“Me ne devo frega’ degli altri. E pensare alla vita mia.”
“Esatto. E perché?”
“Perché fa cosi, la gente normale… sennò era morta.”
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Un pensiero per la notte di San Lorenzo e delle stelle cadenti..
“Non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. Io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo… salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l'onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l'unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai. Però troppo tardi l'ho capito. Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male. È lì che salta tutto, non c'è verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci. Non se ne esce. Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare. Con tutta la forza che avevo. Mi sono fatta tanto di quel male che tu non puoi nemmeno immaginare.”
Alessandro Baricco “Oceano mare”
È facile tornare con le tante stanche pecore bianche.
Scusate, non mi lego a questa schiera, morrò pecora nera…
(Francesco Guccini)
Riposa in pace Maestro..
Hanno preso le immagini di centinaia di migranti sulla spiaggia di Ceuta, le hanno spacciate per Riccione e ci hanno costruito sopra la solita propaganda razzista.
Adesso quella genialata potrebbe costare alla Lega un milione di euro.
La sindaca di Riccione, Daniela Angelini, ha infatti deciso di querelare per diffamazione aggravata i responsabili del video pubblicato dal profilo TikTok della Lega e di chiedere un milione di euro di risarcimento per il danno arrecato all’immagine e al brand turistico della città.
Parliamo del capolavoro che qualche giorno fa aveva preso le immagini di centinaia di migranti sulla spiaggia di Ceuta e le aveva trasformate in una Riccione immaginaria popolata esclusivamente da persone migranti, accompagnandole con la scritta:
“POV: è il 2023, sei in spiaggia a Riccione e Matteo Salvini non è ministro dell’Interno”.
Il filmato ha superato le 500mila visualizzazioni.
La sindaca aveva chiesto chiarimenti, la rimozione del video e le scuse di Salvini. Dalla Lega, invece, è arrivato il deputato Jacopo Morrone a spiegarci che avevamo capito male.
Era “una semplice provocazione”. Un “meme”. Addirittura “un’allegoria”.
La sindaca, evidentemente poco sensibile a questa nuova corrente letteraria padana, ha deciso di andare in tribunale:
“Si tratta di un contenuto gravissimo, intriso di un razzismo estremo e inaccettabile, che associa il colore della pelle delle persone alla criminalità e al degrado.
Noi auspicavamo una presa di posizione, un distacco chiaro da quello che era accaduto, invece le dichiarazioni dell’onorevole Morrone sono andate nella direzione opposta.
A questo punto penso che sia il caso di intervenire in maniera più incisiva. Chiederemo anche i danni d’immagine che queste dichiarazioni e questa vicenda hanno arrecato alla città. Quindi andremo avanti con una querela”.
E qualora il Comune ottenesse il risarcimento, l’intera somma sarà destinata al fondo comunale per aiutare cittadini in difficoltà a pagare l’affitto.
Quindi lo scenario potrebbe diventare questo: qualcuno realizza propaganda razzista usando Riccione come scenografia, la pubblica per raccattare mezzo milione di visualizzazioni e alla fine rischia di finanziare con un milione di euro le famiglie in difficoltà della città che ha appena infangato.
Adesso sarà la magistratura a stabilire responsabilità e risarcimenti.
Nel frattempo attendiamo con interesse il prossimo capitolo dell’allegoria. Possibilmente quello in cui arriva il conto.
Grazie, sindaca!
#Abolizione del Suffragio Universale
Antonio Tajani oggi su La Stampa riesce in un’impresa notevole: difendere per un’intera intervista una misura della quale, domanda dopo domanda, spariscono praticamente tutte le ragioni.
Alessandro De Angelis gli chiede subito:
"Ministro Tajani, qual è l’obiettivo di questo putiferio con la Spagna?".
E Tajani si offende quasi:
"Noi non abbiamo fatto nessun putiferio. Abbiamo sospeso Schengen, come prevedono i Trattati, perché a Ceuta è successo qualcosa di straordinario".
Benissimo. Ceuta.
Solo che arriva immediatamente il primo problema.
Il giornalista gli ricorda un piccolo, quasi insignificante, dettaglio: che Ceuta è fuori dallo spazio Schengen.
Tajani però vede un pericolo: i migranti potrebbero lasciare Ceuta, attraversare a nuoto una trentina di chilometri di Mediterraneo fino alla Spagna continentale, risalire tutta la penisola iberica, attraversare la Francia e, dopo migliaia di chilometri, puntare proprio sull’Italia.
