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@laeli-laroch

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Pensando a te, a noi.
"ti odio" il suo sorriso da bastardo che sa benissimo che ha appena ottenuto cosa vuole affiora sulle su labbra "perché? Cosa ho fatto?" "Lo sai cosa hai fatto." Di nuovo quel sorriso e una risata." Io ho soltanto parlato, sei tu che hai deciso" mi avvicino e le sue braccia mi assicurano al suo corpo, così stretti che nemmeno uno spillo passerebbe tra di noi. I nostri spigolo si toccano combaciando alla perfezione. "sei uno stronzo" sussurro con la bocca appoggiata alla pelle calda del suo collo, sembra incandescente al tatto. "Non è vero conosco soltanto i tasti giusti da schiacciare" e imita una sonata al pianoforte sulla mia schiena. "Idiota" "si, ma il tuo idiota, per sempre" scoppiamo a ridere mentre sollevando il capo incontro le sue labbra morbide. Sospiro sapendo che intanto farò come ha detto. "Comunque non è detto che ti ascolti" affermo solo per contraddirlo mentre mi stacco dal suo abbraccio. Ecco nuovo quel sorriso che per quando voglia toglierglielo dal suo volto a suon di schiaffi me lo fa amare ancora di più. Mi allontano andando in camera dandogli le spalle "fai come vuoi" mi risponde tornando a sedersi "vaffanculo" "ti amo anch'io" lo sento ridere. Rido scuotendo la testa sulle mie labbra un sorriso, sa che lo ascolterò, lo faccio sempre,anche quando non vorrei solo per ripicca perché mi conosce troppo bene, forse più di me stessa. Solo lui sa imporsi senza farlo, solo lui sa mettere un limite alle mie stranezze ed eccessi, solo lui sa tenere a bada i miei pensieri, solo lui sa prendersi cura di me sia fisicamente che mentalmente. È questo l'amore che ho sempre cercato, è questo l'unico amore che voglio. Lui è il solo, sempre e per sempre.

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Lo show
Dio non ci posso credere. Guardo Ben sul palco e un brivido mi percorre la schiena. Sembra stia facendo l'amore con il microfono. Accenna un sorriso storto mentre inclina leggermente il viso, abbassa lo sguardo sulla chitarra e quando riporta lo sguardo al pubblico fa la lingua. I fan impazziscono, le urla sono fortissime e scommetto che sono a migliaia le mutandine che si bagnano per questo suo gesto. Mi innervosisco ed irrigidisco la schiena. Rachele al mio fianco sembra accorgersene, appoggia una mano sul ginocchio avvicinandosi al mio orecchio "E' il suo show Lib, nulla di più" accenno un sorriso "Lo so, e' molto bravo e poi non stiamo insieme" anche lei mi risponde con un sorriso "Lui è il migliore e per concludere non credo sarebbe d'accordo sulla tua affermazione" toglie la mano dalla mia gamba e torna a scuotere la testa a tempo. Rachele lavora per lui da sempre, e' prima di tutto una sua amica poi anche la sua assistente. Ripenso alle sue parole mentre continuo ad guardare il suo spettacolo. Invoca una strofa allargando le braccia e cavoli, sembra un Dio caduto che occupa uno spazio immenso, tra la sua altezza e la sua apertura alare, in questo momento Ben potrebbe essere davvero un idolo sceso in terra e pronto ad essere crocifisso. Sospiro ignara del sorriso che si allarga sul volto di Rachele. La ragazza seduta dall'altro lato della fila urla "Jam fai di me cosa vuoi" ed io mi irrigidisco nuovamente pensando a chissà quali proposte avrà ricevuto in passato. Rachele nuovamente si avvicina "E' il suo ultimo pezzo. Quando finisce vai nel camerino, ha detto di aspettarlo li'" annuisco ed ascolto il brano che chiude questa serata.
