova.
SĂŹ lo so, lo so. Sono in ritardo sullâuscita del ritratto della settimana. Mi sono fatta catturare dalla pigrizia, dallâinattivitĂ , dalla noia, dalla quarantena insomma.
Abbiamo ormai sorpassato i giorni in cui la reclusione era una cosa âdiversaâ, âstranaâ, âdifficileâ, e il tutto rientra in una sorta di ânormalitĂ â â passatemi il termine, ywim -, di routine. E quindi è facile cadere nelle vecchie abitudini: procrastinare, rimandare, posporre. Ma, ne parlavo con unâamica â ciao G., se mi leggi sei proprio tu -, forse è proprio questo il momento perfetto per assecondare i nostri umori, le nostre âcattive abitudiniâ, e fare quello che in tempo normale non faremmo cosĂŹ a cuor leggero: procrastiniamo, rimandiamo, posponiamo. Dâaltra parte non credo ci sia momento migliore per farlo. Anzi, mi auguro che sia cosĂŹ, mi auguro che non ci sia piĂš un momento tanto propizio a questa inattivitĂ forzata.
Ma basta con gli sproloqui. I miei quattro lettori *strizzatina dâocchio* sono qui per la rubrica/ritratto.
Di chi parlavo? Ah, giĂ âŚ
Gala Ăluard DalĂ
Nata Elena Dmitrievna Dâjakonova il 7.09.1894 nel Tatarstan, una repubblica russa a 800km a est di Mosca.
Perchè la ricordiamo:
Gala sposò Paul Ăluard (da cui il primo cognome) nel 1917 e insieme presero parte al movimento surrealista;
la donna è stata la musa ispiratrice di Ăluard e poi di Salvador DalĂ, suo secondo marito, oltre che di molti altri artisti tra cui ricordiamo Max Ernst;
DalĂ, la cui esistenza travagliata è nota, affermò che la moglie lo salvò dalla follia e dalla morte poichĂŠ lei faceva da intermediario con il mondo esterno;
la donna ispirò al pittore catalano diversi dipinti, anche a sfondo religioso, come la Madonna di Port Lligat (1949 e 1950), che rivelano la sua completa sudditanza rispetto alla sua compagna
uno dei dipinti piĂš famosi in cui Gala compare è sicuramente Sogno causato dal volo di unâape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio, 1944 in cui la donna appare nuda, distesa a mezzâaria, sul punto di essere svegliata, appunto, da unâape, dipinto che ha dato ampio margine di interpretazione agli specialisti della psicoanalisi.
Madonna di Port LLigat, 1949, S. DalĂŹ
Madonna di Port LLigat, 1950, S. DalĂŹ
 Qualche curiosità :
Gala incontrò Ăluard in un sanatorio Svizzero dove si innamorano (alla faccia del noia, Thomas Mann, ndr);
i due si sposarono nel 1917 ed ebbero una figlia, CĂŠcile, che fu ignorata dalla madre, la quale disprezzava la maternitĂ ;
dal 1924 Gala, Ăluard e Ernst ebbero una relazione che durò tre anni e in cui vissero assieme;
la donna conobbe DalĂ durante un soggiorno in Catalogna con Ăluard, nel 1929. Marito e moglie erano lĂŹ grazie ad un amico comune, Luis BuĂąuel;
DalĂ aveva dieci anni in meno di Gala, e per questa ragione la figura della donna non fu solo quella di una moglie, ma anche di una sorta di madre per lui;
Gala stessa era unâartista oltre che commerciante dâarte: la donna, infatti, firmò assieme a DalĂ numerose tele, segno del fatto che i due lavoravano assieme;
la donna ebbe numerose relazioni al di fuori del matrimonio che furono appoggiate e incoraggiate dal pittore catalano;
DalĂ afferma qui: âSe Gala diventasse piccola come unâoliva, io vorrei mangiarlaâ, questo ancora di piĂš ci conferma la sua totale devozione nei confronti della donna, vista quasi come unâostia benedetta
a piĂš di settantâanni Gala ebbe una relazione con Jeff Fenholt, vocalist di Jesus Christ Superstar (vi metto qui il link youtube, dove potrete ascoltare una traccia cantata proprio da lui). Lâuomo rappresentò DalĂŹ negli USA, vendendo alcuni lavori dellâartista ad Alice Cooper;
Salvador DalĂŹ morĂŹ sette anni dopo la moglie, sempre piĂš depresso e solo.
