Questo è un blog generalista, come quelli di una volta niente nicchie, niente strategia, niente utilità apparente solo cose che mi passano per la testa aggiornate quando capita
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Oggi ho sentito pronunciare la seguente frase: "bisogna votare Vannacci". Niente di strano di questi tempi se non fosse per il fatto che a pronunciarla è una mia vecchia conoscenza che non rappresenta proprio l'italianità come il famoso ex generale vorrebbe: il tipo è albanese, di quelli che sono venuti qua alla fine degli anni '90 e fa il muratore.
Adesso conduce una vita di tutto rispetto ma ne ha passate diverse nella vita.
Ai suoi occhi io sono sia una conoscenza preziosa, sia una persona che "ha studiato". Questo per lui è fonte di sentimenti contrastanti. Ciò non toglie che, nei casi opportuni, sa marcare le dovute distanze e rivolgersi al pubblico giusto. Tipo quando ci tiene a far sapere che c'è "gente che non si integra" e casualmente la gente in questione ha la pelle più scura di lui (e religione diversa dalla sua).
Volevo scrivere un post sulla nuova serie di Zerocalcare ma mi sono reso conto che sarebbe impossibile per me esprimere una qualsiasi idea senza scadere nell'auto commiserazione. Pure il modo di farmi le seghe mentali mi accomuna a quell'uomo. Passo.
Avete presente quel social di casa Meta che sembra Twitter?
Stavo proprio girovagando su quella piattaforma negli ultimi giorni, tra account fake e persone in cerca disperata di attenzione, quando ho recuperato un paio di profili appartenenti ad alcune persone che conosco da tempo. Tra i post di uno di questi, ho assistito a una di quelle crisi reputazionali di cui tanto parlano i social media manager; il brand in questione, però, è la persona stessa di cui vi vado a raccontare.
Si tratta di un ragazzo con cui uscivo anni fa: per alcuni anni è stato insieme a una ragazza che faceva parte della nostra comitiva e successivamente è diventato un conoscente con cui uscivo la sera. In estrema sintesi, alcuni giorni fa il tipo in questione scrive un post in cui esprime le sue considerazioni sull'universo femminile (si tratta di un uomo alle soglie dei quarant'anni ormai).
Secondo la sua analisi, le donne attualmente si suddividono sostanzialmente in quattro gruppi, tutti contraddistinti da una caratteristica prevalente che, da quanto traspare dalle sue parole, rende difficili i rapporti tra uomo e donna. Una di queste, tanto per rendere l'idea, sono le donne oltre i trent'anni con figli.
Il post evidentemente è uscito da quella che è la sua cerchia (o bolla) di conoscenze e ha attirato l'attenzione di un pubblico più ampio, con le conseguenze che vi lascio immaginare. L'episodio mi ha sorpreso un poco, non tanto per i suoi argomenti — che anzi ho riconosciuto nella sua tristezza di sempre — quanto per la facilità con cui si è esposto pubblicamente in quel modo.
Scrollando il suo feed scopro che nel post precedente si lamentava delle "donne che si mostrano al mare", e anche lì un paio di utenti gli aveva fatto notare che forse qualcosa in lui non andava. Ma nell'ultimo post, quello sulle categorie, già a distanza di poche ore dalla pubblicazione si sentiva puzza di bruciato.
Non ho provato piacere per il fatto che finalmente qualcuno lo avesse visto per quello che era: per anni l'ho sempre visto come un ragazzo di bell'aspetto, di buone maniere e attento alle apparenze. Si può dire anche che è dotato di una certa sensibilità . Insomma, a volte poteva anche essere piacevole da frequentare.
Avendolo conosciuto appena un po' più da vicino però, ho il ricordo di una persona di una superficialità disarmante; a volte ti lasciava con un senso di vuoto talmente profondo da sembrare quasi irreale.
Tutto ciò era in armonia con quel placido torpore che contraddistingueva le nostre serate. L'unico modo che avevamo per disinnescare un certo imbarazzo che spesso piombava nelle nostre conversazioni stanche era una certa ironia, che ci aiutava a nascondere il disagio sotto un'ostentata goliardia di maniera.
Giusto per dare un'idea, tempo fa (dopo un paio si anni che non lo sentivo) non mi trattenni dall'esprimere la mia vicinanza dopo la rottura della sua relazione con il Presidente del Consiglio, tanta è clamorosa la sua somiglianza con il noto Gianbruno.
