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NON PUOI DIRE “CLANDESTINO”. MA POSSONO CHIAMARTI FASCISTA E RAZZISTA.
La Cassazione ha stabilito che non si possono chiamare “clandestini”perché le parole devono essere precise e corrispondere allo status giuridico della persona.
Bene.
Allora PRETENDO LA STESSA PRECISIONE QUANDO SI PARLA DI ME E DI MILIONI DI ITALIANI .
Per anni siamo stati chiamati: razzisti, fascisti, xenofobi e perfino nazisti semplicemente perché contrari all’immigrazione incontrollata o critici verso certe politiche.
Quando hanno verificato che fossimo davvero razzisti?
Quando hanno dimostrato che fossimo davvero fascisti?
Quando hanno accertato che avessimo commesso atti di discriminazione?
Mai.
Eppure quelle etichette vengono usate ogni giorno, sui giornali, in televisione e sui social, senza che nessuno si preoccupasse della precisione delle parole.
A quanto pare, in Italia, l’obbligo di usare i termini giusti vale solo in una direzione.
Perché “razzista” e “fascista” vengono attribuiti ogni giorno a persone reali, con un nome, un cognome e un volto.
Eppure questo non sembra preoccupare nessuno.
Mentre per una definizione rivolta a una categoria generica, la tutela scatta immediatamente.
È chiaro che ci sia una grande attenzione a proteggere chi arrivava e molto meno a tutelare gli italiani da etichette infamanti e delegittimanti.
Più che un principio di giustizia uguale per tutti, sembra un modo per stabilire quali parole gli italiani possono usare e quali accuse, invece, devono subire.
Una persona che entra in un Paese senza documenti e senza permesso di soggiorno è un CLANDESTINO.
Pinelli
Exactly
Manco con il consenso dei genitori dovrebbe essere permesso a bimbi e ragazzini di assistere a simili grottesche pagliacciate.
La conosciamo bene la tua, vostra, idea di educazione sessuale.
Caro Zan, pensa ai carrozzoni dei gay pride.
Giù le mani dalla scuola.
Giù le mani dai bambini.
Giù le mani dai nostri bambini.
Ci sono tante toghe affrante alla sentenza. Al funerale di una delle più colossali balle giudiziarie della Seconda repubblica, sopravvissuta grazie alla pervicacia di magistrati ostaggio di teoremi. Tanti di loro dovrebbero chiedere scusa all'Italia e alle vittime di quelle stragi.
La lettera scarlatta che avrebbero voluto marchiare sulla lapide del Cavaliere resta appiccicata a loro, incapaci di vedere che dietro quella stagione si stava consumando (la solita, classica) faida interna alla Procura di Palermo, come sta faticosamente scoprendo il procuratore di Caltanissetta Salvatore de Luca, rivelando gli strani affari immobiliari di alcuni suoi ex colleghi con imprenditori in odore di mafia su cui si erano sostanzialmente dimenticati di indagare.
Ma questo è il momento dell'elaborazione del lutto. A portare il feretro saranno l'ex pm a riposo Luca Turco e Luca Tescaroli, promosso a procuratore di Prato. Sono stati loro a insistere su una verità claudicante che ne ha glorificato le carriere. Ci sono magistrati come Nino di Matteo, uno che si è bevuto le panzane del depistatore Salvatore Scarantino, c'è il pm Antonio Ingroia che su questo teorema ha ottenuto la condanna di Marcello Dell'Utri e ha tentato malamente la strada della politica, c'è Roberto Scarpinato che nel suo Sistemi criminali ci ha costruito una sceneggiatura che mescola mafiosi e 'ndraghetisti, massoni e deep State con i soliti servizi segreti deviati (come fossero tutti a busta paga di Berlusconi) che ha incassato uno scranno, contiguo a quelle forze politiche che hanno davvero raccolto il dividendo di quelle stragi.
Abbiamo visto mafiosetti come Massimo Ciancimino e balordi come Salvatore Baiardo idolatrati e coccolati in tv perché funzionali a questa narrazione su una fantomatica «pista nera» che portava a pezzi di Stato deviati di cui Berlusconi sarebbe stato il regista occulto; abbiamo visto foto fantasma che avrebbero ritratto l'ex premier con uno dei fratelli Graviano e il defunto generale dei carabinieri Francesco Delfino, perfetta (se fosse vera, ma non lo è) per tenere insieme un puzzle appiccicato con la saliva dei soliti cortigiani delle procure: la sinistra Cassazione di Marco Travaglio, Massimo Giletti e Michele Santoro, il partito di Repubblica, Raitre -Telekabul, gli epigoni su La7 come Roberto Formigli.
