Il giorno di Sabato 18/5/2019 ero al Vapitaly, in ogni paese europeo e non solo, si organizza una fiera nazionale del settore e-cig , vape, elettronica sigaretta, come volete chiamarla, sostanzialmente perché ciascun paese ha un mercato e regolamenti diversi.
Avendo visitato dal 2014 il Vapitaly posso fare confronti e anche se riportano un totale ingressi di oltre 22.000 persone circa, in tre giorni, simile al precedente 2018, altri sono soddisfatti per il riconoscimento “governativo”, presenza di M. Salvini, vice-premier e di un altro ministro, Fontana, il confronto con le edizioni precedenti è – devastante – .
Hanno dovuto riempire spazi vuoti di due padiglioni 11 e 12 con postazioni gamer, altro, palchi o stage semi vuoti, perché il numero e la qualità degli investimenti era scarso o nullo, lasciamo da parte ogni partigianeria, tifoseria, entusiasmo per il settore e guardiamo alla realtà. Tanti nomi noti nell’ e-juice, hardware, assenti,solo 2 o 3 negozi e pochi stand abilitati alla vendita, ho contato due stand di CBD, altri marchi famosi presenti con stand limitati (Smok,Wismec,Innokin ecc.) , insomma una fiera del genere potevano farla regionale ed evitarla di chiamare “Nazionale”.
Novità ? Si visitano le fiere per questo!
La mia esperienza è incominciata con l’invito a firmare la petizione: “Vaping is NOT tobacco” , internazionale e anche italiana. Campaign Vaping E’ una campagna perché i vari parlamenti, l’Europa riconoscano che il settore e-cig non debba essere trattato come tabacco, (imposte, restrizioni) pur mantenendo il divieto dell’uso ai minori. Nel caso italiano, il settore è sotto l’agenzia monopoli di stato, come le tabaccherie. Il paese forse più libero per gli “svapatori” (e-cig utenti) è la Gran Bretagna che con la Brexit, se ne va via dall’Europa.
Ho provato la Juul , toccato in mano, bel dispositivo, adatto ad un certo tipo di consumatore, in quanto il packaging, le comodità delle cariche fisse, sono simili al pacchetto di sigaretta, per le quantità di nicotina inalata, invece il gusto per me, come vaper o utente di lungo corso, non sussiste. In sostanza, riconoscendo l’estrema praticità, semplicità del prodotto, non ha nemmeno il tasto di accensione, l’assenza di perdite di liquido, non è il mio genere di vaping. Non ricordo la loro presenza ai precedenti Vapitaly, lo stand era di dimensioni più che normali con due o tre persone, tante scatole, depliant. Si sa che ha avuto un successo strepitoso in USA, ora la Juul è venduta nelle tabaccherie italiane e forse farà diretta concorrenza alla iQOS ? Ah ah ah, si certo!
Nella prima foto, ho ascoltato una parte del convegno sui POD, Il mercato quasi “parallelo” di Juul, dei “pod” , rispetto ai classici sistemi di vaporizzatori ( batterie, tubi, tank , rda, rta etc.,),presenti forse una settantina di persone. Si è detto che non è una moda, molti continuano ad investire in questo.
Questa MI è un POD molto bello esteticamente e al tatto, piatto, in acciaio, con un’asola per portarla a tracolla, potente, leak-free (senza perdite) tascabile, NON era in vendita, ma in prova, quindi prossima al lancio nel mercato; nello stand scarsa comunicazione, “language barrier”.
C’erano stand con test liquidi e-juice, zero nicotina, pochi gadget, forse il più grande era quello di Vaporart, ma anche rispetto all’edizioni precedenti, meno grande, ridotto, questo perché tutto era ridotto.
Personalmente ho acquistato liquidi scontati, (Don Cristo, Boss), uno Smok baby v2, qualche filo e cotone, nulla di particolare per una fiera.
“L’arena modders” , cioè una serie di stand, piccoli come una scrivania di un metro di larghezza, uno a fianco all’altro, con i pezzi “unici” esposti, artigiani dei tubi, del design, ma dai prezzi quasi impossibili, forse a partire dalle 250 eur in sù, non so quale appeal potevano avere sulle “masse” popolari ? Chi è del settore, può capire il valore dei materiali, la qualità del lavoro, l’ingegneria, le scelte tecniche, applaudire alle innovazioni, ma avere un tubo d’oro, tempestato di diamanti, forse con dentro due o tre circuiti di super-elettronica e venderlo a 800-900 eur, come fosse gioielleria, perché tale è, quali utenti di massa può raggiungere ?
Una nota azienda inglese, presente anche anno scorso, vendeva l’essenza completa adatta a 250 ml senza nicotina, senza glicerina….a 10 Eur, erano in tre commessi e non stavano mai fermi, praticamente vendevano un flacone al minuto, perché alla fine i prezzi e il mercato sono quello che sono…Non tutti possono spendere 25 o 30 euro di liquido a settimana.
Era solo una scusa agli inizi che il vape oltre ad essere salutare costava meno del tabacco ? Questa è la domanda da farsi, nonostante non si possa calcolare la salute personale, si deve continuare a provare con i numeri a qualsiasi nuovo consumatore che lo svapo sia anche meno costoso del pacchetto di sigarette.
Negli stand, “non possiamo vendere” , “vendiamo domani ultimo giorno”, “siamo solo rappresentanza”, credo che questo atteggiamento non farà diventare popolare il Vapitaly. Il magazine , ne erano presenti tre stand, come al solito, uno famoso italiano non è ne omaggio, ne vendibile, perché non è noto, solo gli operatori del settore possono vederlo. Forse il guaio di vapitaly è che è fatto da italiani che si auto-censurano, non osano più, dopo alcune leggi avverse, l’atteggiamento di quelli del settore non sembra migliorato.
Non ho visto innovazioni, presentazioni di nuovi, ultimi prodotti. Gusti nuovi di e-juice ,gusti di vaporart…. Ho visto e provato un dispositivo francese che istantaneamente può fare il test del livello della nicotina tramite un display digitale e due cartucce che si miscelano, questo per capire la personale tolleranza-piacere a livello della nicotina.
Quest’anno sono riuscito ad usufruire della navetta-bus gratis dalla stazione ferroviaria alla fiera, circa un paio di chilometri.
Non mi piace e quanto vorrei parlar bene della fiera, ma il raffronto alle precedenti edizioni, il ricordo di tante novità, prove, acquisti, con il nulla presente, non posso tacere. Ho incrociato e visto i “famosi” influencer , giustamente nel loro ambiente, nel loro lavoro, ma siccome gli stand erano poveri di attrattiva, sembravano solo volti noti, youtubers stanchi. Due ballerine in una gabbia e qualche modella negli stand, nulla d’impressionante. I bagni erano “dimezzati” rispetto agli altri anni, solo ad un lato dei due padiglioni, il tutto conferma la riduzione.
See you again – segnatevi le date del 2020
Sperando che la situazione in Italia del mercato e delle leggi sullo svapo migliorino….
A presto, recensioni su alcuni prodotti e consigli. Vi prego di commentare e se avete avuto altre notizie, informazioni sulla fiera !
Vapitaly 2019 ? Il giorno di Sabato 18/5/2019 ero al Vapitaly, in ogni paese europeo e non solo, si organizza una fiera nazionale del settore e-cig , vape, elettronica sigaretta, come volete chiamarla, sostanzialmente perché ciascun paese ha un mercato e regolamenti diversi.