"L’Italia, come destinazione, è il Paese più esposto", dice.
Il giornalista insiste: "Non vedo tutti questi movimenti…".
Ed ecco la prova regina del ministro: "Già una quindicina di irregolari sono stati fermati in Italia".
Ah, eccoci: i famosi migranti arrivati da Ceuta.
Peccato che De Angelis gli faccia presente un piccolo particolare: "Dai dati del Viminale nessuno di loro arrivava da lì".
Ed è qui che Tajani raggiunge una dimensione politica superiore: "Non sono marocchini, ma questo non sposta i termini del problema".
Fantastico.
Il governo introduce controlli straordinari per il rischio di arrivi da Ceuta. Il ministro porta come prova alcuni irregolari fermati in Italia. Il Viminale certifica che con Ceuta non c’entrano niente.
E secondo Tajani questo dettaglio "non sposta i termini del problema".
A questo punto possiamo applicare il metodo a qualsiasi cosa.
“Ministro, abbiamo chiuso le scuole per un’invasione di cavallette".
“Ma non ci sono cavallette.”
“Questo non sposta i termini del problema".
“Ministro, abbiamo evacuato Milano per un’eruzione del Vesuvio".
“Ma il Vesuvio è a Napoli".
“Questo non sposta i termini del problema.”
Il povero De Angelis riesce soltanto a rispondere: "Beh, insomma". Due parole che contengono l’intera disperazione della diplomazia europea.
A quel punto, Tajani spiega che i controlli resteranno perché l’intelligence spagnola teme una nuova ondata entro Ferragosto, ma assicura:
"Ci auguriamo di poter revocare la sospensione presto, appena non ci sarà più rischio. È Sanchez che ha drammatizzato".
Qui il capolavoro è completo.
L’Italia sospende Schengen.
Si evocano migliaia di migranti, movimenti secondari e perfino il terrorismo.
La Spagna reagisce applicando controlli agli italiani.
E chi avrebbe drammatizzato? Pedro Sánchez.
Tajani arriva persino a lamentarsi perché la Spagna, così facendo, rischia di danneggiare il turismo: 2"Non si revoca Schengen solo per ritorsione, senza una ragione, creando un danno al turismo".
Detto dal governo che ha appena introdotto controlli sui collegamenti con uno dei Paesi più visitati dagli italiani in pieno agosto, possiede quella grazia involontaria che ormai accompagna ogni capitolo di questa storia.
Alla fine dell’intervista resta una domanda molto semplice.
Se i migranti fermati non arrivavano da Ceuta, se Ceuta è fuori da Schengen, se i famigerati movimenti verso l’Italia ancora non si vedono e se persino Bruxelles vi ricorda necessità e proporzionalità, su cosa avete costruito tutto questo casino?
Ma forse pretendiamo troppo.
Per Antonio Tajani la realtà può anche presentarsi con i dati del suo stesso ministero.
Tanto, alla fine, "non sposta i termini del problema".
da Abolizione del suffragio universale
La quinta essenza dell'ignoranza umana.

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Disegno a carboncino di un mio studente. Bravo Michi!
“L'Italia è un paese pronto a piegarsi ai peggiori governi. È un paese dove tutto funziona male, come si sa. È un paese dove regna il disordine, il cinismo, l'incompetenza, la confusione.
E tuttavia, per le strade, si sente circolare l'intelligenza, come un vivido sangue. È un'intelligenza che, evidentemente, non serve a nulla. Essa non è spesa a beneficio di alcuna istituzione che possa migliorare di un poco la condizione umana. Tuttavia scalda il cuore e lo consola, se pure si tratta d'un ingannevole, e forse insensato, conforto”.
Natalia Ginzburg (1916-1991), Le piccole virtù, 1972
Ipse dixit
Con una nota dalla durezza senza precedenti, il governo spagnolo ha appena asfaltato definitivamente Giorgia Meloni e Antonio Tajani.
Di più: ha intimato il governo italiano di mettere fine, entro 48 ore, ai controlli alle frontiere introdotti contro i cittadini provenienti dalla Spagna.
Poi, avverte Pedro Sánchez, arriveranno contromisure “proporzionate”.
La nota parte subito pesantissima:
“Il 1° agosto il governo italiano ha reintrodotto i controlli alla frontiera con la Spagna, incidendo sulla mobilità di migliaia di passeggeri e generando incertezza giuridica nel pieno del periodo estivo.