Sono seduta sul divano nel suo camerino, qui l'aria sa di lui, non ci sono ragazze urlanti, solo silenzio. Vedo la maniglia della porta abbassarsi e un Ben sudato con tanto di capelli dalle punte gocciolanti entra. Un sorriso in grado di illuminare un cielo notturno stampato in volto. Non gli do il tempo di chiudere la porta che sono tra le sue braccia, quelle braccia che fino a pochi minuti fa ho visto allargarsi su palco e sembrare enormi. Ora sono strette attorno a me. "Lib sono tutto sudato" protesta provando ad allontanarsi ma io non mollo la presa "Non mi interessa" mi stringo più forte a lui e lo sento ridere "Saperlo prima che ti faceva questo effetto vedermi sul palco ti avrei regalato i biglietti molto tempo fa" lo sento ridere, ha la voce più roca del solito e non riesco a capire se è dovuto allo sforzo del concerto o alla situazione "Ehi, tutto bene?" Afferra il mio mento con due dita e mi obbliga ad alzare lo sguardo. I suoi occhi nei miei. "Avevo solo voglia di stringenti, la sopra sembri un altro, nel senso che sei così sicuro di te, strafottente, affascinante... Tutte muoio dalla voglia di poterti toccare.... Volevo solo essere certa che il mio Ben ci fosse ancora" Il timore nei suoi occhi svanisce all'istante "Il tuo Ben non se ne andrà mai, perché è il vero me. Sul palco sono solo il leader della mia band. Ma non ti nego che a volte scindere le due persone e' complicato." Chiude gli occhi baciandomi la fronte " Mi faccio una doccia e poi ti riaccompagno a casa" "Resti con me stanotte?" Il sorriso appare sul suo volte mentre riapre gli occhi, nel suo sguardo un desiderio misto a una promessa "Non potrei essere altrove" la sua voce che certifica che quello che ho visto e' vero. L'istinto prevale sul buon senso, mi alzò in punta dei piedi per raggiungere le sue labbra. Un lieve bacio. Il gusto del sudore salato viene trasferito sulle mie labbra e non c'è aroma migliore "Fai in fretta" mi stacco da lui fisicamente ma i suoi occhi sono ancora incatenati ai miei, una luce brilla al loro interno, la sua mano afferra la mentre con l'altra apre la porta "Cambio di programma, la doccia la faccio da te" non cambia nemmeno i vestiti e si precipita trascinandomi dietro di se lungo il corridoi mentre io rido.
Perché?
Guardo il marciapiede per non inciampare, ho in mano così tanti sacchetti che dovrei smetterla di fare shopping, tanto la metà delle cose che ho comprato non la userò. Sospiro a questo pensiero perché so, che è la verità. Alzo lo sguardo giusto in tempo per evitare 3 ragazzi, grandi e grossi che occupano quasi tutto il marciapiede. "Scusa" affermò voltando la testa per sorridere al ragazzo centrale, è un po' più basso degli altri due, ma quando mi fa l'occhiolino dicendo "peccato che a strusciarsi sia stata solo la borsa" scoppiò a ridere. Mentre torno sui miei passi, di sfuggita incontro il volto del ragazzo più a sinistra e mi manca il respiro. Faccio finta di nulla,non può essere lui. Entro nella libreria poco più avanti, sto cercando un libro, è un po' vecchiotto ma non importa, sono certa che qua alla ReD posso trovarlo e così è. Poso tutti i sacchetti per terra e provo a prendere il libro. Quel maledetto sì è rifugiato sull'ultimo scaffale in alto. Saltello per arrivarci ma nulla, sbuffo. Vedo apparire una mano e poi in braccio, una parte di esso tatuato. Poi il tatuaggio sparisce sotto la manica di una maglietta. Afferra il mio libro e sparisce dietro la mia schiena. "Cercavi questo?" Una voce alle mie spalle. Chiudo gli occhi perché so esattamente a chi appartiene. "Ryan Dorvin" ripeto a me stessa mentre mi volto. Il suo sorriso annebbia la mia mente. "Annabell Whiter" mi risponde. Afferro il libro dalle sue mani e lui incrocia le braccia al petto, i suoi muscoli si gonfiano ma non credo se ne sia accorto. "Non pensavo mi avessi riconosciuta prima" "come vedi non è