GIOIELLIERE FASCISTA O PADRE E MARITO?
Uriel Crua
Fai un gioco.
Fai finta che ti entrano una volta in casa e ammanettano e imbavagliano tua moglie. Picchiano, strattonano, trascinano i tuoi figli. Rompono ossa. Poi rubano e se ne vanno.
E tu stai là, impotente, come nudo, non puoi fare niente. Ti senti un verme che non ha saputo proteggere i suoi familiari da sconosciuti farabutti.
Fai finta che succede una seconda volta.
Fai finta che succede una terza. Una quarta.
Prova a immaginare le notti a rivivere quei momenti.
Non si tratta di cazzate politicizzate: quelle te le affibbiano dopo, per fare share, per fare propaganda nell'uno e nell'altro senso.
Non si tratta nemmeno di "hanno rubato i gioielli". Chi se ne frega. Sei certamente assicurato.
No.
Si tratta di essere un uomo che per tre, quattro volte guarda con impotenza sua moglie terrorizzata. Si tratta di essere un uomo che per la terza, quarta volta vede degli sconosciuti mettere una pistola in bocca ai tuoi figli. Rompergli le ossa.
Davvero credi che - persa la brocca, tentando un riscatto, tentando spasmodicamente e finalmente di proteggerti e proteggere i tuoi figli da vermi schifosi che ti sopraffanno e abusano nell'indifferenza delle istituzioni a cui hai chiesto aiuto - davvero credi di meritare un ergastolo a settant'anni suonati?
Dopo una vita intera a rispettare quelle regole che intorno a te vanno sgretolandosi senza conseguenza alcuna per nessuno?
Sul serio lo pensi?
Pensi che avresti mantenuto la calma?
Pensi sia "giusto" così?
Rispondi sinceramente a questa domanda, e capisci chi sei.
Non è normale subire e restare lucidi.
Non è normale reagire lucidi quando si subisce una cosa non normale.
Quindi resta il fatto che la normalità non c'era e la reazione a questo fatto è normale che non sia lucida.




