Questa misura, senza precedenti nella storia recente, è stata adottata senza preavviso, unilateralmente e con argomentazioni fallaci che non rispettano né il Codice frontiere Schengen né la verità”.
Poi il governo spagnolo passa alla demolizione dell’emergenza Ceuta utilizzata dall’Italia per giustificare i controlli.
Ricorda che nessuno “poteva o può entrare liberamente nell’area Schengen, poiché la città autonoma di Ceuta gode di uno status speciale al suo interno, che quasi tutti sono già rientrati in Marocco”.
E poi restituisce al governo Meloni la lezione sull’immigrazione:
“Secondo Frontex, l’Italia è Stato membro che ha registrato il maggior numero di attraversamenti irregolari negli ultimi anni, con cifre doppie rispetto a quelle della Spagna e, dal 2022. Non ha rispettato il Regolamento di Dublino, generando un ulteriore onere di pressione migratoria sugli altri Stati membri”.
Poi arriva questa:
“Nonostante tutto ciò, la Spagna non ha mai introdotto controlli nei confronti dell’Italia. Al contrario, si è sempre mostrata solidale, accogliendo parte dei migranti arrivati a Lampedusa nel 2023 e aprendo ripetutamente i propri porti ai migranti soccorsi lungo la rotta del Mediterraneo centrale”.
E ancora: “Alla luce di tutto quanto sopra, si conclude che la misura adottata dal Governo italiano è ingiusta, contraria agli interessi dell’Unione europea e discriminatoria nei confronti della popolazione spagnola. Esortiamo o pertanto il Governo italiano a rettificare, a porre fine ai controlli e a trattare gli spagnoli come gli altri cittadini europei.
Se non lo farà entro la fine di domenica 9 agosto, la Spagna sarà costretta ad adottare misure proporzionate per proteggere gli interessi e la dignità dei propri cittadini”.
Avete letto bene.
Il governo Meloni voleva mettere Sánchez con le spalle al muro.
Una settimana dopo è Sánchez a dare una scadenza al governo Meloni.
Ma Sánchez conserva il capolavoro per la fine:
“Confidiamo che prevalgano l’europeismo, il buon senso e la buona fede. I governi esistono per promuovere la comprensione tra i Paesi e l’interesse generale delle loro popolazioni, non per creare fratture e conflitti sterili guidati da motivazioni elettorali interne”.
Doveva essere la grande prova di forza di Giorgia Meloni contro Pedro Sánchez.
Per ora abbiamo una riunione europea conclusa con la solidarietà alla Spagna e una nota ufficiale di Madrid che ordina di ritirare i controlli entro domenica.
Che figuraccia tremenda.
Abolizione del Suffragio Universale
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A PROPOSITO DI «STIMA "NON RECIPROCA"»!
"Vent'anni fa, trent'anni fa, si stava meglio. Quando non c'erano gli immigrati".
Altro pilastro delle convinzioni dei sostenitori di Vannacci: l’idea che questo Paese fosse un tempo un Paradiso terrestre.
Guardate, sciocchini, che c'eravamo anche noi.
C'eravamo anche noi quando giravamo con le autoradio incollate alle mani per evitare che ce le rubassero.
C'eravamo anche noi quando facevamo lo slalom tra le siringhe nei parchi e i tossicodipendenti ti venivano incontro come zombi.
C’eravamo anche noi quando nei bagni pubblici si trovavano cucchiaini bruciati e lacci emostatici e in tv si contavano i morti per AIDS.
C’eravamo anche noi quando sparivano le ruote delle auto e al mattino le trovavi poggiate sui mattoni.
C'eravamo anche noi quando la mafia faceva saltare le autostrade e la camorra lasciava un morto al giorno per strada.
C'eravamo anche noi quando la mafia uccideva prima Falcone e poi Borsellino e teneva in ostaggio tutta l'Italia.
C'eravamo anche noi quando le rapine in banca finivano con gli ostaggi, quando i sequestri di persona duravano mesi e intere famiglie vendevano tutto per riavere un figlio.
C'eravamo anche noi quando nei quartieri popolari comandavano i clan, quando il pizzo era una tassa ordinaria e denunciare significava restare soli.
C'eravamo anche noi quando le donne venivano picchiate in casa e tutti restavano in silenzio e dicevano che erano fatti di famiglia.
C'eravamo anche noi quando i gay vivevano nascosti, i disabili venivano tenuti in casa e senza scuola e chi aveva un problema psichiatrico finiva dimenticato in qualche istituto.
