Cinquantadue.
Sia chiaro: una parte di me preferirebbe avere trent’anni, e le chiappe sode.
Ma non posso fare a meno di essere grata perché sono ancora da questa parte del sipario, a calpestare questa bella terra, e con la prospettiva – fatti i debiti scongiuri – di starci ancora un po’.
Lo considero un dono, il fatto di avere la possibilità di invecchiare. Anche a costo di aver smarrito il collagene, e aver…
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