La progressione in un videogioco, specialmente negli open worlds, se ci fate caso ricorda un po’ quel che accade nella vita di tutti i giorni: cresciamo di livello a seconda della nostra esperienza, prendiamo decisioni che possono cambiare il nostro destino o quello degli altri, affrontiamo cattiverie di ogni tipo, cerchiamo di superare gli ostacoli, subiamo ingiustizie, festeggiamo i traguardi raggiunti da soli o in compagnia. Facciamo tutto questo degustando ogni momento di ansia e felicità e cerchiamo di affrontare l’inevitabile paura di certi momenti e la sensazione di sentirci inadeguati di fronte alle novità e alle difficoltà che sembrano più grandi di noi. Dopotutto, le prime ore di Gothic Remake sono semplicemente realistiche, non sono tanto diverse dal nostro concreto approccio verso la quotidianità .
A me, purtroppo, nella vita reale è capitato fin dalla nascita di incontrare davvero un campionario variegato di orribili bestie e personaggi di dubbia personalità e moralità e ricordo bene come mi annientavano all’inizio, quando bastava una parola, uno sguardo, un minimo movimento per farmi cadere a terra, esattamente come facevano i saprofaghi col mio personaggio a inizio gioco. Poi, sono cresciuta, mi sono data da fare, ho lottato, ho scelto il mio percorso, ho indossato un’armatura… eh sì, è un po’ quello che faccio spesso quando ho in mano un controller.
All’inizio i saprofaghi sembravano fortissimi e oggi sul gioco posso cavalcarne uno… perché la vita stessa va così: io avevo paura di tutto, tutto mi faceva male e tutto mi sembrava irraggiungibile, oggi sono abbastanza forte da affrontare con audacia tutto ciò che mi succede coi giusti strumenti e le opportune difese. Ciò che prima ci faceva paura può addirittura diventare un nostro alleato e un’opportunità . Ho deciso di chiamare il mio saprofago cavalcabile Rudy: volevo rifarmi al nome di Mud che è diventato per me l’icona di questo percorso iniziale, unendo l’aggettivo ‘rude’ che descrive la primissima parte di questa mia bellissima avventura videoludica.
I videogiochi spesso sono un trattato su come passare dalla vulnerabilità alla forza passando per la resilienza. Tra le altre cose, ci insegnano a non avvilirci, ad avere pazienza, a credere nelle nostre capacità , ma anche ad essere cinici quando serve, ad essere prudenti, a prendere il meglio nel bene e nel male dai personaggi che incontriamo, a non farci troppo trascinare dagli eventi, dalle esigenze altrui e dallo scoramento. E poi dicono che sono solo videogiochi….
Emilia Sensale #gothicremake