C'eravamo anche noi quando nessuno si preoccupava se le città venivano avvolte dallo smog, i fiumi diventavano discariche e il mare riceveva qualunque schifezza.
C'eravamo anche noi quando il Sud perdeva ragazzi sui treni dell'emigrazione e gli italiani all'estero venivano trattati da sporchi, delinquenti e invasori.
C’eravamo anche noi quando i grandi imprenditori italiani come Tanzi falsificavano i conti mentre migliaia di famiglie si rovinavano.
C’eravamo anche noi quando Wanna Marchi vendeva numeri del lotto e rimedi miracolosi sfruttando la paura delle persone più fragili.
Erano tutti italiani.
E poi facciamo un passo indietro, perché questo giochino della nostalgia funziona per arretramento del calendario e qualcuno parlerà inevitabilmente dei decenni precedenti.
C’erano anche i nostri genitori e ci hanno raccontato di quando le Brigate Rosse sequestravano, gambizzavano e uccidevano.
C’erano anche loro quando i neofascisti mettevano bombe nelle banche, sui treni e nelle piazze.
C’erano anche loro durante la strage di Piazza Fontana, quella di Piazza della Loggia, l’attentato al treno Italicus e la strage alla stazione di Bologna.
C’erano anche loro quando magistrati, giornalisti, sindacalisti e uomini delle istituzioni venivano assassinati.
C’erano anche loro quando Aldo Moro fu rapito, tenuto prigioniero per cinquantacinque giorni e poi lasciato morto nel bagagliaio di un’auto.
C’erano anche loro quando nelle università e nelle piazze si sparava, quando gli scontri politici finivano a sprangate e ogni settimana sembrava poter esplodere una guerra civile.
C’erano anche loro negli anni della strategia della tensione, dei servizi deviati, dei depistaggi e delle verità sepolte per decenni.
Quell’Italia con meno immigrati era attraversata dal terrorismo italiano, dalle stragi e dalla paura.
La memoria selettiva trasforma il passato in una cartolina: toglie la paura, la violenza e la miseria, poi lascia soltanto le domeniche in famiglia e le canzoni alla radio.
Il passato sembra migliore perché eravate giovani.
Gli immigrati c'entrano poco.
È la giovinezza che vi manca.
E ora che non siete più giovani, avete più facilmente paura. Ora che state una continuazione coi telefoni in mano, provate sempre più paura. Su questa paura poggia tutta la propaganda della destra.
L'Italia non è mai stata un Paradiso terrestre.
Siete semplicemente invecchiati.
E siete invecchiati malissimo.
Luca Delgato
“Non saremo migliori quando si tornerà alla normalità.. Gli Uomini non imparano.. Dimenticano..”
(Francesco Guccini)
Riposa in pace..
Questo non è stato un normale dibattito televisivo. È stato uno scontro tra due mondi. Da una parte Alan Dershowitz, l’avvocato americano
Perché mai Hamas dovrebbe consegnare le armi? Il doppio vincolo ordito da Netanyahu.
ARTICOLO COMPLETO QUI: https://laviniamarchetti.substack.com/p/perche-mai-hamas-dovrebbe-consegnare
«Non ci ritireremo dalle linee attuali finché Hamas non sarà completamente disarmato». Benjamin Netanyahu lo ha detto il 4 agosto, rifiutando la bozza elaborata dall’amministrazione Trump per avviare la famosa “fase successiva” dell’accordo su Gaza. Israele ha ricevuto il testo lo ha rifiutato (come prevedibile). Cosa vorrebbe Israele? Ma è ovvio, ciò che nessuno farebbe, così avrà la scusa per terminare il genocidio. Hamas dovrebbe consegnare le armi per primo. L’esercito israeliano conserverebbe le posizioni occupate, ovvero il 70% di Gaza. Il ritiro, poi, forse, vedremo, al limite arriverà dopo. Queste non è un accordo. Solo un pretesto di chi Hamas la conosce bene, visto che l’ha finanziata.

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Arrivarono credendo che sarebbe stato un occasione per la loro propaganda. Trovarono vicini che li hanno indicati e umiliati . Questa è la
Arrivarono credendo che sarebbe stato un occasione per la loro propaganda. Trovarono vicini che li hanno indicati e umiliati .
Questa è la lezione di Ceuta all'estrema destra. E alcuni dovettero ascoltarla mentre correvano.