A volte non è che non ho niente da dire. È che non ho voglia di dirlo nel modo giusto per tutti.
Scrivo quando il pensiero non è ancora educato, quando è storto, incompleto, quando non so nemmeno se sono d’accordo con quello che sto pensando.
Qui finiscono le frasi che non ho detto, quelle che ho rimandato, quelle che ho lasciato a metà perché nessuno stava ascoltando davvero.
Non cerco risposte. Le risposte arrivano sempre troppo presto e chiudono cose che avevano ancora spazio.
Mi interessano gli scambi lenti. Le parole che non servono subito. Le conversazioni che iniziano senza sapere dove vanno.
Se sei arrivato fin qui senza fretta, probabilmente sai già perché sei qui.
E va bene così.















