La tua festa, papà
Manchi da così tanto, ormai, che anche pensarti fa uno strano effetto, sai? Eppure manchi comunque, ogni ora di ogni giorno qualcosa di te se ne va, scivola un po’ più distante, alla deriva in un mare di tempo che sconti non ne fa a nessuno. Manchi a me, manchi a mia madre, mancheresti anche alla mia compagna se l'avessi conosciuta. Che ne sarebbe stato, di me, se non fosse successo quel che ti è effettivamente successo? Come sarei, ora, se per dirti “Buona festa del papà” non dovessi cercarti nella memoria ma frani vivi? Sarei diverso, tutto quanto sarebbe diverso. Perfino tu, babbo. Saresti più vecchio, più malandato perché avresti ottant'anni, forse inacidito dalla vecchiaia. Ma sai che c'è? Almeno saresti vivi. Cosa che non sei più e da un pezzo anche. Vabbè, buona festa di chi non c'è più, papà.