così, non passavi inosservata al liceo e cavolo, guardati, non passi inosservata nemmeno oggi" "grazie". I suoi due compagni appaiono in fondo alla corsia "ry andiamo che facciamo tardi all'allenamento" si volta a guardarli " devo andare, sono in città solo per 3 giorni. Vieni domani alla partita?" "Non ho il biglietto" è la prima scusa che mi viene in mente "nessun problema, te ne lascio un paio in biglietteria, vieni pure con il tuo ragazzo.." lascia la frase in sospeso apposta per sondare il terreno. "Non ho un ragazzo ry e se volevi saperlo bastava chiederlo" il suo sorriso si allarga ancora di più "ok, allora vieni con un'amica, non mi importa, ma vieni ok?" Chiudo gli occhi, sono stufa e stanca, la giornata non poteva girare peggio "ok, ci sarò ma ora togliti dai piedi devo tornare in ufficio" "agli ordini" si avvicina pericolosamente e mi stringe in un abbraccio, china la testa, mi bacia e lecca il collo. Quando si stacca ride "togliti dalla mia visita, dopo quello che hai appena fatta potrei prenderti a calci nelle palle" istintivamente porta le mani sul cavallo dei pantaloni mi fa l'occhiolino e si avvia a raggiungere i compagni. Arrivato a fondo corsia urla "non ti libererai facilmente di me questa volta Annie" e sparisce dalla mia vita. Chiudo gli occhi appoggiando a testa allo scaffale dietro di me. Sapevo che la sua squadra era in città, per quanto voglia negarlo so tutto di lui, ma non pensavo di incontrarlo LA è enorme. Sbuffo " dovevo prendere ferie e sparire lontano da qui" una vecchietta passa nella corsia " suvvia signorina, quel ragazzo è pazzo di lei, si vede lontano un miglio" ridacchia "fossi in lei non me lo lascerei scappare è davvero un bocconcino prelibato e sui pattini sembra un angelo vendicatore, poteva capitarle di peggio" sorrido e annuisco. Da un lato ha ragione, peccato che non conosca l'altro.
Pioggia
Mi guardo intorno mentre passeggio per questa città. Il traffico frenetico dei taxi gialli, il vento gelido che soffia dal mare, i traghetti che affannosi viaggiano tra le onde per giungere alla libertà. Tutto mi incuriosisce. Il cielo è grigio, minaccia pioggia. Mi appoggio alla ringhiera e guardo il mare sotto di me sbattere sugli scogli. Quest'isola è piena di gente, ma oggi mi sento sola, più del solito. Chiudo gli occhi e inspiro l'odore salmastro che satura l'aria. Quando li riapro una goccia cade sul mio naso. La gente in un attimo si dirada, chi verso la stazione della metro, chi apre un ombrello ed affretta il passo. Non ho un ombrello e non ho voglia di prendere la metro. Il mio cappotto inizia ad inzupparsi sempre di più mentre il flusso liquido che cade dal cielo sgorga maggiormente. Non ci faccio caso. Cammino, sul marciapiede quasi sgombro verso il ponte di Brooklyn. Un fuoristrada con i vetri oscurati accosta poco più avanti di me. La portiera del passeggero si apre, Ben in felpa scende dalla macchina, sulla testa il solito cappellino. "Lib diluvia cosa ci fai in giro senza ombrello?" è a pochi passi da me, mi guarda, non mi prendo nemmeno a briga di scostare i capelli ormai incollati al mio volto. " Hai mai passeggiato sotto la pioggia Ben? È rilassante e puoi liberare i pensieri" "ti ammalerai" alzo le spalle, non mi interessa, mi avvio, abito dall'altra parte del ponte e ho intenzione di andare a casa a piedi " lib ti prego sali" "nessuno mi farà del male Ben, vai a casa" sbuffa, torna alla macchina dice qualcosa a Mark e chiude la portiera. Mi affianca " hai vinto Lib, tu vinci sempre" sorrido mentre si incammina al mio fianco. Quando arriviamo di fronte al mio palazzo rompe il silenzio che ci ha accompagnato per più di un'ora. "Posso salire?" Sorrido alla sua stupida richiesta "quando mai non sei salito?" Sento il suo sorriso alle mie spalle ed infradiciando il montacarichi arriviamo a casa. Infreddoliti, bagnati ma liberi dai pensieri scomodi.