My Wife, Nude, Contemplating her own Flesh Becoming StairsâŚ, 1945, S. DalĂŹ
Galatea of the spheres, 1952, S. DalĂŹ
 Il ritratto di questa donna risulta rilevante non solo perchè è stata la âmusa diâ ma perchè si comprende pienamente quanto il suo ruolo sia stato fondamentale nello sviluppo e nella crescita di un artista del calibro di Salvador DalĂŹ.
Una donna come lei, potrebbe essere considerata âsoloâ il frutto dellâispirazione di un grande artista ma, quando si va ad analizzare la sua vita, si capisce come fosse in veritĂ molto piĂš di questo. Come abbiamo visto, infatti, era anche una sorta di manager e di madre per DalĂŹ, che la considera quasi unâentitĂ divina (cfr i dipinti a tema sacro), facendoci comprendere come il ruolo di questa donna, seppure a volte dimenticato o passato in secondo piano, sia stato invece di fondamentale importanza nella storia dellâarte del Novecento.
 Al prossimo ritratto,
.f
Gala Ăluard DalĂ La donna di cui parlo questa settimana è *scorre rapidamente la lista appuntata nelle note del Mac* Elena Dmitrievna Dâjakonova.

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Eâ lunedĂŹ. Di nuovo. A quanti giorni di quarantena siamo arrivati? Non me lo ricordo e non ho la forza di contarli. Sicuramente siamo vicini, se non oltre, al mese di segregazione forzata.
Ma questo significa che è giunto il momento di parlare di unâaltra donna, e siccome nelle scorse âedizioniâ di questa rubrica/ritratto â che mi piace chiamare cosĂŹ, con lo slash in mezzo â ho parlato di figure dellâinizio del Novecento, ho deciso di âaggiornarmiâ. Mentre in cuffia passa I Hate Myself for Loving You provo quindi a raccontare un simbolo dei favolosi anni Ottanta: Joan Jett. Una donna che mi ha colpito oltre che grazie alla sua musica sono stata, ovviamente, affascinata dal suo stile decisamente caratteristico e edgy, adoro lâuso che fa di capi di abbigliamento super pop e colorati, pur con una base punk e glam, con capi spalla decisamente anni â80 e gioielli esagerati che per me, amante sfegatata del look anni Ottanta, è irresistibile.
Joan Marie Larkin
al secolo Joan Jett
nata a Philadelphia il 22.09.1958
Perchè la ricordiamo:
è una cantante, chitarrista, bassista e produttrice;
la sua carriera inizia con le Runaways, 5 ragazze che ebbero successo internazionale â ehi, mi ricorda qualcosa, vero Spice?
nelle prime fasi della sua carriera da solista pubblica principalmente cover rock ânâ roll con tendenze glam e punk;
dopo lo scioglimento delle Runaways crea una band chiamata Blackhearts con cui pubblica lâalbum I Love Rock and Roll e sfonda definitivamente con lâomonima cover dei The Arrows nel 1981 â anche qui, strizziamo lâocchio a chi dopo di lei ci ha riprovato, nâest pas Britney?
per lungo periodo la rocker quasi sparisce dalla scena musicale internazionale, pubblicando album a volte di poco successo, per ritornarvi ultimamente, se cosÏ si può dire, nel 2006 con un album intitolato Sinner;
Qualche curiositĂ :
fonda la sua prima rock band a 15 anni, giĂ allora era di tutte donne
produce il primo album dei The Germs, la celebre band punk rock di Los Angeles, intitolato GI, 1979 â breve off topic, vi consiglio di andarvi a guardare il film/documentario The Decline of Western Civilization (qui qualche info, e qui il link del documentario, grazie YouTube), se siete appassionati di musica ne vale la pena;
diversi sono stati i session player coinvolti nel suo primo album da solista Bad Reputation (1981), tra cui alcuni membri dei Sex Pistols;
la band Blackhearts entra nelle hit lists con diverse cover, tra cui quelle di Crimson and Clover e quella di Do You Wanna Touch Me (Oh Yeah), pezzi imprescindibili per lâeducazione musicale di ogni millenial (ndr.)
nel 1986 pubblica lâalbum Good Music dove figura la cover di You Got Me Floatinâ di Hendrix, ma questo disco non ha il successo sperato;
nel 1998 partecipa ad un tribute album di Iggy Pop cantando Real Wild Child e I Wanna Be Your Dog.
