"Lui fa sempre così. Io già ho l'ansia, lui me la fa venire ancora di più." "Tranquilla mo ti porto con me qualche sera, vedrai come ti passa l'ansia." "Hahaha. Così facciamo la frittata." Quasi mi scappa il cellulare di mano tanto che le mani mi tremano. Ritorno all' inizio della chat. Le scrive la sua amica e le chiede alla fine come è andata. Lei le dice che sono andato al pronto soccorso. E subito lei ribatte " al pronto soccorso per un morso di fucentone? (termine del loro dialetto) "Ha detto che gli si era gonfiato la mano?" "Ma è allergico?" "No, cioè si un po'." "Andiamo bene" penso "neanche si ricorda che sono allergico al polline." E l'amica continua "ma c'è chi gli ha morso sette calabroni e mica è morto." "Ma infatti, secondo me lo ha fatto per farmi tornare" "A lui non sta bene che tu sei libera." "No infatti, non vuole che ho la mia indipendenza, vuole tenermi sotto di lui." L'amica scrive il mio nome e poi aggiunge "è narcisista." E il discorso continua come vi ho scritto sopra. Ora forse un altra persona l'avrebbe svegliata, oppure la mattina dopo l'avrebbe insultata, le avrebbe urlato contro. Ma quella sarebbe stata rabbia ed io non ero arrabbiato ero solo profondamente deluso. Mi scrisse tutto il giorno ed io non rispondevo, ad una certa comincio a chiedermi se era per ieri sera ed io niente. Andai su una zona dove non prendeva, per lavoro non di proposito, e lei quando mi chiamo e vide che le dava la segreteria pensava l'avessi bloccata e cominciò a scrivermi disperata. La chiamai e le dissi che non mi andava di parlarle a telefono e che ne avremmo parlato dopo che sarebbe tornata dal lavoro. Tornò più presto del solito e mi trovò in cucina, la bambina addormentata. Mi disse che aveva sbagliato a comportarsi la sera prima e che non mi aveva neanche chiesto come stavo. "Sinceramente adesso mi è del tutto indifferente" le risposi io freddo. Lei mi supplicò di dirle perché facevo così, ed io tacevo. "Cosa ho fatto di così grave dimmi!" "Ancora niente, magari puoi andare a fare una bella frittata con l'amica tua." Sbiancò all' istante. "Ma guarda che era solo una cosa tra noi, e tu non dovevi leggerla." Si accorse di quello che aveva detto e fece come a volersi mordere la lingua. "Mi fai schifo." Mi alzai dalla sedia. "Da oggi in poi io e te abbiamo chiuso, ne ho sopportate di ogni con te, questa è l'ultima. Se non faccio le valigie è solo per nostra figlia." Andai in camera e mi stesi sul letto. Mi addormentai diverse ore dopo, e lei non era ancora venuta. Pochi giorni dopo ci fu uno sviluppo che capovolse tutto, ma questa, è un altra storia...