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Chi ti addormentera'by LaEli LaRoch
Eccellenze italiane incontra la scrittrice emergente LaEli LaRoch per parlare del suo primo libro Chi Ti Addormentera'
Booktrailer - Chi ti addormenterà by LaEli LaRoch
https://www.recensionelibro.it/chi-ti-addormentera-laely-laroch/
Le macerie
Non so cosa pensare, quando il mondo ti crolla addosso tu, non puoi fare altro che scrollarti di dosso le macerie, fare una doccia bollente e indossare il tuo completo migliore. Così ho fatto. Ho aperto l'armadio e ho indossato il mio completo di D&G, un gonna a tubino nera fin sotto il ginocchio con una cerniera argento che si sviluppa lungo tutta la lunghezza coordinata a una giacca nera con cerniere posizionate a caso, il tutto abbinato a un top semitrasparente rosso. Prendo i miei sandali scamosciati rossi dal tacco vertiginoso li indosso e mi incammino verso la galleria. Quando volto l'angolo Ben è seduto a terra, la testa reclinata contro il muro, una bottiglia nascosta dentro una busta di carta marrone.
"Cosa ci fai lì seduto?" " Ti aspettavo" sorride socchiudendo gli occhi "Sei ubriaco Ben" si alza in piedi e barcolla pericolosamente verso di me, piazzo le mani su suo petto e lo spingono contro il muro, sbatte rimanendoci appoggiato. "Non lasciarmi Lib" "Non posso lasciarti, non stiamo insieme" "Sai cosa intendo" i suoi occhi si perdono dentro ai miei, anche se sono cerchiati dall'alcool dicono la verità "Vai a casa Ben, dormi, ci sentiamo più tardi" "Passo a prenderti alla chiusura" serrò i punti "No, ti chiamo quando ho finito e te lo farai andare bene" sorride la testa ciondola in avanti "Mi perdonerai?" Mi incammino verso la porta d'ingresso "A più tardi Ben e lavati perché puzzi" sento la sua risata che sparisce quando chiudo la porta. Non so risponderti, non voglio risponderti, non ancora ma prima o poi, ti prometto che lo farò.

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Libera di respirare
"tu sapevi chi ero fin dal primo momento" "non è andata proprio così, quando ci siamo scontrati non ti avevo riconosciuta Lib. È successo dopo" Ben si sfrega gli occhi con una mano, come se non sapesse da dove partire a parlare " quando?" Sorride "la prima sera che mi sono fermato da te, ho visto le cicatrici" i miei occhi si spalancano "quella sera mi hai fatto un sacco di domande sulla mia famiglia" Fa si con la testa ed appoggia la fronte sul tavolo, due semplici parole arrivano attutite alle mie orecchie "mi dispiace" rido e lui alza la testa all'istante non capendo il perché della mia reazione, io continuo a ridere "Lib tutto bene?" " Sai, se da una parte vorrei prenderti a schiaffi, dall'altra capisco il tuo comportamento. Non sto giustificando la tua scelta, ma la capisco. Non so come mi sarei comporta fossi stata in te." "Cosa vuoi dire, non ti seguo" bevo un sorso della mia acqua " voglio dire Ben che devi, anzi no, pretendo che mi racconti ogni cosa. Non mi interessa quanto tempo ci vorrà, non mi interessa se devi incidere un nuovo album, non mi interessa di nulla. Voglio sapere tutto quello che non riesco a ricordare. Me lo devi" il suo volto si trasforma in una maschera di cera. " Farà male Lib, molto male, ti racconterò la nostra storia e te la mostrerò, ma tieni a mente che non c'è ancora un finale definitivo, quello che conosci ad oggi è solo un qualcosa di transitorio" "deciderò quando conoscerò tutti i dettagli" Ben ride afferrando la mia mano ed iniziando a disegnare il contorno del piccolo cuore nero che ho tatuato sull'interno del polso "non ricordo quando l'ho fatto" lui gira il suo, in mezzo al groviglio di disegni un piccolo cuore rosso nella stessa posizione. Appoggia i due polsi e i due tatuaggi combaciano alla perfezione. "Non preoccuparti, collocheremo anche questo nella nostra storia, vieni, è ora di iniziare il nostro viaggio" mi invita ad alzarmi dal tavolo ed io afferrando la sua mano lo seguo fuori, sul marciapiede gremito di gente. Loro conoscono il loro passato, io solo il presente ma so che a breve quel nero denso e fumoso che riempie 6 anni della mia vita verrà soffiato via dalle parole di Benjamin Root, lasciandomi nuovamente libera di respirare.