A pensarci bene però, a volte aveva dei comportamenti palesemente discutibili e inequivocabili, in cui il senso di irrealtà si dissolveva in una nitidezza fin troppo chiara. Ricordo ancora come, in un certo periodo della nostra frequentazione, se ne usciva con la sua collezione di video porno soft che aveva sul cellulare, lasciando i presenti con un'espressione perplessa sul viso.
Il giorno seguente alla pubblicazione del post incriminato, come prevedibile, la sezione commenti si era popolata e qualcuno aveva lasciato osservazioni anche piuttosto dure nei suoi confronti. Notai anche le sue risposte in sua difesa, pacate ma piccate, coerenti con l'incredula compostezza che riuscivo a intuire attraverso lo schermo.
Fermo sulle sue posizioni, era convinto di avere dalla sua una ragione granitica, come se stesse parlando del moto rettilineo uniforme. L'ho visto ricoprirsi di ridicolo, risultando non solo superficiale, ma anche infantile e inadatto al confronto. Ho provato imbarazzo e tristezza per lui.
Forse non è ancora avvezzo alle dinamiche social? Si sta forse imbruttendo in malo modo o "boomerizzando", come direbbero i boomer stessi?
Frequentare locali o zone LGBTQ+ friendly ti da la possibilità di passare una serata senza quella parte di popolazione che solitamente è fonte di noie e situazioni spiacevoli. Peccato non averlo realizzato prima.
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Penso di esser l'unico a conoscere persone che, nell'arco della loro vita, hanno sempre straparlato di immigrazione, sono poi emigrate all'estero per lavoro, e quando torna in Italia si vantano di "scovare" immigrati provenienti proprio dal paese in cui vivono attualmente, prendendosi la briga di sindacare circa la presenza di quest'ultimi in Italia.
Da tempo avevo in mente di leggere il Trattato Teologico-politico di Spinoza, un testo che mi incuriosisce molto a partire dal suo trascorso a seguito della sua pubblicazione.
Adesso arriva il Ministro Valditarra, con le sue linee guida per l'insegnamento della filosofia nei licei italiani e decide di bollarlo come se fosse un libro proibito stile 'Il nome della rosa'.
Mi sembra chiaro che a questo punto è d'obbligo sacrificare del tempo libero per fare questa lettura.
Recentemente ho ricominciato a leggere della narrativa grazie a un noto Youtuber. In particolare sto scoprendo gli autori asiatici ed è un mondo che mi si sta aprendo. Qualcuno a dei titoli interessanti da suggerirmi?
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Raggiunta una certa età , più o meno tra i 35 e i 40, capita di dover prender parte a rituali spiacevoli, come i funerali dei genitori dei tuoi amici di infanzia. Di solito sono quei genitori dei tuoi amici con cui hai avuto una frequentazione piuttosto intensa fino ai primi anni della pubertà e in seguito, nel corso della tua vita, ti eri quasi dimenticato della loro esistenza.
I loro figli, tuoi coetanei, invece li hai visti crescere assieme a te per qualche anno, specialmente se sei rimasto a vivere nel tuo paese di origine fino all'età della maturità . Con alcuni di questi ci hai anche condiviso un pezzo significativo della tua vita, ma nonostante tutto con pochissimi sei rimasto in contatto.
Il termine, evidentemente mutuato dal vecchio movimento letterario, si riferisce a un clima culturale che si può sperimentare visitando la provincia italiana più remota: quella che vive di propri miti, vanaglorie e leggende del passato, che fanno da contrappunto a una realtà presente sempre più grottesca e deprimente. Nel suo articolo, Renzi fa riferimento a questo tipo di esperienza in relazione a uno spettacolo/comizio del nuovo leader politico Roberto Vannacci.
Oppure rivedi il gruppetto dei musicisti che in giovane età avevano formato gruppi punk e rock alternativo di ogni sorta: hanno continuato a trascinarsi dietro quell'attitudine da alternativo costruita ai tempi del liceo, riproponendola nel tempo come se fossero una rendita di status sociale a lunga scadenza.
Uno di questi è diventato pure un complottista no vax e durante la pandemia ha fatto detonare quel senso di inadeguatezza che covava da tempo, derivato probabilmente dal non essere stato in grado di essere all'altezza di qualcuno in famiglia, da cui però ha ereditato una malcelata arroganza da sempre spacciata per estrosità .