Mentre si battono il petto e piangono lacrime di coccodrillo a comando a ogni anniversario, i veri nemici in vita di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, magistrati contrari al correntismo, la cui morte civile e giudiziaria è iniziata in un Csm a guida toghe rosse. E infatti la verità resta tuttora orfana di mandanti veri.
Felice Manti la tocca piano e la tocca bene, in chiulo a Travagghio e los amigos, testuale "quelli che hanno davvero raccolto il dividendo di quelle stragi", via https://www.ilgiornale.it/news/magistratura/scarpinato-turco-ingroia-e-plotone-magistrati-che-ha-2674450.html
E noi li paghiamo a 'sti buromaggistrati. Ma laggente ha detto NO alla loro resp.civ.: per proteggerli dalla REALTA', e protegger anche la propria utile idiozia, nella speranza da sciocchi illusi che i Poteri Marci si ricordino di loro con briciole e benevolenze.

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Mi sono sempre chiesto perché i popoli africani non avessero mai contribuito allo sviluppo della civiltà come la conosciamo noi , che non deve per forza essere industriale o guerrafondaia. Negli ultimi anni,da quando l' Africa è venuta da noi,ho capito il perché. Sostanzialmente sono ancora dei barbari. Almeno quelli che ci spediscono qui in Europa.
Dramma Europeo. La Signora Pina lascia…
MR
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GNOOooo...
AleXandro Palombo
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"La svastica è solo un simbolo solare".
1933, Adolf Hitler.
Ripeto: la follia del tutto giustifica le follie particolari e trasforma i delitti contro l'umanità in un'impresa razionale. Quando il popolo, stimolato ad arte dalle autorità pubbliche e private, si prepara a vivere in regime di mobilitazione generale, esso mostra d'esser ragionevole non soltanto a causa della presenza del Nemico, ma pure a causa delle possibilità di investimento e d'occupazione offerte dall'industria e dalle attività di divertimento. Anche i calcoli più folli appaiono razionali: annientare cinque milioni di persone è preferibile che non annientarne dieci milioni, o venti, e così via. È futile obbiettare che una civiltà che giustifica la propria difesa con un calcolo del genere proclama la propria fine. - Herbert Marcuse
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Per i vedenti invece, eliminiamo l'occasione che fa l'uomo ladro: facciamo che tutte le (altre) donne siano costrette a indossare burqa coprente totale, che ne dici Fabia?
Pensa che sarebbe proprio la motivazione reale dell'obbligo: per proteggervi dalle bestie incapaci di autocontrollo, là fuori. Della serie, la fiducia è una cosa seria ...
Btw, oltre che "protetta", così non dovrai più "competere", brutta parolaccia kapitalishta di stampo giudaico cristiano. E il cerchio socc'ialista progressista inclusivo si chiude.
Zan Alessandro è un omo d'onore, un Omorevole. Egli ha esposto le sue opionioni nei riguardi del Decreto Valditara che rimuove finalmente la peggio che squallida (al di là di ogni conflitto di interesse pecuniario: neh Zan?), la patetica narrativa di genere dalle scuole.
Rimango comunque personalmente convinto che nelle opinioni del soggetto al riguardo, ci sia del vero e del sensato. Peccato che la parte vera delle sue opinioni non sia affatto sensata e la parte sensata non sia per nulla vera. #checcheisteriche
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Ciò che è strano è che alcuni ritengono sbagliato preservare viva la cultura, la storia e i valori nazionali. Questi tre elementi formano essenzialmente il paese. Perderli, e il tuo paese diventa solo un luogo dove tutto è permesso.
È sempre un’esperienza incontrare un pacato lettore/credente del FattoQuotiqiano, ti fa capire quanto si è fortunati nella vita.
laggente conurbata, anche quella di livello (affluent) che (ancora) legge i giornali mica solo i socc'ial, ha bisogno della sua dose quotidiana di ODIO. Se no rischia di cadermi in astinenza.

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“Chi controlla le città, controlla le scuole, e chi controlla le scuole oggi, controlla il Paese domani.”
🖤 Corneliu Zelea Codreanu