Ovviamente su una stella del rock come lei si potrebbero scrivere lunghissime pagine di analisi della sua musica oltre che della sua vita, qui voglio solo darvi qualche spunto per approfondire la sua personalità oltre che, perchè no, ascoltare uno dei suoi album, o tutti.
 Al prossimo ritratto,
 .f
Joan Jett Eâ lunedĂŹ. Di nuovo. A quanti giorni di quarantena siamo arrivati? Non me lo ricordo e non ho la forza di contarli.
Eccoci quindi ad un altro appuntamento con una donna che, vuoi per un motivo, vuoi per lâaltro, ha in qualche modo influenzato il mondo dellâarte. Una di quelle donne che, forse da dietro le quinte, ha orchestrato â è proprio il caso di dirlo â e ispirato diversi artisti.
Quella che scelgo di ritrarre questo lunedĂŹ, dunque, per la settimanale ârubrica/ritrattoâ è Anna Mahler Schindler. Unâaltra donna di inizio Novecento nota come la vedova delle quattro arti.
Alma Maria Schindler
Anche nota come Alma Mahler
Nata a Vienna il 31.08.1879Â
PerchĂŠ la ricordiamo:
fu una compositrice e scrittrice austriaca;
la sua produzione si compone di poco meno di una ventina Lieder composti per pianoforte e canto;
si dedicò sempre meno alla composizione musicale in seguito al primo matrimonio con Gustav Mahler, che non approvava il suo lavoro da compositrice;
quello che viene chiamato Problema Alma, secondo cui la donna manipolò la bibliografia di Mahler, è uno dei motivi per cui viene ricordata. Si ritiene infatti che spesso i suoi scritti non siano stati completamente aderenti alla verità dei fatti e che la donna abbia inoltre omesso alcuni particolari fondamentali per la comprensione e lo studio della produzione del compositore austriaco;
nel 1951 si trasferisce a New York dove scrive la sua autobiografia intitolata And the Bridge is Love, pubblicata nel â58;
il salotto di Alma e del suo terzo marito, Werfel, diventò un punto focale per la scena artistica prima a Vienna, poi a Los Angeles â dove la coppia si stabilĂŹ dopo lâAnschluss â e infine a New York: Arnold Schoenberg, Igor Stravinsky, Thomas Mann, tra gli altri, frequentavano la sua casa.
 Qualche curiosità :
sposò in prime nozze Gustav Mahler, ma non solo. Infatti fu moglie anche di Walter Gropius, Franz Werfel (scrittore e drammaturgo), oltre che amante di Oskar Kokoschka, motivo per cui viene ricordata come la âvedova delle quattro artiâ (i suoi uomini sono stati legati alla musica, allâarchitettura, allâarte, alla drammaturgia, ndr.);
sua madre, Anna von Bergen, sposò in seconde nozze uno delle personalitĂ di spicco della Secessione viennese, Carl Moll, conoscendo cosĂŹ tutta lâintelligenza del momento, tra cui Klimt, â capite dunque che Alma era una donna particolarmente ben inserita nellâĂŠlite intellettuale/artistica Mitteleuropea di inizio Novecento;
anche lei, come Emilie FlĂśge e Snoja Knipps, è stata ritratta da Klimt (câè un pattern nelle mie scelte, come avrete capito) come Giuditta;
Kokoschka si innamorò follemente di lei e dipinse nel periodo in cui la frequentò La Sposa del Vento;
fu una madre molto sfortunata dal momento che i figli che ebbe morirono tutti in giovanissima etĂ ;
esiste un podcast in quattro puntate sulla vita dei Mahler intitolato Il Diavolo allo Specchio prodotto da RSI, che potete ascoltare qui.
sono stati girati alcuni film sulla vita di Alma e del suo primo marito:
Bride of the Wind diretto da Bruce Beresford nel 2001;
Alma Mahler di Zaja, sempre del 2001
Mahler, di Ken Russel, 1974
Giuditta I, 1901, G. Klimt,
La Sposa del Vento, 1913-14, O. Kokoschka
Ritratto di Alma Mahler, ca. 1912, O. Kokoschka
 Al prossimo ritratto,
.f
Alma Mahler Eccoci quindi ad un altro appuntamento con una donna che, vuoi per un motivo, vuoi per l'altro, ha in qualche modo influenzato il mondo dell'arte.