Senza dubbio è affabile e piacevole ai più, anche quando si esibisce in quelle pose da teatro per segnalare agli "altri" che lo osservano a pochi metri di distanza il suo disappunto per la presenza dell'ultima arrivata: la stilosa tipa militante di sinistra che nel frattempo si è unita al gruppo e conversa amabilmente.
Per anni hai pensato che i rapporti con lui siano stati interrotti per qualche tuo commento di troppo circa la sua camaleontica capacità di riciclarsi negli ambienti più disparati. In seguito vieni a sapere che si è sposato con un'altra professionista del suo rango, ma che, ironia della sorte, proviene da una storia di militanza politica di sinistra, molto di sinistra.
Ancora sorridi quando te lo immagini infrangere l'ultimo dei suoi tabù, alle soglie dei trent'anni o poco più, ospite in quell'appartamento in zona ticinese a Milano, mentre si appresta a prender parte a qualche attività organizzata nel noto centro sociale della zona al seguito della sua lei.
Infine c'è quel gruppetto di amiche che da vent'anni e passa non hai più visto, tranne quella volta in cui le incrociasti per caso tutte insieme in un noto locale fuori radar, che mai avresti detto di incontrare proprio lì, ma che a malapena ti hanno salutato.
A pensarci bene, una di loro l'avevi già rivista in una seconda occasione, ma al tuo saluto ti rispose con un criptico "no, no..." detto con la faccia spaesata e quasi intimorita, motivo per cui hai passato diverso tempo con un enorme punto interrogativo sulla testa. Ma d'altronde lo sai, a distanza di anni la puoi finalmente capire.
Adesso sono qui tutte insieme che ti chiedono aggiornamenti sulla tua vita e che, assieme all'ennesimo amico d'infanzia (quello per cui non hai più visto le tue coetanee girare in paese), invocano all'unisono la fatidica parola magica: cena di classe, quella delle elementari.
Ovviamente tu sei l'incaricato di dover recuperare i contatti con il tuo "amico storico", quello con cui l'ultima volta in cui ci hai passato più di 5 minuti assieme aspettavate con ansia il nuovo millennio. Di lui, ormai da una vita, hai notizie indirette da quella fastidiosa presenza di suo padre, sempre presente quando si tratta di incontri fortuiti in zona.
Noto anche come notevole lettore di testi sacri durante la messa domenicale (nonostante il suo passato), eppure rimane pur sempre oggetto di chiacchierìcci e illazioni di ogni genere. Lo puoi notare anche lì, in quell'occasione: molti al suo cospetto parlano come i calciatori professionisti quando non vogliono farsi leggere il labiale, consapevoli di essere ripresi dalle telecamere. È un modo anche questo di riconoscersi tra paesani, rimarcando i ruoli e i pregiudizi decennali che ormai si tramandano di generazione in generazione.
Ma il vecchio ferroviere non demorde, si avvicina con l'andatura un po' claudicante, con quel suo fare leggermente invadente che lo contraddistingue e si lancia cercando contatto con tutti. Nonostante tutto è cordiale con chiunque, sorride e sembra di buon umore, così fai la tua parte e ci scambi qualche parola di circostanza, congedandoti in pochi minuti con la faccia perplessa.
Dopo aver notato gli assenti eccellenti e realizzato di essere l'unico a vagare senza meta tra la gente, ti dirigi verso il fratello minore del tuo amico in lutto, quello che, nonostante i dissapori per motivi del tutto mai chiariti, senti di dover salutare prima di andare.
Ti allontani verso il parcheggio e incontri il fenomeno che fa lo spaccone, una vera specialità locale, e del quale a malapena ricordi cosa ti accomuna a lui. Si prende confidenze con te come se nulla fosse, specialmente se davanti a un pubblico, così stai al gioco e non ti fai mancare qualche soddisfazione.
Nonostante ciò, nella tua mente, non riesci a trovare altri ricordi di lui eccetto quell'immagine un po' sbiadita che lo ritrae al bar, davanti a uno schermo tra i video poker dell'epoca, intento a fissare l'ennesima corsa di cavalli fatti di pixel, nella speranza di ottenere i gettoni da incassare e riscuotere al bancone del bar (quando era ancora lecito farlo).
A quel punto non ti rimane altro che allontanarti senza dare nell'occhio, prima di realizzare che in fondo anche tu sei un prodotto dello strapaese, più di quanto sei disposto ad ammettere.
Praticamente in Italia la politica estera prende una direzione solo quando ai vescovi viene impedito di andare a messa o si critica il papa. Per il resto ci si lascia trascinare dalle correnti.