Amo il temporale.
Ha uno schema tutto suo.
Tuono. Lampo. Lampo. Tuono.
Gocce pesanti, grandi, stanche.
Tuono. Lampo. Lampo. Tuono.
Gocce leggere, più piccole, energiche.
Tuono. Lampo. Lampo. Tuono.
È ossimoro e analogia.
È un po' come me, quando mi trascino dietro i miei pensieri.
Ed è un po' come me, quando per scappare da essi, mi metto a fare cinquemila cose.
E sai già cosa aspettarti prima, durante e dopo un temporale.
È prevedibile, a tal punto, che ti rassicura.
È nido e culla.
È sicurezza.
E in quella sicurezza vi è del caos.
Rumoreggia.
Si accende.
Urla.
Sbuffa.
Poi sbatte.
Brontola, ancora un pochino.
Ed infine, bisbiglia.
Sai, che noia, se ci fosse sempre sereno?


















